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Australia: sulle miniere in arrivo
100 mln di $ per il tax credit

Le agevolazioni fiscali saranno destinate alle aziende “junior” impegnate nelle nuove attività di estrazione

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Il governo australiano continua a credere nell’espansione del settore minerario.  Recentemente è stata infatti annunciata l’introduzione di un credito di imposta destinato alle società di esplorazione “junior”. Per finanziare l’iniziativa saranno disponibili 100 milioni di dollari australiani per il quadriennio luglio 2017- giugno 2021. Si potrà accedere all’agevolazione fiscale in base all’ordine d’arrivo: sarà quindi “servito” per primo chi per primo farà richiesta di accesso all'agevolazione fiscale.
 
 Risorse per  le nuove esplorazioni
– Secondo quanto annunciato dall’esecutivo, la platea dei destinatari di questa agevolazione fiscale sarà ben delimitata alle società che credono nel futuro del settore minerario.  Potranno infatti tendenzialmente accedere al tax credit quelle aziende che non hanno alcun reddito (sostengono cioè solo spese) e che sono impegnate in attività di esplorazione mineraria del tutto nuove e quindi per definizione economicamente più rischiose e con risultati incerti e spesso misurabili esclusivamente nell’arco dei decenni. Questa agevolazione fiscale permetterà alle società ammesse di fruire dei crediti di imposta. In linea generale, per quanto anticipato dalle fonti governative, gli azionisti delle società “junior” residenti in Australia ammesse al credito d’imposta potranno beneficiare di un rimborso fiscale.  Per dettagli più definiti dal punto di vista tributario occorre aspettare che il provvedimento sia messo nero su bianco.

Miniere per oggi e per domani  -  L’introduzione di questa forma di agevolazione fiscale rappresenta una precisa opzione strategica per il Governo australiano.  La scelta di facilitare le nuove esplorazioni è l’evidente tentativo di garantire la sostenibilità del settore anche per i prossimi decenni e oltre. L’Australia va quindi contro la tendenza che negli ultimi  cinque anni registra un declino di circa il 70 per cento degli investimenti proprio in questo ramo produttivo e vede le aziende concentrare le attività esplorative per l'espansione di siti già in produzione.  Nella stessa direzione si muove il Canada, con la proroga per un anno, dal 31 marzo 2017 al 31 marzo 2018, del credito di imposta del 15% sulle esplorazioni minerarie. Per i due paesi il settore dell’estrazione mineraria rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale. In particolare, l'Australia è fra i principali produttori mondiali di bauxite, rame, ferro, diamanti e carbone (Fonte Wikipedia).

Carbone e cambiamento climatico - La scelta di puntare ancora una volta sull'estrazione mineraria (e quindi anche sul carbone) rivela, ad ogni modo, un certo scetticismo governativo rispetto ai dati del riscaldamento globale. Fra i combustibili fossili, il carbone – e gli incentivi fiscali previsti dal governo australiano al momento non prevedono particolari restrizioni per la ricerca di questo minerale - rappresenta infatti la maggiore fonte di emissione di gas serra ed è quindi fra le principali cause dell'aumento delle temperature a livello globale. Sono dati confermati dall'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change e anche dal continuo monitoraggio delle temperature e del livello del mare effettuato dalla Nasa: secondo quanto descritto nel sito Global Climate Change, curato dall'organizzazione statunitense, la temperatura del pianeta  a livello della superficie è ora più elevata di 1.1 gradi centigradi rispetto alla fine dell’Ottocento. Sono cambiamenti causati, principalmente, dalle emissioni di origine antropica nell’atmosfera,  a partire dall’anidride carbonica.
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