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Dal mondo

Brasile: una evasione fiscale
da primato. 80 mld di dollari

Il dato, riferito al periodo gennaio-giugno 2016, è frutto di una elaborazione condotta dalla magistratura fiscale

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L’entità dell’imponibile evaso, secondo l'elaborazione voluta e condotta dall’Unione federale dei membri della magistratura fiscale brasiliana, sarebbe stata pari a 80 miliardi di dollari. Il periodo di riferimento è quello che va da gennaio a giugno, quindi in un solo semestre. Nel mirino i contribuenti brasiliani, persone fisiche, ma soprattutto società. Una cifra inimmaginabile per un Paese che quest’anno, ha chiuso i conti di bilancio esibendo un deficit, quindi un passivo annualizzato, di 50 miliardi di dollari. Ora sommando i due segni rossi, o buchi, è iniziata la gara di economisti, analisti, esperti e centri di ricerca nell’individuare l’impatto reale che i due squilibri contabili, insieme, avranno sull’andamento dell’economia nel suo complesso e sulle risorse disponibili da indirizzare su servizi, Welfare e assistenza, proprio nel momento di massimo bisogno dal 1996 ad oggi, cioè nell’arco di vent’anni. A ogni modo, è di un record di cui si parla e si discorre in Brasile in questi giorni, ma non propriamente ascrivibile alla categoria classica dei giochi olimpici, di prossima apertura.

Gli occhi della magistratura fiscale sul macigno dell’evasione – Il numero da capogiro, 80 miliardi dollari assorbiti, e scomparsi, tra i flussi dell’evasione fiscale, in un solo semestre, è il frutto d’una elaborazione voluta e condotta dall’Unione federale dei membri della magistratura fiscale brasiliana. In pratica, l’equivalente dei procuratori italiani, inclusi i capi, i sostituti, gli aggiunti ecc….che nell’eccezione brasiliana dipendono gerarchicamente dal ministero delle Finanze dato che la loro mission propriamente istituzionale è raccogliere le prove, avviare le procedure, seguire i procedimenti, esporre i diversi casi di frode fiscale in aula e, per concludere, formalizzare le richieste, sanzioni o altro a seconda dei casi sottoposti al vaglio dei giudici. Insomma, dei pubblici ministeri anti-evasione o elusione, o ancora, antiriciclaggio, distribuiti su di un livello federale, statale e, per ultimo, municipale.
 
Non solo evasione fiscale - Sono loro quindi, i PM anti-evasione, ad aver raccolto e pubblicato i dati frutto d’un lungo studio comparativo. L’obiettivo, basta leggere in modo approfondito quanto riportato nel documento base, va però ben oltre la frode fiscale fino a ricomprendervi anche altri fenomeni, solo all’apparenza separati dal primo, come quello della corruzione o del riciclaggio. Due mali, anche questi, che hanno riscritto società ed economia brasiliane soprattutto a partire dal 2000, cioè da inizio millennio. Per i magistrati fiscali il nesso tra i diversi fenomeni è oramai così pervasivo, chiaro e accertato che è irrimandabile l’adozione di misure e norme, da parte del Legislatore, stringenti, efficaci e non aggirabili, come accaduto già in passato. 
 
Quanto vale la magistratura fiscale – I PM, o procuratori, anti-evasione contano molto, in particolare per le finanze del Paese. Infatti, considerando il costo dell’intero apparato, strutture, servizi e stipendi dei procuratori, il calcolo proporzionale tra spese e ricavi per lo Stato è di 100 a 800, in pratica ogni 100 mln di dollari investiti rendono alla collettività 800 mln di dollari di extra-gettito da reimpiegare sul fronte del Welfare. La sinergia tra procuratori e Agenzia delle Entrate è quindi anch’essa fondamentale, anche se, di recente, i budget di entrambe le strutture sono stati ridotti, senza un motivo apparente, dato che dalla norma non emerge la ragione alla base del taglio di fondi.
 
Troppi 80 miliardi – Una cifra enorme, e siamo ancora lontani dalla chiusura del 2016, quando si potrebbe oltrepassare, e di molto, i 100mld di dollari. Comunque, 80 mld sono già abbastanza visto che sarebbero sufficienti a rifinanziare, e magari raddoppiare, i fondi, ad oggi meno di 8 mld di dollari, utilizzati per assistere le famiglie con figli che non superano un reddito ritenuto sufficiente. La stessa cifra potrebbe essere impiegata per ristrutturare la sanità, il cui scarso livello di qualità è evidente a tutti, senza eccezioni, come di rado accade in Brasile. E per ultimo, estendere la dotazione disponibile per il sistema educativo, aprendo l’università anche ai ceti medio-bassi. Ed è forse per queste ragioni che il dato, diffuso dai magistrati fiscali, continua a far discutere in modo acceso.
 
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