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Banche: risultati positiviper l'Italia dal Report Fsb

Pubblicato dal Financial Stability Board il rapporto con la valutazione complessiva del sistema finanziario nazionale

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Il Financial Stability Board ha pubblicato di recente un report contente una peer review sull'Italia. Scopo della peer review su un determinato Paese è valutare i passi intrapresi dalle autorità nazionali nell'adeguare la regolamentazione e l'attività di vigilanza sul settore finanziario alle raccomandazioni del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.

I risultati positivi della peer review
Il report pubblicato il 7 febbraio sottolinea che l'Italia, pur subendo gli effetti negativi della crisi economica globale, ha potuto fare affidamento su un sistema finanziario che ha resistito meglio di quelli di molti altri Paesi. Ciò è stato possibile grazie alle caratteristiche proprie del sistema bancario italiano, basato su modelli di business creditizi tradizionali relationship-oriented e su una stabile raccolta di depositi nel mercato retail.

Il ruolo di Bankitalia
Un ruolo importante è stato svolto anche dalla vigilanza prudenziale dell'autorità di controllo, che ha sostenuto lo sviluppo del mercato dei mutui tradizionali e scoraggiato le banche dal partecipare allo sviluppo di strumenti complessi di cartolarizzazione e alla promozione di veicoli d'investimento di finanza strutturata. Viene inoltre riconosciuto alla Banca d'Italia lo sforzo compiuto nell'incrementare le risorse dedicate alle ispezioni in loco e la frequenza delle stesse.

La normativa sull'attività creditizia con parti correlate
Apprezzata dal Financial Stability Board è l'imminente adozione della disciplina sull'attività creditizia con parti correlate (connected lending) che introduce molteplici strumenti (limiti di fido, regole procedurali, principi di organizzazione e di controllo interno, comunicazioni all'autorità di vigilanza) per evitare che situazioni di conflitto di interesse possano portare ad esposizioni creditizie assunte sulla base di logiche estranee alla sana e prudente gestione bancaria.

Capacità di resistere agli scenari più difficili
Il FSB sottolinea come le maggiori istituzioni finanziarie italiane abbiano conservato un buon livello di redditività durante la recente crisi finanziaria globale, e che soltanto poche di esse hanno fatto ricorso agli aiuti messi a disposizione dal governo per rinforzare il proprio patrimonio. Inoltre gli stress test condotti sul sistema bancario europeo nel luglio 2010 hanno confermato la capacità del sistema bancario italiano di resistere anche agli scenari più avversi.

Innovazione finanziaria e crescita economica
Guardando ai risultati della peer review sull'Italia, il FSB offre nel proprio report anche un interessante spunto di riflessione. Il fatto che il sistema bancario italiano, caratterizzato come già detto da modelli di business creditizio tradizionali, abbia resistito meglio di altri paesi alla crisi finanziaria internazionale, pone il problema, secondo l'organismo internazionale, di comprendere in quali circostanze l'innovazione finanziaria sia promotrice di crescita economica (migliorando l'efficienza nell'allocazione delle risorse e del rischio) o sia una fonte di instabilità sistemica (facilitando l'accumulazione di rischi eccessivi difficilmente governabili).

Ulteriori azioni da intraprendere
Insieme agli aspetti positivi sopra descritti, il FSB non manca di suggerire alcuni azioni che rafforzerebbero ulteriormente il sistema finanziario italiano.
Anzitutto il sistema bancario italiano deve perseguire il miglioramento del proprio grado di patrimonializzazione, senza far mancare l'offerta di credito necessaria allo sviluppo dell'attività economica.
Il report dedica poi un paragrafo specifico alle regole adottate nella classificazione delle esposizioni creditizie. L'Italia, che ha trasposto nella regole di vigilanza bancaria i principi contenuti nelle direttive dell'Unione europea sui requisiti minimi di capitale (Capital Requirements Directive, che ha recepito a sua volta quanto contenuto nei cosiddetti accordi di Basilea 2 n.d.r.) comprende le direttive 2006/48 e 2006/49 e utilizza il criterio dei 180 giorni per classificare come partite incagliate alcune tipologie di esposizioni, grazie alla possibilità di sfruttare un periodo transitorio che dovrebbe comunque terminare a dicembre 2011. A questo proposito, l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale ha indotto Bankitalia a ritardare l'introduzione di un criterio basato su 90 giorni, per evitare una possibile stretta creditizia dovuta semplicemente ad una variazione nelle regole di classificazione.

Le raccomandazioni dell'Fsb
L'Fsb, tuttavia, raccomanda l'adozione generalizzata del criterio di classificazione dei crediti incagliati riferito ai crediti scaduti da più di 90 giorni. L'adozione di questo criterio, più stringente rispetto a quello a 180 giorni attualmente adottato in base alle eccezioni previste dalla normativa comunitaria, fornirebbe ai mercati finanziari internazionali un importante segnale di forza del sistema bancario italiano. Nel contempo, l'armonizzazione del criterio di classificazione dei crediti consentirebbe un'informazione più trasparente e un miglior livello di comparabilità a livello internazionale della solidità finanziaria di un determinato istituto bancario. Un simile cambiamento dovrebbe tuttavia avvenire in modo graduale, con un'opportuna disciplina transitoria per evitare l'innescarsi di fenomeni pro-ciclici.
Viene, infine, auspicata dall'Fsb l'attribuzione alla Banca d'Italia del potere di rimuovere, direttamente e in modo rapido, i vertici delle banche ed i consiglieri di amministrazione che possano risultare inadatti al loro doveri e possano perciò compromettere la sana e prudente gestione della banca in cui operano. Questa possibilità è già prevista in numerosi altri Paesi e se ne sta valutando l'adozione a livello comunitario.

I compiti dell'Fsb: storia, struttura e compiti
Il Financial Stability Board (FSB) è stato istituito per coordinare l'azione delle autorità nazionali e degli organismi internazionali operanti nella regolamentazione e nella vigilanza del sistema finanziario. L'Fsb, costituito nel 2009, prosegue l'attività iniziata 10 anni prima dal Financial Stability Forum su iniziativa dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali dei paesi del G7.
Il mandato dell'Fsb, che attualmente ricomprende le autorità di controllo dei paesi del G20, prevede tra l'altro:

  • la valutazione degli elementi di vulnerabilità che colpiscono il sistema finanziario, nonché l'identificazione delle azioni necessarie per risolverli;
  • la promozione dello scambio di informazioni tra le authority responsabili della stabilità finanziaria;
  • il monitoraggio sull'adeguamento degli standard regolatori alle best practice internazionali;
  • il coordinamento dei piani di emergenza per la gestione delle crisi finanziarie sovranazionali.

I membri del FSB perseguono il mantenimento della stabilità finanziaria e la trasparenza del settore, impegnandosi inoltre a sottoporsi a periodiche peer review che verifichino l'adeguamento agli indirizzi del Financial Sector Assesment Program (FSAP) realizzato periodicamente in modo congiunto dal Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.

 

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