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Dal catasto

Tutti i numeri del Catasto nel 2018:
adeguamenti puntuali con il digitale

Grazie all’informatizzazione dei servizi, oggi il sistema offre banche dati e informazioni sempre aggiornate a disposizione di cittadini, professionisti e pubbliche amministrazioni

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51,4 milioni di consultazioni delle banche dati catastali, 47,2 milioni di consultazioni di quelle ipotecarie, 1,43 milioni di unità immobiliari urbane classate e oltre 5 milioni di aggiornamenti di intestazioni catastali. È il 2018 del Catasto, un anno che ha confermato ancora una volta i benefici apportati dall’informatizzazione del sistema di gestione del territorio, che permette una maggiore semplificazione dei processi e un maggiore efficientamento della macchina amministrativa.
 
Un sistema informatizzato e sempre aggiornato
Oggi il sistema catastale italiano viene gestito in maniera digitale. Da ormai qualche anno l’Amministrazione ha adottato delle procedure che permettono ai professionisti abilitati di presentare su supporto informatico e trasmettere via web le richieste di variazione delle informazioni catastali. In questo modo è possibile registrare quasi in tempo reale nelle banche dati gli esiti degli aggiornamenti proposti, alimentando questo enorme archivio che diventa, giorno dopo giorno, una fotografia sempre più precisa e attuale degli immobili in Italia.
Basti pensare che solo nel 2018 sono stati presentati 1,77 milioni di aggiornamenti (1,43 milioni di unità immobiliari urbane classate e 340mila tipi mappali e frazionamenti approvati), utilizzando strumenti messi a disposizione dell’Agenzia come la “scrivania del territorio”, l’applicativo tramite il quale i professionisti possono interrogare, dal proprio ufficio, i dati di interesse per la predisposizione degli atti tecnici.
 
Addìo ai faldoni e alla carta
Anche l’archiviazione degli atti di aggiornamento catastale, dal 2016, avviene in maniera informatica. Il Sistema di Conservazione dei Documenti digitali (SCD) ha, infatti, permesso di interrompere l’archiviazione cartacea.
Allo stesso modo, i documenti di Pubblicità immobiliare, quelli cioè che interessano, ad esempio, le trascrizioni e le iscrizioni ipotecarie, le cancellazioni e le altre formalità relative ai beni immobili, oggi sono conservati digitalmente, con importanti vantaggi in termini di trasparenza, efficienza e spending review.
 
Le consultazioni del 2018
Questo enorme patrimonio viene messo a disposizione non solo dei professionisti, ma anche dei cittadini.
Da quasi 5 anni, ormai, i contribuenti abilitati ai servizi Fisconline ed Entratel dell’Agenzia delle entrate possono consultare gratuitamente e comodamente dal proprio pc le informazioni relative alla casa di loro proprietà, come la visura catastale, la mappa con la particella terreni, la planimetria dell’unità immobiliare, l’ispezione ipotecaria e il titolo (se inviato telematicamente). Inoltre, oggi il contribuente può accedere anche alle visure catastali storiche generalizzate di singole unità immobiliari e «navigare» sulla mappa catastale cartografica, oltre alle visure ipotecarie personali.
 
Per avere un’idea del flusso di dati gestito dall’Amministrazione basta leggere queste cifre: nel 2018 sono state effettuate 51,4 milioni di consultazioni delle banche dati catastali, di cui il 93,3% in maniera telematica, e 47,2 milioni di consultazioni delle banche dati ipotecarie, telematicamente nel 94,6% dei casi.
 
L’archivio cartografico
Il patrimonio cartografico catastale italiano, che realizza la copertura totale del territorio nazionale, è costituito da circa 300mila file cartografici. Pubbliche amministrazioni, professionisti e i cittadini possono accedere ai servizi online di “navigazione” delle mappe catastali attraverso il servizio Wms (Web Map Service) e il Geoportale cartografico catastale. Nel 2018 sono state rilevate ogni giorno circa 3,5 milioni di visualizzazioni attraverso il Servizio Wms e circa 400.000 attraverso il Geoportale.
 
Un catasto “aperto” a pubbliche amministrazioni, professionisti e i cittadini
La cartografia catastale e gli archivi a essa collegati possono essere utilizzati per la pianificazione territoriale e, in generale, per il governo del territorio, in quanto la cartografia è stata resa interoperabile con le altre basi dati.
Oggi è, quindi, possibile integrarla con ogni ulteriore “tematismo” (mappe sismiche, mappa dei rischi idrogeologici, zone archeologiche, falde acquifere, mappe delle zone inquinate, piani urbanistici e piani regolatori, uso del suolo, mappe degli ostacoli per la navigazione aerea, eccetera).
 
Nel 2018 i dati immobiliari presenti nelle banche dati dell’Agenzia delle entrate sono stati utilizzati – per i propri compiti di governo del territorio – dalla Protezione civile, dall’arma dei Carabinieri, dagli enti locali come Regioni e Comuni, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dall’Agea e dall’Istat. Inoltre, l’Agenzia ha collaborato – e collabora tutt’ora – con le pubbliche amministrazioni sia nell’espletamento di compiti istituzionali sia per l’attività di miglioramento della qualità dei dati, anche tramite scambi procedurali di informazioni. Le principali collaborazioni del 2018 hanno interessato l’Istat, per la costituzione dell’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane, l’Agea, per le variazioni colturali relative a circa 430.000 particelle, gli enti locali della regione Lombardia, per il rifacimento delle mappe, e la Protezione civile, per la fornitura di informazioni immobiliari e relativi servizi.

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