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Dal mondo

Anche gli Yacht in Paradiso,a Saint Kitts e Nevis

Sono oltre 1000 le imbarcazioni di lusso registrate sulla piazza offshore. Rigorosamente, di stranieri facoltosi

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Cabinati raffinati, Yacht famosi e meno noti, scafi e imbarcazioni multilingue, soprattutto in termini di contabilità, e per finire, alcuni velieri. E’ questo il profilo del Registro Nautico Internazionale, fiore all’occhiello della giurisdizione offshore di St. Kitts And Nevis, che si presenta sotto gli occhi di chi lo scorre. Un vero e proprio puzzle nautico, il cui unico comun denominatore coincide con la provenienza estera dei proprietari e con la discreta ricchezza patrimoniale che condividono. Talmente significativa nei numeri da convincere le autorità locali a celebrare il 2010 come l’anno d’oro degli yacht, il cui numero, tra quelli registrati, ha raggiunto e superato la soglia dei 1000, un vero primato.   1 Yacht per Amico - In pratica, considerando che i residenti sono 50mila, è come se a St. Kitts And Nevis risultasse la disponibilità d’uno Yacht ogni 50 abitanti. Niente male per un Paese circondato, oltre che dall’Oceano, dal debito pubblico. Eppure, il reddito medio oltrepassa i 10mila dollari l’anno, forse grazie all’assenza dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, peraltro sostituita da una lunga serie d’imposte indirette che, secondo quanto annunciato in questi giorni dal Primo Ministro, Denzil Douglas, dovrebbero scomparire per lasciare il posto ad un’unica imposta: l’Iva modello St. Kitts And Nevis, con un’aliquota al 17per cento. D’altra parte, i conti devono tornare, in qualche modo.   I tesori viaggiano con le imbarcazioni – La novità del boom della yacht-economy, favorita da una legislazione fiscale estremamente soft, cui ora s’aggiungerà a giorni anche un pacchetto di vantaggi studiato per allettare i proprietari di imbarcazioni ultralusso, ha segnato l’impennarsi degli asset patrimoniali e delle ricchezze depositiate o gestite attraverso i servizi finanziari delle due isole maggiori. In cinque anni, ad oggi, sono 2 i miliardi di dollari che risultano alloggiati sulla piazza finanziaria della giurisdizione offshore. Una somma sproporzionata rispetto alle finanze e alle risorse prodotte ogni anno dagli operatori attivi all’interno del territorio. Comunque, un tesoretto ben accolto, ad oggi. E destinato ad estendersi in futuro, dato che presto ai proprietari delle imbarcazioni registrate si offrirà anche un servizio per affittare, per un periodo di 84giorni, la rispettiva imbarcazione per uso e scopo commerciale. Novità questa che dovrebbe allungare la lista dei cabinati e degli scafi che si registreranno sulla piazza offshore.
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