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Dal mondo

Australia: sul Fatca in vista
l’accordo con gli Stati Uniti

Il patto a sei si arricchisce di una nuova possibile adesione oltre a quelle annunciate e in procinto di conclusione

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Il contrasto all’evasione fiscale internazionale potrebbe avere un nuovo alleato. L’Australia, infatti, sta per negoziare un accordo bilaterale con gli Stati Uniti per aderire al Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act), il patto a sei sullo scambio di informazioni, siglato da Usa, Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna nello scorso febbraio. In fila per aderire anche Canada, Taiwan e Giamaica.    Sempre più Fatca La normativa Fatca è stata varata dal governo di Washington nel 2010 per contrastare l’evasione fiscale all’estero e entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013, a pieno regime dal 2014. Nel febbraio di quest’anno Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna hanno aderito alle regole del Fatca, che prevedono la stipula di accordi bilaterali sullo scambio automatico di informazioni tra le Amministrazioni fiscali dei Paesi aderenti. In particolare, in base all’accordo, gli istituti di credito hanno l’obbligo di fornire alle autorità fiscali Usa le informazioni sui rapporti e le movimenti finanziarie che i contribuenti statunitensi detengono all’estero. Lo scorso 26 luglio, inoltre, i sei Stati firmatari hanno approvato un modello di accordo intergovernativo sullo scambio automatico che dà maggiore attuazione all’intesa iniziale. Obiettivo, quello di definire un modello scambio automatico di informazioni finanziarie da poter estendere a tutti Paesi Ocse, garantendo uno scambio in due direzioni (da e verso gli Stati Uniti).    Nuovi alleati? Il governo australiano sta negoziando in questi giorni un accordo con gli Usa per aderire al Fatca. Sulla stessa strada anche Canada, Taiwan e Giamaica. Proprio Canada e Australia sono impegnati in questi mesi in una revisione della convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni. I due Stati nel 1981 avevano siglato il primo accordo a cui erano state apportate rilevanti modifiche nel 2002. Alla fine del 2009, il governo di Canberra aveva espresso la volontà di rinegoziare la convenzione. Dello stesso avviso anche le autorità canadesi che, nel luglio di quest’anno, hanno ribadito la necessità di rafforzare la collaborazione con l’Australia, considerata dal governo di Ottawa uno dei partner esteri più importanti, sia per la comune appartenenza al  Commonwealth, sia per la somiglianza del sistema fiscale. L’Australia, dal suo punto di vista, è da mesi impegnata in una revisione dei trattati contro le doppie imposizioni, siglati anche con altri Stati.  Per quanto riguarda l’accordo con il Canada, la nuova convenzione dovrebbe entrare in vigore nel 2014.   
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