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Australia, piano da 33 miliardi di € contro il carovita

Scende l’imposta sui redditi medio-bassi e maggiori risorse per il Welfare. Per le famiglie attesi oltre 1600 euro di risorse-extra

Scatta l’ora degli sconti fiscali, in arrivo oltre 33miliardi di euro per più di 1 milione di famiglie australiane con redditi medio-bassi. La quota maggiore, all’incirca 28miliardi, sarà distribuita già nell’anno in corso, mentre la somma residua sarà indirizzata sui capitoli principali del Welfare. Scatta l’ora degli sconti fiscali, in arrivo oltre 33miliardi di euro per più di 1 milione di famiglie australiane con redditi medio-bassi. La quota maggiore, all’incirca 28 miliardi, sarà distribuita già nell’anno in corso mentre la somma residua sarà indirizzata sui capitoli principali del Welfare, educazione, sanità e pensioni, entro il 2009. In particolare, riguardo al taglio dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, si tratta di un appuntamento con il cedolino dello stipendio atteso da mesi dalla stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti, stretti nella morsa ossessiva del caro-benzina e dell’impennarsi dei prezzi dei generi alimentari. In pratica, a partire dalle prossime settimane, ogni singolo contribuente dovrebbe finalmente poter misurare l’entità effettiva dei benefici fiscali ricevuti.

Canberra inaugura il week-end fiscale
Le misure introdotte dall’attuale governo prevedono infatti uno sconto fiscale che puntualmente, ogni sette giorni, dovrebbe ricondurre nelle tasche dei contribuenti all’incirca 12 euro. Secondo le stime elaborate dai responsabili dell’Economia l’addolcirsi del fisco dovrebbe quindi determinare a fine anno un incremento medio di circa 630 euro per ogni singolo lavoratore. Una somma non eccessiva e soprattutto non in linea con le richieste originariamente avanzate da alcuni gruppi parlamentari. Comunque, almeno secondo gli osservatori, si tratterebbe d’una maggiore disponibilità di risorse in grado di garantire il recupero del gap verificatosi nei mesi passati tra i bilanci familiari e la parallela rincorsa dei prezzi dei generi alimentari di base. Insomma, il pieno della busta della spesa settimanale dovrebbe risultare assicurato, nonostante il caro-benzina e il correre dell’inflazione.

Per chi suona lo sconto fiscale
Non tutti i cittadini australiani saranno chiamati a beneficiare indistintamente del sollievo fiscale introdotto dal governo. Infatti, oltrepassando le linee guida classiche del liberalismo economico, gli sconti riguarderanno soltanto una parte, comunque significativa, della società australiana. In pratica, si tratta di lavoratori i cui stipendi medi annuali non oltrepassano i 24mila euro e che, secondo studi e ricerche, risultano occupare la fascia cui fanno da richiamo i redditi medio-bassi. Stipendi e salari che, in realtà, soprattutto in Australia sono stati soggetti spesso a trend decisamente oscillanti, tanto da renderne molto difficile la definizione.

Misure fiscali per le famiglie
Anche riguardo alle famiglie australiane, le nuove misure dovrebbero avere un impatto significativo, accrescendone la misura del reddito disponibile. Infatti, considerando gli effetti della riduzione dell’imposta sugli stipendi dei singoli componenti d’una famiglia tipo, ovvero 2 figli ed entrambi i genitori occupati, l’ammontare finale dello sconto, per anno e in media, potrebbe oltrepassare i 1.600 euro per ogni nucleo familiare. Una somma ritenuta utile nel sostenere il rincaro dei prezzi.

Scendono le aliquote dell’imposta sui redditi
Nucleo centrale delle misure introdotte dall’Esecutivo di Canberra consiste nell’innalzamento della soglia di reddito su cui si applica l’aliquota minima che, dal 2008 al 2010, salirà da 18mila euro fino a 22mila euro. Parallelamente vi sarà anche l’incremento della no-tax area, destinata a raddoppiare, mentre anche le aliquote superiori seguiranno un trend di ampliamento delle rispettive soglie di reddito che ne determinano l’applicazione. Un’operazione quindi complessa i cui risultati finali potranno contabilizzarsi, al di là del sollievo settimanale, non prima del 2010. Al momento, soltanto l’impatto positivo sull’opinione pubblica, anche se alcune perplessità restano, può essere raccolto e misurato in termini di aumento di consenso nei riguardi della compagine di governo.
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