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Dal mondo

Argentina: su povertà e fiscalità
l’Ocse chiede altre riforme

Pubblicato un nuovo studio sull’economia nazionale che chiede l'attuazione di misure e interventi di tipo strutturale

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Arriva il primo studio economico “multidimensionale” sull’economia argentina realizzato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nel Rapporto, presentato a Buenos Aires dal referente Ocse all’interno del G20 Gabriela Ramos e dal ministro del Tesoro Nicolás Dujovne, vengono enfatizzati i risultati raggiunti nel Paese grazie al recente programma di riforme macroeconomiche e strutturali lanciato dal Governo.
 
Per l'Ocse però bisogna fare meglio e impegnarsi di più. L’annuale Economic Survey infatti individua le prossime sfide che l’Argentina dovrà affrontare per rendere l’economia più inclusiva: ridurre la povertà e le disuguaglianze, aumentare la produttività e accrescere il livello di benessere di tutti gli argentini. Ramos ha lodato gli sforzi dello Stato sudamericano e la svolta coraggiosa intrapresa negli ultimi anni in ambito economico, ma ha aggiunto che ciò che conta di più adesso è riuscire a garantire “un maggiore benessere al popolo argentino. La disuguaglianza, la povertà e l’economia informale sono un ostacolo alla crescita e devono essere al centro delle iniziative” delle istituzioni per realizzare un futuro sostenibile che coinvolga tutti gli argentini.
 
Cile, Colombia e Messico gli esempi da seguire
Come al solito, le raccomandazioni targate Parigi toccano le tematiche della competitività del Paese, nelle sue varie declinazioni (istruzione, formazione professionale, parità di genere, infrastrutture, mercato del lavoro, etc.). Ma l’idea di fondo dello studio realizzato dai tecnici dell’Ocse è che esiste un rapporto stretto tra pari opportunità, inclusività e produttività, e che intervenire proprio su queste potrebbe garantire ritorni inaspettati.
 
Il punto di partenza sarebbe approvare misure che assicurino una crescita incentrata sui cittadini, con politiche mirate a proteggere le famiglie povere e vulnerabili. Queste riforme potrebbero fornire vantaggi a cascata per tutti gli argentini. Secondo le proiezioni presentate nell’indagine, infatti, allineare le politiche argentine in queste aree alla media dei Paesi membri dell’Organizzazione potrebbe aumentare del 15% il Pil pro capite nei prossimi 10 anni. Restando in America Latina, invece, basterebbe allineare l'Argentina con i vicini Cile, Colombia e Messico per aumentare il reddito pro capite dell'8,5 per cento in 10 anni.

Intervenire sul Fisco argentino è uno dei must
Durante la presentazione, alla presenza del ministro del Tesoro, l’Ocse non ha esitato a pungolare lo Stato andino ad attuare un programma serrato di riforme fiscali. Infatti la conclusione numero uno del Rapporto in questo ambito è che il sistema tributario è complesso e le tasse sul reddito sono assicurate da un numero troppo ridotto di cittadini. Per l’Organizzazione il Fisco di Buenos Aires ha delle responsabilità sistemiche, in quanto contribuisce poco alla redistribuzione delle risorse e delle disuguaglianze e al contempo in una qualche misura incentiva l’economia irregolare.
 
Per questo il rapporto suggerisce una riforma che prenda in esame l’introduzione di soglie più basse a partire dalle quali in cui i contribuenti persone fisiche sono tenuti a pagare le imposte sul reddito. La riforma dovrebbe inoltre includere un sistema di aliquote progressive, l’eliminazione delle imposte sulle transazioni finanziarie, l’ampliamento della base imponibile dell’Iva e un’iniezione di progressività sui contributi previdenziali.
 
Povertà e disuguaglianze nel mirino
Numerose pagine del Rapporto sono infine dedicate ai problemi economici e sociali che vive il grande Paese latino americano. Per l’Ocse bisogna certo attuare le riforme, ma senza tralasciare i programmi destinati a proteggere le fasce più deboli e povere della società argentina. I riflettori di Parigi sono puntati per questo sull’auspicato rafforzamento delle reti di sicurezza sociale e sugli sforzi (indispensabili, ça va sans dire) da attuare in materia di istruzione e formazione.
 
Del resto, le cifre dipingono un quadro estremamente preoccupante, con un terzo degli argentini in condizioni di povertà e un ulteriore quinto a rischio indigenza. Pertanto, se non si punta subito alla redistribuzione del reddito e ad alleviare le diseguaglianze nell'accesso all'istruzione, ai servizi pubblici e ai posti di lavoro “migliori”, l’ambizioso piano di riforme del Governo argentino non potrà dirsi compiuto.
 
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