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Dal mondo

Australia, istantanea positiva pre-Covid
per riscossione e controlli fiscali

Nel 2018-2019 segno più sia per le imposte dirette che per quelle indirette. 15,3 miliardi di dollari da compliance e attività di controllo

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Le imposte riscosse in Australia nel periodo di imposta 2018-2019 sono state di quasi 426 miliardi di dollari (australiani), con una crescita di 29,2 miliardi rispetto all'anno precedente. In crescita sia le imposte dirette che quelle indirette. Sono le principali informazioni contenute nell’annuale piano della performance dell’Australian taxation office (Ato), l’agenzia delle entrate dell'Australia. Nel report, l’Ato osserva in particolare che il gettito derivante dalle imposte sul reddito delle società è aumentato di 9 miliardi di dollari australiani rispetto al precedente periodo d’imposta. Per i tecnici dell’agenzia, un balzo così rilevante della corporate tax australiana dovrebbe essere la conseguenza dei buoni risultati realizzati dal settore minerario, che ha goduto di una forte spinta prodotta dagli alti prezzi delle materie prime. 

Le imposte indirette crescono meno del previsto
Guardando ai risultati per settore d’imposta, nei 12 mesi esaminati il gettito derivante dall’imposta sui redditi delle persone fisiche è cresciuto di 16,7 miliardi, raggiungendo l’importo complessivo di oltre 223 miliardi e mezzo di dollari. Il risultato è stato di 5,7 miliardi superiore alle previsioni contenute nel bilancio di previsione dell’agenzia, per via di un importo complessivo delle detrazioni richieste dai contribuenti risultato inferiore all’attesa e di versamenti per plusvalenze e dividendi più copiosi del previsto. Come detto sopra, anche le entrate relative alle imposte sul reddito delle società sono aumentate (per un importo pari a 9 miliardi di dollari australiani). La causa, si legge nel rapporto, è legata al trend positivo realizzato dal settore minerario, avvantaggiato dai prezzi delle materie prime che ne hanno aumentato i profitti. Rispetto al precedente periodo d’imposta. In valore assoluto, la corporate tax ha prodotto gettito per 93,5 miliardi (di dollari). 
Passando alle imposte indirette, gli incassi da imposta sulla vendita di beni e servizi (GST) sono aumentati di 2 miliardi di dollari, portando la riscossione di quest’imposta in tutto a 65,2 miliardi. Questo risultato è stato però di 2,2 miliardi inferiore alle previsioni del bilancio dell’Ato, fatto che sembra essere una probabile conseguenza della crescita economica rivelatasi più debole del previsto. Le accise incamerate dall’erario australiano sono infine cresciute di oltre mezzo miliardo rispetto a quanto riscosso nel 2017-2018 e di 200 milioni rispetto alle previsioni di bilancio. Il valore assoluto delle accise riscosse è stato infatti di 23,3 miliardi. 

I risultati della compliance e delle attività di controllo 
In generale, l’agenzia australiana prova ogni anno a calcolare in che modo il tax gap si sia ridotto per effetto delle attività svolte dai propri funzionari. Per far questo il rapporto valuta come e quanto i contribuenti abbiano versato in più rispetto all’imposta originaria in seguito a un’attività di stimolo alla compliance e quale percentuale del riscosso sia da attribuire alle rettifiche contenute negli atti di controllo. In pratica l’Ato somma due variabili: l’importo pagato dai contribuenti volontariamente dopo aver ricevuto una spinta o un incentivo alla compliance e l’importo di maggiori imposte, sanzioni e interessi derivante dagli atti di accertamento e controllo. Considerando sia gli accertamenti che i versamenti da compliance, l’impatto delle attività dell’agenzia australiana nel periodo d’imposta considerato è stato pari 15,3 miliardi di dollari.
L’Ato sottolinea come grande importanza viene data al proprio interno alle attività a supporto della compliance dei contribuenti e che lavorino alla costruzione di un rapporto di fiducia stabile e duraturo tra fiscalità e cittadini. Dal punto di vista della consuntivazione, nel periodo 2018-19 l’Ato ha realizzato circa 4,3 milioni di attività di questo tipo. Alcuni di questi interventi avevano lo scopo di far presentare una dichiarazione o di far correggere una dichiarazione dopo che è stata presentata. 
Infine, spazio anche ai rimborsi nel rapporto annuale dell’amministrazione finanziaria australiana. Nel 2018-2019 l’Ato ha rimborsato oltre 43 miliardi di dollari di imposte dirette (29,5 miliardi a persone fisiche e 9,6 a società ed enti) a più di 7 milioni di contribuenti che ne avevano fatto richiesta. 

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