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Dal mondo

Australia: pronto un giro di vite
contro l’economia sommersa

L’Amministrazione finanziaria sta affilando le unghie nella lotta contro le attività e i profitti che sfuggono a tassazione

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Le Entrate australiane fanno partire i controlli sulle imprese che non dichiarano il dovuto al Fisco, con l’obiettivo di riportare nelle casse dello Stato i miliardi di dollari. Sono circa 275mila le piccole e medie imprese che l’Agenzia delle Entrate ha intenzione di controllare come per esempio bar, ristoranti, specialisti del beauty care e addetti alle pulizie. Le transazioni dell’economia sommersa sono spesso effettuate in denaro contante e continuano a essere uno degli aspetti più critici per le Amministrazioni fiscali internazionali. L’uso del contante rappresenta la forma di pagamento più utilizzata per le piccole somme di denaro, in particolare per il 70% dei pagamenti inferiori ai 20 dollari. Mentre le transazioni con le carte di credito e i sistemi di pagamento Pos stanno diminuendo. Il contante rimane il più importante mezzo di pagamento per le transazioni più comuni come quelle intorno ai 50 dollari. Le Entrate australiane ricordano che non c’è nulla di illegale a preferire il contante, se è dichiarato come reddito.
 
Attività illegali in contanti nel mirino
Il Fisco australiano ha tracciato le transazioni delle carte di credito di quasi 1 milione di esercizi commerciali. Le 275mila imprese identificate sono state individuate come parte del più grande programma di abbinamento dei dati delle Entrate.
Più di 1 milione e 600 mila piccole imprese in Australia dispongono di alti volumi di transazioni in denaro contante e contribuiscono per circa 24 miliardi di dollari di tasse. Di tutte queste imprese, circa 275mila hanno mostrato caratteristiche legate alla mancata presentazione della dichiarazione dei redditi. Le Entrate, inoltre, nel 2013-2014 hanno anche abbinato più di 640 milioni di transazioni da fonti come banche, impiegati, commercianti, dipartimenti governativi, segnalando i gruppi del Paese in cui l’attività economica illegale cash potrebbe prendere piede tra le altre attività criminali.
Soltanto lo scorso mese 168 esercizi commerciali sono stati controllati da 40 funzionari delle Entrate e altri stanno per essere controllati, mentre l’anno scorso sono stati effettuati 10mila controlli che hanno permesso al Fisco di portare 200 milioni di dollari direttamente nelle casse dello Stato.
50mila contribuenti hanno segnalato alle Entrate l’anno scorso sospette attività illegali negli esercizi commerciali, in particolare pratiche scorrette come quelle di lasciare aperto il cassetto della cassa o di non registrare le vendite alla cassa.  
 
Transazioni con la moneta bitcoin
Recentemente l’Agenzia delle Entrate australiana ha pubblicato una guida sui pagamenti con le  cripto monete come per esempio Bitcoin in cui vengono trattati fiscalmente soltanto come transazioni di scambio. La Bitcoin è una moneta virtuale basata sul principio del P2P: tramite meccanismi appositi, gli utenti possono conservare il proprio denaro virtuale e scambiarselo da terminale a terminale, utilizzandolo come portatore di valore laddove la moneta è accettata. Circa 1000 esercizi commerciali in Australia accettano la moneta Bitcoin come pagamento per beni e servizi e speravano potesse essere trattata a livello fiscale come denaro, ma le Entrate non la considerano così.
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