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Analisi della crescita: fissate
per il 2013 cinque priorità

Nel consueto documento della Commissione Ue, adottato nei giorni scorsi, le raccomandazioni per il nuovo anno

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Spostare il carico fiscale dal lavoro verso i consumi e la proprietà, ampliare la base imponibile piuttosto che incrementare le aliquote, aumentare la tassazione sull'ambiente, migliorare la riscossione e rafforzare il contrasto all'evasione. Questi gli obiettivi da raggiungere in campo fiscale individuati dall'Analisi annuale della crescita per il 2013.
Il documento, che contiene le priorità economiche e sociali per gli Stati dell'Unione europea in linea con quanto fissato dalla strategia Europa 2020, è stato adottato nei giorni scorsi dalla Commissione.


Le cinque parole chiave per il 2013
Crescita e occupazione le parole chiave per il 2013 fissate dall'Analisi annale della crescita. Il documento stabilisce le cinque priorità generali per Stati dell'Unione: raggiungere il risanamento dei bilanci, rilanciare i prestiti all'economia, favorire la crescita e la competitività, combattere la disoccupazione e modernizzare la Pubblica amministrazione. È soprattutto il mercato del lavoro, con una disoccupazione giovanile che in molti Paesi raggiunge il 50%, a richiedere un intervento urgente da parte delle istituzioni comunitarie. Su questo fronte, l'impegno dell'Unione è dimostrato dal Patto per la crescita e l'occupazione siglato dai capi di Stato e di Governo e nel giugno scorso e sottolineato dalle parole del Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso: "Mi rendo conto che si tratta di riforme difficili, dolorose e che avranno molte conseguenze a livello sociale: per questo motivo la Commissione si sta impegnando al massimo per favorire una ripresa che sia il più possibile fonte di occupazione".

I precedenti storici
Istituita nel 2010, l'Analisi annale della crescita contiene gli orientamenti socio-economici destinati agli Stati dell'Unione europea. Le indicazioni contenute nel documento vengono rielaborate e approvate ufficialmente dal Consiglio europeo e successivamente inviate  alla Commissione. L'esecutivo comunitario, a maggio di ogni anno, pubblica le raccomandazioni nazionali indirizzate a ciascun Paese membro, che deve tenerne conto nella formulazione dei propri bilanci e della legislazione in materia sociale ed economica.

Spazio al fisco e agli interventi
Sul fronte fiscale, l'orientamento espresso nell'Analisi è molto chiaro. Il documento, infatti, mette nero su bianco il ruolo che il fisco dovrebbe avere non solo per far crescere le entrate dello Stato, ma anche e soprattutto per promuovere crescita, competitività e occupazione. Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione raccomanda agli Stati membri di diminuire le tasse su lavoro e reddito d'impresa e aumentare quelle su consumi e sull'inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda le tasse ambientali, l'Analisi afferma che c'è ancora molta strada da fare, nonostante venti Stati membri abbiano incrementato le accise e altre tasse di questo tipo nel 2011 e nella prima metà del 2012. In quest'ambito, evidenzia il documento, la direttiva sulla tassazione dell'energia rappresenta un valido supporto per i Paesi Ue.

L'ampliamento della base imponibile
Ampliare la base imponibile è una delle altre priorità fissate dall'Analisi. Secondo gli esperti Ue, infatti, aumentare le aliquote fiscali non è l'unico modo per incrementare le entrate tributarie. Un'altra via da seguire potrebbe essere quella di ridurre il numero di esenzioni o aliquote ridotte, soprattutto quelle relative all'imposta sul valore aggiunto. A riguardo, alcuni studi dimostrano che se fossero eliminate le aliquote ridotte, quelle standard potrebbe essere notevolmente diminuite - in alcuni  casi addirittura di 7,5 punti percentuali - senza scalfire il livello delle entrate tributarie complessive.

Lotta all'evasione e alle frodi fiscali
Il documento detta le linee guida anche per il contrasto all'evasione e alle frodi fiscali.  In particolare, gli Stati membri dovrebbero trovare al più presto un accordo sulla revisione della direttiva sul risparmio e sulle intese con Svizzera e Paesi terzi.  L'Analisi, inoltre, esprime la necessità urgente di semplificare il sistema fiscale, per migliorare la competitività delle imprese europee ed evidenzia i passi avanti computi su questo fronte, in  primis la Common Consolidate Corporate Tax Base (base imponibile comune consolidata).
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