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Dal mondo

Africa, report sulla trasparenza fiscale.
Cresce lo scambio di informazioni

Il Tax Transparency in Africa 2021 evidenzia un aumento delle richieste di dati per contrastare evasione ed elusione

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Aumenta lo scambio di informazioni fiscali in chiave antievasione e si affina il contrasto ai flussi finanziari illeciti. Queste alcune delle informazioni chiave contenute nel report Tax Transparency in Africa 2021. La pubblicazione, giunta alla sua terza edizione, nasce sotto l’egida dell’Africa initiative, il programma di sviluppo avviato nel 2014 in seno al Global forum Ocse sulla trasparenza e lo scambio di informazioni fiscali e che è sostenuto anche dall’African union commission e dall’African tax administration forum con altre organizzazioni e istituzioni partner (tra cui Banca mondiale e Unione europea).
Il report mette in evidenza i progressi operati su due fronti in Africa: trasparenza fiscale e scambio di informazioni da una parte e contrasto ai flussi finanziari illeciti dall’altra. Sono 34 le nazioni africane che hanno risposto al questionario tramite il quale sono stati estrapolati i dati presenti nel report. Per ogni Stato il volume fornisce informazioni dettagliate sui progressi compiuti nel 2020: in particolare, se hanno aderito al Global forum Ocse e se utilizzano lo standard internazionale Eoir (Exchange of information on request). 

Scambio di informazioni in crescita 
Netti miglioramenti nel continente africano sul fronte della trasparenza fiscale. Le convenzioni bilaterali sullo scambio di informazioni fiscalmente rilevanti aumentano da 2.523 stipulate nel 2019 a 3.752 firmate nel 2020, grazie all’incremento del numero degli Stati africani che ha aderito alla Convenzione Ocse sulla mutua assistenza fiscale. 
Segno più anche per il numero delle richieste di scambio di informazioni tra Stati che evidenzia un aumento del 21% nel 2020, sebbene il numero dei Paesi che le ha inviate sia diminuito. Nel 2020, inoltre, gli Stati africani hanno inviato più richieste di quelle ricevute.
In parallelo aumentano le entrate fiscali aggiuntive incassate grazie allo scambio di informazioni fiscalmente rilevanti. Il report stima che dal 2009 le entrate addizionali (tra tasse, interessi e sanzioni) incassate grazie alle indagini sull’evasione fiscale e conclusesi con la voluntary disclosure dei contribuenti, siano state pari a 1,2 -miliardi di euro. Entrate tributarie che soprattutto nel periodo di ripartenza post-Covid giocano un ruolo fondamentale perché assicurano un gettito aggiuntivo agli Stati per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia.

Sempre più Africa nel Global forum
L’importanza data allo scambio di informazioni fiscali tra Stati è testimoniata anche dalla presenza di 31 nazioni africane nel Global forum Ocse, numero che aumenta di anno in anno. Gli Stati, come tutti gli altri membri del Forum, partecipano al processo di peer review che assicura, attraverso il confronto tra pari, la corretta implementazione a livello nazionale degli standard per lo scambio di informazioni sia automatico, sia su richiesta. Il report illustra quindi il grado di realizzazione del sistema di scambi raggiunto dalle diverse giurisdizioni, per esempio indicando come Sud Africa e Tunisia abbiano concluso la prima e la seconda fase della peer review mentre Marocco e Kenya stiano avviando la seconda fase.

Contrasto ai flussi illeciti 
Il report, infine, fa il punto della situazione anche sui flussi finanziari illeciti, che in Africa si attestano tra i 50 e gli 80 miliardi di dollari all’anno, come stimato da alcuni studi condotti dall’African union commission. Il contrasto a queste somme di denaro indebitamente sottratte allo Stato è diventato una priorità per la comunità globale tanto da essere incluso dall’Onu tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile. 

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