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Alcol: la Commissione europea
propone nuove norme sulle accise

Tra le modifiche prospettate, un sistema di certificazione che consentirebbe costi ridotti per i piccoli produttori

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La Commissione Europea ha proposto di riformulare le norme relative all’accisa sull’alcol nell’Unione Europea con l’obiettivo di creare un ambiente più favorevole alle imprese. I piccoli produttori e i produttori artigianali di alcol potrebbero quindi disporre di un nuovo sistema di certificazione a livello europeo per certificare il loro accesso ad aliquote di imposta più basse in tutta l’Unione. Tra le modifiche proposte, anche l’innalzamento della soglia della birra a bassa gradazione alcolica alla quale possono essere applicate aliquote ridotte.

I contenuti della proposta
La Commissione Europea propone un sistema di certificazione uniforme, riconoscibile in tutti i paesi dell’Unione Europea che potrà consentire di ridurre i costi amministrativi e di conformità per i piccoli produttori che, a determinate condizioni, potrebbero beneficiare di accise ridotte. Inoltre è prevista una classificazione coerente e precisa del sidro in tutta l’Ue: attualmente l’assenza di questa classificazione costituisce un ostacolo per i piccoli produttori della bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele, che non hanno accesso alle aliquote ridotte di cui, invece, beneficiano i piccoli produttori di birra e di altre bevande alcoliche.
La proposta della Commissione, inoltre, intende chiarire i procedimenti e le condizioni di fabbricazione corretti per l’alcol denaturato. Questo prodotto è di solito utilizzato nella fabbricazione di prodotti per la pulizia, prodotti lavavetri, profumi e antigelo ed è esente dall'accisa. L’esenzione può essere sfruttata da produttori senza scrupoli che utilizzano l’alcol denaturato per fabbricare e vendere bevande contraffatte potenzialmente pericolose senza versare l’imposta e mettendo in pericolo la salute dei consumatori. La Commissione desidera, quindi, costituire un moderno sistema di segnalazione dell’abuso di alcune formulazioni di alcol in modo che non siano più utilizzabili come denaturanti.

Le altre modifiche
Le nuove norme sostituiranno le procedure su carta, ormai superate, utilizzate per registrare il movimento di determinati tipi di alcol denaturato e introdurranno l’obbligo di utilizzare il sistema d'informatizzazione dei movimenti e dei controlli dei prodotti soggetti ad accisa. In questo modo sarà possibile seguire in tempo reale i movimenti di questi prodotti ad alto rischio. La Commissione, nella proposta, indica anche un aumento dal 2,8% vol al 3,5% vol della soglia per la birra a bassa gradazione alcolica che può beneficiare di aliquote ridotte il quale potrà stimolare i produttori a essere innovativi.

Cosa sono le accise
Le accise sono imposte indirette sulla vendita o sull’uso di prodotti specifici, quali l’alcol, e sono generalmente applicate sotto forma di un importo per quantitativo di prodotto, ad esempio per 1.000 litri. Tutte le entrate derivanti dalle accise confluiscono nei bilanci nazionali e rappresentano circa il 5-18% del gettito fiscale o fra il 2% e il 5% del Pil dei Paesi Ue. Gli Stati membri sono liberi di fissare le aliquote nazionali nel modo che ritengono più opportuno, purché rispettino le soglie minime stabilite a livello dell'Unione. Le norme europee in vigore sull’armonizzazione delle accise sull'alcol e sulle bevande alcoliche sono state concordate nel 1992 (direttiva 92/83/CEE) e stabiliscono definizioni comuni per i prodotti alcolici soggetti all'imposta e garantiscono che tutti gli Stati membri trattino gli stessi prodotti nello stesso modo.
 
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