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Immobili

Vendite negozi, uffici, capannoni:
i dettagli 2014 su regioni e città

Il trend del mercato non residenziale dello scorso anno mostra una ripresa non ancora omogenea: cali e incrementi, da Nord a Sud, a seconda della tipologia degli immobili

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Dai principali risultati del Rapporto immobiliare non residenziale 2015, pubblicato dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, in collaborazione con l'Associazione nazionale delle società di leasing (Assilea), arrivano i primi segnali positivi sulle compravendite di negozi e capannoni che, nel 2014,ricominciano ad aumentare; notizie un po' meno confortanti per gli uffici, il cui mercato è in flessione. Nell'ultimo anno, poi, i prezzi degli immobili non residenziali sono diminuiti.

Uffici
Nel 2014 le compravendite degli uffici diminuiscono del 5% rispetto al 2013. La Lombardia, con 2.304 transazioni, rappresenta il 26% del mercato nazionale, ma perde il 3,3% rispetto all'anno precedente.
Tutte le regioni del Nord e del Centro sono in flessione nell'ultimo anno; uniche due a fare eccezione sono il Piemonte, con un recupero del 6,2%, e l'Umbria, che segna un incremento del 5,1 per cento. La diminuzione maggiore in Valle d'Aosta, che segna -33,7%, ma anche Marche, Liguria e Toscana subiscono perdite molto forti (rispettivamente, -32, -24 e -20%); infine, il Lazio presenta una perdita più contenuta, pari a -5,4 per cento.
Al Sud ci sono segni discordanti tra le regioni, in particolare sono in flessione i mercati dell'Abruzzo (-21,6%) e della Basilicata (-30,4%).

Il valore più elevato dell'intensità del mercato degli uffici, misurata dall'Imi (quota percentuale di stock compravenduto), si riscontra in Molise (1,83%); seguono Friuli Venezia Giulia (1,65%) e Lombardia (1,63%). Di contro, la più bassa dinamica del mercato si registra in Basilicata, Valle d'Aosta e Sicilia, dove la quota scambiata nell'anno è inferiore all'1 per cento.

La quotazione media degli uffici a livello nazionale è pari a 1.485 €/mq, in diminuzione del 2,2% rispetto al 2013. La regione con la quotazione media più elevata è il Lazio, con 2.322 €/mq (-4,8% in confronto alla rilevazione precedente). Distanti dal dato del Lazio, ma con valore superiore a 1.500 €/mq, risultano: la Liguria, con 2.090 €/mq (-1,5% rispetto al 2013); la Valle d'Aosta, con 2.029 €/mq (-2,4%); la Toscana, con 1.743 €/ (-mq2,7%); la Campania, con 1.558 €/mq (-0,9%); l'Emilia-Romagna e la Lombardia, intorno ai 1.600 €/mq, con quotazione in calo, rispettivamente, di circa il 3,5 e lo 0,9 per cento. Tutte le altre regioni presentano una quotazione media inferiore a 1.500 €/mq; la più bassa, al di sotto dei 1.000 €/mq, si registra in Basilicata, Calabria e Friuli Venezia Giulia.

Le città con maggior dinamica del mercato degli uffici, in termini di Imi, risultano Bologna (1,77%) e Firenze (1,66%); di contro, a Palermo, Catania e Roma è stata compravenduta una quota dello stock intorno all'1 per cento. Le quotazioni diminuiscono nel 2014 in quasi tutte le grandi città, a eccezione di Napoli (+4,5%) e Venezia (+1%). I cali più decisi si riscontrano a Bologna (-7,4%), Roma (-6,1%) e Torino (-6,5%).

