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Argentina: il gettito fiscale cresce.
Il 2018 si chiude con un +31,2%

Picco a dicembre con entrate tributarie in aumento del 36% rispetto allo stesso periodo del 2017, ma l’inflazione è oltre il 47%

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Una panoramica sul mese di dicembre e su tutto il 2018 mostra un aumento consistente delle entrate tributarie in Argentina, con una crescita nell’ultimo mese dell’anno del 36% e un aumento sui 12 mesi del 31,2% rispetto al 2017.  A dicembre sono stati incassati 319.921,5 milioni di pesos argentini, mentre nel 2018 nel suo complesso sono entrati nelle casse dello Stato sud americano quasi 3,4 trilioni di pesos.
Questi risultati vanno letti però al ribasso tenendo conto dell’inflazione che nel Paese è molto alta. A novembre 2018 l’inflazione era al 43,9%, quindi considerevolmente superiore all’evoluzione dei tributi, ma in base ai dati diffusi dall’istituto di statistica argentino, che monitora costantemente l’andamento dell’inflazione, a dicembre l’aumento mensile è stato del 2,6%, sensibilmente migliore rispetto a settembre in cui lo scarto era stato del 6,5%. Nonostante ciò il tasso di inflazione annuale è del 47,6%, il più alto registrato dall’Argentina negli ultimi decenni, più basso soltanto di quello registrato nel 1991, anno in cui l’inflazione nel Paese ha toccato quota 84%.

È in questo contesto economico che vanno analizzati i dati  relativi alle entrate tributarie diffusi con l’inizio del nuovo anno in Argentina. L’Afip, l’Amministrazione finanziaria del Paese sud americano, ha, infatti, reso noti i dati relativi alle entrate tributarie totali del 2018 e quelle del solo mese di dicembre, in cui la performance è stata superiore alla media. Il riscosso totale riguarda sia le entrate propriamente fiscali sia quelle derivanti dall’attività doganale e dall’amministrazione della sicurezza sociale.

Tra i settori che hanno trainato l’aumento delle entrate ci sono le esportazioni, che hanno visto il maggior tasso di crescita  nel periodo, dovuto, da un lato, alla svalutazione della moneta e al cambio più vantaggioso e, dall’altro, all’implementazione delle ritenute, introdotte nell'ultimo periodo dell'anno scorso. Il valore delle esportazioni in termini di imposte è stato pari a 221.338 milioni di pesos argentini, il 61,8% in più rispetto al 2017, mentre il valore delle “ retenciones a las exportaciones”, introdotte a settembre 2018 dal governo, sono cresciute nell’anno del 72,7% per un valore di 114.160 milioni di pesos. Se si guarda solo a dicembre 2018  i diritti di esportazione sono cresciuti del 325% per un valore di 15.794 milioni di pesos.
 Anche l’Iva ha subito un incremento consistete, con un aumento rispetto al 2017 del 41.6% che vale per le casse dello Sato sud americano 767,719 milioni di pesos argentini, mentre le entrate derivanti dalle imposte sul reddito sono crescite in percentuale del 33,7%, per un valore di 742.052 milioni di pesos.
Il gettito connesso alla Seguridad Social, ossia l’equivalente dei nostri contributi previdenziali, ha contribuito al totale delle entrate tributarie con 878.379 milioni di pesos, con un incremento rispetto al 2017 del 24,7%.

Durante la conferenza stampa di presentazione dei dati, che si è tenuta a Buenos Aires il 2 gennaio scorso, Leandro Cuccioli, direttore generale dell’Afip, ha spiegato che i dati sul riscosso riflettono “il minor livello di attività” dell’economia, in modo particolare hanno influito la siccità che ha danneggiato il settore dell’agricoltura e le esportazioni nel primo semestre dell’anno e la crisi del settore industriale e del commercio a partire da maggio dello scorso anno. Nonostante l’andamento dell’economia, Cuccioli ha sottolineato che nel Paese è aumentato il livello di economia “legale” a discapito di quella sommersa, con un conseguente aumento delle entrate connesse all’imposta sul valore aggiunto  e l’apertura di piani di pagamento  al fine di normalizzare le posizioni fiscali dei contribuenti argentini.
 
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