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Black list Ue: Cayman e Oman out,
Entrano Barbados e Anguilla

L’Ecofin di oggi ha approvato nuove modifiche all’elenco europeo dei Paesi non collaborativi in materia fiscale

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Nuovo aggiornamento per la lista europea dei Paesi non collaborativi in materia fiscale. Oggi il Consiglio Economia e Finanza dell’Unione europea, a cui partecipano i ministri dell’economia degli Stati membri, ha approvato l’inserimento di Anguilla e Barbados nell’elenco dei Paesi che non rispettano gli standard minimi di trasparenza, equa tassazione e attuazione delle misure Beps (base  erosione and proft shifting), i tre parametri scelti dall’Unione europea per valutare il quadro fiscale dei Paesi extra Ue. Fuoriescono, invece, Oman e Isole Cayman, queste ultime aggiunte nella lista solo a febbraio di quest’anno.

Un elenco a dodici voci
Anguilla e Barbados entrano nella lista dopo che il Global forum Ocse ne ha abbassato il rating riguardo allo stato di avanzamento in materia di trasparenza e scambio di informazioni su richiesta (EOIR), facendo passare la prima a uno stato di “non compliant” (conforme) e la seconda a “parzialmente  compliant”.
Nonostante l’aggiunta delle due giurisdizioni caraibiche, la black list europea si mantiene però a saldo invariato, con le due contemporanee uscite di Isole Cayman e Oman. Entrambe le giurisdizioni hanno infatti apportato alla propria normativa fiscale le modifiche che erano state richieste dai tecnici dell’Unione:  in particolare - come si legge nel documento approvato dal Consiglio dei ministri europei - le Isole Cayman hanno introdotto nuove regole in materia di fondi di investimento collettivo, mentre l’Oman è stato considerato in regola con i propri impegni dopo la ratifica della Convenzione Ocse sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale e  l’implementazione delle misure necessarie per avviare lo scambio di informazioni  con gli Stati membri Ue.
L’elenco quindi continua a contare complessivamente 12 Paesi: oltre ad Anguilla e Barbados, restano infatti Samoa americane, Figi, Guam, Palau, Panama, Samoa, Seychelles, Trinidad e Tobago, Isole Vergini degli Stati Uniti e Vanuatu.

Lista “grigia” più corta
Nella stessa seduta, l’Ecofin ha anche approvato la “promozione” della Bosnia Erzegovina e della Mongolia, che fuoriescono dall’Allegato II delle conclusioni del Consiglio sui Paesi fiscalmente non collaborativi. Questo secondo elenco costituisce la “lista grigia” delle giurisdizioni fiscali che non sono in linea al 100% con gli standard europei, ma che hanno concordato impegni e scadenze con l’Unione europea per rimuovere gli aspetti non conformi della propria legislazione fiscale. L’uscita dalla grey list europea di Bosnia Erzegovina e Mongolia arriva dopo il deposito, da parte di entrambi i Paesi, degli strumenti per la ratifica della Convenzione Ocse sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale.
A causa della pandemia ancora in corso, infine, il Consiglio ha deciso di riconoscere ad alcuni Paesi sotto osservazione una dilazione dei tempi per concludere gli impegni ancora in sospeso.

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