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Dal mondo

Australia, nuovi dati su grandi
contribuenti e lotta alle frodi

Dal punto di vista della proprietà, le aziende pubbliche rappresentano il 21,7% del totale

fisco australiano

Trasparenza dei grandi contribuenti e contrasto alle attività illecite. Sono i temi a cui l’Australian tax office ha dedicato gli ultimi dati resi pubblici. I primi sono contenuti nel report “Corporate tax transparency report 2021-22”, mentre i secondi sono disponibili sul sito dell’Amministrazione fiscale australiana, nella sezione dedicata alla Phoenix Taskforce.

Grandi contribuenti e Fisco
Ammonta a 83,8 miliardi di dollari l’apporto economico che i grandi contribuenti australiani hanno dato all’Erario nell’anno fiscale 2021-2022. È il dato che emerge dal report dell’Ato che ha preso in esame 2.713 società, il 9,9% in più del periodo precedente per un reddito totale di 2.630,6 miliardi di dollari, in aumento del 14,7%. Le imprese sotto esame sono: le società australiane pubbliche e di proprietà straniera con reddito totale pari o superiore a 100 milioni di dollari; le aziende private di proprietà di residenti australiani con un reddito totale pari o superiore ai 200 milioni di dollari e le società soggette alla tassa sull'affitto delle risorse petrolifere.
Dal punto di vista della proprietà, le aziende pubbliche rappresentano il 21,7% del totale (e il 60% delle imposte dovute); le aziende private di proprietà australiana il 23,1%; le aziende private di proprietà estera il 55,1%. Dal punto di vista dei ricavi, invece, le società con redditi pari o inferiori ai 250 milioni di dollari, rappresentano il 40,6% del totale della popolazione e il 4,9% delle imposte dovute. Al contrario, le società con un reddito superiore ai 5 miliardi di dollari rappresentano una piccola quota della popolazione totale analizzata nel report (il 2,9%), ma corrispondono il 57,0% dell’imposta da pagare. Se si analizza la platea dei grandi contribuenti in base ai settori economici di appartenenza, emerge che il 50,6% delle imprese appartiene al settore dell’estrazione mineraria, dell’energia e dell’acqua, per un reddito complessivo di 42,4 miliardi di dollari.
L’Australian tax office precisa che recenti novità legislative hanno modificato la soglia di reddito di alcune grandi imprese: dal prossimo anno, infatti, saranno considerate come grandi contribuenti le aziende private di proprietà di residenti australiani con un reddito totale pari o superiore ai 100 milioni di dollari e non più a 200 milioni di dollari. E questo, sottolinea l’Ato, comporterà un aumento della platea delle imprese prese in esame nel report e di conseguenza cambieranno anche i risultati dell’analisi.

Una task force contro le attività illecite
L’Australian tax office ha pubblicato di recente anche i risultati conseguiti nell’ultimo anno dalla Phoenix task force, attiva dal 2014. L’obiettivo della task force è individuare le pratiche illecite attraverso cui le aziende vengono chiuse deliberatamente per non pagare i propri debiti (tasse, contributi e stipendi dei dipendenti, somme dovute ai fornitori o ad altri creditori) e risorgono, come una fenice, sotto forma di nuova società. La task force è composta da rappresentanti dell’Ato e di altre amministrazioni centrali e territoriali come l’ACT Revenue Office e vari Dipartimenti di Stato.
Nel periodo 2022-2023 la task force ha completato quasi tremila tra controlli e revisioni, per un totale di oltre 107 milioni di dollari riscossi. Ha ricevuto inoltre più di 2.500 segnalazioni attraverso il Tax Integrity Centre, il punto di contatto unico messo a disposizione dall’Ato per segnalare informazioni su attività illegali sospette. La task force si occupa anche di promuovere una cultura della legalità presso le imprese trasmettendo loro le conoscenze e le competenze fondamentali utili a evitare di ricorrere a pratiche illecite e riuscire a individuarle al proprio interno.

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