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Belgio, dall'Unione europea stop a discriminazione dei dividendi

Per la Commissione l'imposizione tributaria è penalizzante per i fondi di investimento stranieri rispetto a quelli nazionali

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Continua l'attività della Commissione europea a salvaguardia dei principi fondamentali dell'ordinamento comunitario. L'esecutivo europeo ha chiesto ufficialmente al Belgio di modificare la normativa nazionale sul trattamento fiscale di interessi e dividendi relativi ai fondi di investimento. Le accuse dell'Unione europea, in particolare, riguardano il trattamento discriminatorio previsto per i fondi nazionali rispetto agli enti di investimento che risultano fiscalmente domiciliati all'estero. I vertici dell'Unione europea ritengono infatti che i dividendi e gli interessi percepiti dai fondi di investimento nazionali godono di un regime fiscale agevolato rispetto a quello riconosciuto ai fondi di investimento localizzati al di fuori del territorio belga. Parimenti, anche per i dividendi distribuiti dai fondi immobiliari (Sicaf immobilières) la mano del fisco belga è eccessivamente gravosa con i non residenti rispetto ai fondi domestici e, soprattutto, incentiva questi organismi a investire in immobili situati in Belgio rispetto a quelli ubicati all'estero. Entrambe le domande sono state presentate sotto forma di avviso motivato, seconda tappa della procedura d'infrazione prevista dall'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue). Se le autorità belghe non produrranno sufficienti ed esaustive motivazioni entro il termine di due mesi, la Commissione europea potrà richiedere l'intervento chiarificatore della Corte di Giustizia.

I dividendi percepiti dai fondi
La Commissione europea, considerata l'eccessiva onerosità dell'imposizione tributaria prevista per i dividendi e gli interessi percepiti dai fondi di investimento stranieri rispetto a quelli nazionali, ha ufficialmente chiesto alle autorità belghe di modificare le disposizioni normative interne dato che risultano in contrasto con alcuni principi fondamentali sanciti nell'ordinamento comunitario, in primis i principi della libera circolazione dei capitali e della libera prestazione di servizi previsti, rispettivamente, dagli articoli 56 e 49 del Trattato Ce. In presenza di determinate condizioni, infatti, i dividendi distribuiti dalle società beghe ai fondi d'investimento nazionali sono esentati dall'applicazione di ritenuta alla fonte mentre i dividendi versati ai fondi d'investimento non residenti sono assoggettati a tassazione con aliquota del 15 o, addirittura, del 25%. Allo stesso modo i fondi di investimento che rispettano alcune obbligazioni legali legate ai loro investimenti e ai propri investitori sono esentati da ritenuta alla fonte sui proventi finanziari ottenuti dai depositi bancari detenuti in Belgio mentre i proventi percepiti dai fondi non residenti nel Paese fiammingo sono assoggettati a imposizione tributaria con aliquota del 15 per cento.

I dividendi distribuiti dai fondi
I commissari europei hanno chiesto al Belgio di modificare la normativa interna prevista per la tassazione dei dividendi distribuiti dai fondi di investimento immobiliari (Sicaf immobilières). I dividendi distribuiti dai Sicaf residenti che investono almeno il 60 per cento dei loro asset in immobili situati nel territorio belga, infatti, sono esentati da ritenuta alla fonte se gli stessi proventi da partecipazione vengono corrisposti a soggetti domiciliati fiscalmente in Belgio. Viceversa i dividendi distribuiti dai fondi immobiliari residenti fiscalmente al di fuori del territorio belga non hanno diritto a ottenere lo stesso trattamento di favore ovvero non possono beneficiare dell'esenzione da ritenute di imposta.

Le conclusioni
Sia nel caso dei proventi da partecipazioni percepiti dai fondi che nell'ipotesi dei dividendi distribuiti dalle Sicaf immobilières la Commissione europea ha ravvisato un trattamento discriminatorio fra le regole impositive previste per i residenti e quelle contemplate a riguardo per i soggetti domiciliati fiscalmente al di fuori del territorio fiammingo. Stante l'attuale normativa belga, infatti, i dividendi e gli interessi percepiti dai fondi comuni d'investimento residenti in Belgio godono di un trattamento fiscale di favore rispetto ai fondi che, sebbene svolgono la stessa attività, risultano fiscalmente domiciliati al di fuori del territorio belga. Tale modus operandi risulta in contrasto con alcune regole fondamentali sancite dall'ordinamento comunitario. Parimenti i particolari benefici fiscali accordati alle Sicaf immobilières residenti in Belgio rispetto a quelle straniere ostano con i principi di libera circolazione dei capitali e libera prestazione di servizi contemplati, rispettivamente, dagli articoli 56 e 49 del Trattato Ce. In particolare i Commissari europei hanno evidenziato come la possibilità per i fondi di investimento immobiliari di ottenere risparmi fiscali in conseguenza della decisione di investire almeno il 60 per cento dei loro assets in immobili situati in Belgio, stimola detti organismi ad investire nel territorio nazionale pregiudicando, di conseguenza, gli investimenti immobiliari all'estero.

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