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Dal mondo

Austria: crescita economica-debito,
una convivenza possibile per l’Ocse

L’organizzazione promuove la strategia di interventi del governo ed esorta a fare di più su banche e spesa pubblica

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La strategia di consolidamento fiscale dell’Austria incassa il giudizio positivo dell’Ocse, perché riesce a contemperare l’esigenza della crescita economica con quella della sostenibilità del debito. È quanto evidenzia l’Ocse nell’Economic Surveys per il 2013.  Il Governo di Vienna è riuscito a garantire alti livelli di occupazione e di qualità della vita nonostante la crisi economica internazionale. Sul fronte delle raccomandazioni, l’organizzazione con sede a Parigi consiglia all’Austria di migliorare la protezione del proprio sistema bancario e contenere la spesa pubblica.
 


Le novità sotto il profilo fiscale
Sul fronte fiscale, i principali cambiamenti riguardano la tassazione dei capital gain sulle proprietà immobiliari, l’eliminazione delle cosiddette scappatoie fiscali in materia di Iva, l’aumento delle tasse sui redditi più alti e la firma di un accordo con la Svizzera sul rimpatrio dei capitali.  Le stime delle entrate tributarie, però, sottolinea lo studio Ocse, sono molto incerte. Il bilancio statale prevede dal 2014 entrate erariali per 500 milioni di euro all’anno derivanti dall’introduzione della tassa sulle transazioni finanziare, che, però, evidenzia l’Economic Surveys, non è ancora operativa. Incertezza anche dalle entrate che dovrebbero derivare dalle misure sull’innalzamento dell’età pensionabile e dall’accordo con la Svizzera sul rimpatrio dei capitali (che, secondo il governo di Vienna, dovrebbero essere di 1 bilione di euro solo nel 2013).
 
Pil, distribuzione reddito, ambiente e livello di vita
Crescita Pil pro capite sempre più elevata, scarsa diseguaglianza nella distribuzione del reddito, alti livelli di sostenibilità ambientale e di aspettative di vita.  Queste le caratteristiche positive del modello austriaco evidenziate dallo studio Ocse. Dal 2006 il governo di Vienna ha adottato un programma di consolidamento fiscale con l’obiettivo di ottenere l’equilibrio di bilancio. Nel 2012, in particolare, è stato avviato un progetto di tagli alla spesa pubblica e un massiccio intervento sul sistema previdenziale, attraverso un allungamento dell’età pensionabile e l’introduzione di criteri più rigidi per gli assegni di invalidità. Sul fronte della spesa pubblica, il maggior risparmio è scaturito dall’accorpamento dei piccoli tribunali. La seconda parte della strategia è stata avviata nel 2013 e prevede controlli periodici e sistematici sullo stato della spesa pubblica, con eventuali tagli, una migliore gestione del patrimonio immobiliare pubblico e un’ampia riforma del sistema sanitario. Per il periodo 2012-2016, inoltre, sono stati stanziati circa sei bilioni di euro destinati a università, ricerca, scuola, e sviluppo.
 
La spesa pensionistica e sanitaria
Nonostante gli ottimi risultati sul fronte della crescita economica e dell’occupazione, lo studio Ocse evidenzia alcune zone d’ombra dell’economia austriaca. Continua a pesare sullo casse dello Stato la spesa per le pensioni che, secondo le proiezioni Ocse, passerà dal 12% del Pil attuale al 14% dopo il 2030 (le stime però non tengono in  considerazione i cambiamenti del 2012 sui parametri di pensionamento). Crescita anche per la spesa sanitaria, che dovrebbe passare dal 7% del Pil nel 2011 all’8% del Pil nel 2030. L’Organizzazione con sede a Parigi raccomanda al Governo di Vienna di attuare politiche più incisive a sostegno della famiglia e della coesione sociale (per la presenza di gruppi di immigrati sempre più numerosi).
 
Banche, ambiente, innovazione tecnologica delle Pmi
Altri settori su cui l’Ocse invita il Governo austriaco a intervenire sono il sistema bancario, la sostenibilità ambientale, l’istruzione e il sostegno all’innovazione tecnologica delle Pmi. Il tessuto imprenditoriale austriaco, infatti, è costituito da migliaia di piccole e medie imprese a conduzione familiare, chiamate a rispondere alle sfide create dall’internazionalizzazione dei mercati.
 
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