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Dal catasto

Sondaggio sul mercato immobiliare:
segnali di debolezza in attenuazione

Alle interviste, che hanno riguardato le attività di compravendita e di locazione e i relativi prezzi nel terzo trimestre dell’anno, hanno partecipato circa 1.400 operatori

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Nel periodo luglio-settembre 2013 ancora segnali di debolezza per il mercato immobiliare italiano, anche se con una leggera attenuazione. Questo il principale dato che emerge dal sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, realizzato dalla Banca d’Italia, da Tecnoborsa e dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
 
Dall’inchiesta, svolta attraverso interviste rivolte a 1.398 agenti immobiliari, risulta che alla minore diffusione dei giudizi di diminuzione dei prezzi è corrisposto un rialzo del numero dei nuovi incarichi a vendere. Diminuisce anche la quota di agenzie che segnalano un calo dei canoni di affitto e risultano in recupero le attese degli agenti sulle tendenze a breve termine.
 
Per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni, i risultati dello studio dimostrano che la percentuale di agenti immobiliari che hanno segnalato una diminuzione congiunturale dei prezzi di vendita è scesa al 68,2%, rispetto al 76,8 rilevato a luglio, riportandosi sui livelli del primo trimestre del 2012; contestualmente, è cresciuta l’incidenza dei giudizi di stabilità delle quotazioni (salita al 31%, dal 23,1 della precedente rilevazione).
 
Sul territorio nazionale, sono le regioni del Nord e del Centro a mostrare un rallentamento nella caduta dei prezzi, mentre a Sud e nelle Isole si registra una sostanziale stabilità.
La quota di agenti che hanno venduto almeno un’abitazione si è ridotta al 59,8%, contro il 63,6 di luglio: un risultato, questo, che comunque risulta essere migliore rispetto allo stesso trimestre del 2012, quando il dato si fermò al 55,7 per cento.
 
Venendo agli incarichi a vendere, il saldo percentuale tra risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze degli incarichi è lievemente sceso (al 29,3%, dal 32,1 della precedente rilevazione), mentre quello relativo alle acquisizioni di nuovi incarichi ha mostrato un moderato incremento (da 18,3% a 19,4%).
 
Rimane ancora significativa la differenza tra i prezzi di domanda e quelli di offerta, mentre è nuovamente diminuita, collocandosi sui livelli dell’ultimo trimestre del 2010, la quota di agenti che attribuiscono la decadenza dell’incarico a difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei potenziali acquirenti (45%).
 
Per concludere, il margine medio di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è rimasto invariato al 15,7%, ma non accenna a diminuire il tempo che intercorre tra l’affidamento dell’incarico e la vendita dell’immobile (9 mesi, contro i precedenti 8,8).

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