Negozi
La regione con la maggior presenza di negozi sul territorio è la Lombardia, con una quota del 14,5%, seguita dal Lazio nel Centro e dalla Campania nel Sud (entrambe con circa il 10% dello stock nazionale).
L'analisi regionale mostra incrementi delle compravendite di negozi in quasi tutte le regioni, con l'aumento più elevato in Valle d'Aosta. Invece, le transazioni diminuiscono significativamente in Emilia Romagna e Sardegna. Per le regioni con le quote maggiori di mercato, l'incremento è più elevato in Lombardia (+10,6%), poi Toscana (+5,3%) e Lazio (+0,4 per cento).

La quotazione media dei negozi è pari a 1.686 €/mq, in calo del 3,9% rispetto a quella del 2013. Il Lazio è la regione con prezzi più elevati (2.549 €/mq), ma subisce il maggior ribasso delle quotazioni, -12,7 per cento. I prezzi dei negozi decrescono in tutte le regioni, con l'unica eccezione della Lombardia, che mostra una sostanziale stabilità.

Quasi tutte le grandi città mostrano incrementi delle compravendite, con le variazioni più accentuate per Bologna e Verona. Per contro, risultano ancora in flessione le compravendite a Catania, Palermo e Venezia.
I prezzi dei negozi nelle grandi città sono quasi ovunque in flessione; in particolare, a Roma, il calo è del 16,1 per cento. Solo Venezia e Milano segnano un rialzo delle quotazioni, con tassi percentuali, rispettivamente, del +2,8 e +1,1 per cento.
 


Capannoni
Il mercato dei capannoni in Italia mostra un rialzo, rispetto al 2013, del 3,6 per cento.
Il 70% delle compravendite avviene nelle regioni del Nord; spicca il peso della Lombardia che, da sola, rappresenta il 28% circa del totale degli scambi nazionali, seguita da Veneto, Emilia Romagna e Piemonte che superano il 10 per cento.
Il recupero osservato a livello nazionale è il risultato di un effetto composizione influenzato, soprattutto, dai rialzi mostrati nelle regioni del Nord, che risultano tutte in crescita (Nord Est +8,9%, Nord Ovest +8,6%), a fronte di cali, anche sostenuti, registrati nel Centro (-4,8%), nel Sud (-3,9%) e nelle Isole (-19,6%). Le regioni con la maggior quota di scambi, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna segnano recuperi delle compravendite di capannoni, rispettivamente, del 9,8, dell'8,9 e dell'8,6 per cento.

La Lombardia si conferma, anche nel 2014, la regione con la più alta intensità di mercato nel settore produttivo, con una quota di stock scambiato nell'anno dell'1,83 per cento. Seguono, con quote tra 1,38 e 1,44%, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

La quotazione media dei capannoni è 525 €/mq, in calo dell'1,3 per cento. I capannoni più cari sono quelli venduti in Liguria (761 €/mq), poi quelli nel Lazio e in Toscana (rispettivamente, 755 €/mq e 687€/mq).
Le quotazioni medie risultano in calo in quasi tutte le regioni, con la flessione più accentuata in Emilia Romagna (-4%), seguita da Piemonte e Umbria (-2,8%) e Campania (-2,3%). Le uniche regioni che presentano lievi incrementi dei prezzi sono il Veneto, la Lombardia, la Basilicata e il Molise.

Quasi tutte le grandi città mostrano una ripresa delle transazioni, mentre restano in calo solo Catania, Napoli e Venezia. I dati evidenziano, inoltre, che le città con maggior dinamica nel mercato dei capannoni, in termini di Imi, risultano Bologna (1,68%), Genova (1,47%) e Milano (1,32%). I valori più bassi, nettamente inferiori al punto percentuale, si rilevano a Roma e Catania. Le quotazioni subiscono una decisa flessione nelle città di Torino e Bologna che perdono, rispettivamente, l'8,7 e il 6,5 per cento. Ribassi accentuati anche a Palermo (-5,5%) e a Roma (-4%). Le quotazioni calano nel 2014 ovunque, con l'eccezione di Venezia, dove subiscono un lieve incremento dello 0,8 per cento.

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