Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Brasile: per l’Ocse tutti i nodi
adesso sono giunti al pettine

Passi avanti, ma questo è il round decisivo per l'economia, secondo l’organizzazione, che ha pubblicato due rapporti

Thumbnail
Non ci sono più alibi. I due rapporti  pubblicati dall’Ocse questo mese parlano chiaro: gli indicatori economici e sociali del Brasile dimostrano che il Paese ha fatto notevoli progressi negli ultimi due decenni, ma questo è il momento di affrontare la sfida più impegnativa per mettere l’economia su un percorso di crescita che sia forte, equa e green allo stesso tempo. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico, infatti, il Brasile si trova in una fase critica causata da vari fattori, primo fra tutti un livello molto alto di inflazione a cui si sta accompagnando una congiuntura delicata nel settore delle politiche fiscali.
Il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria è atterrato a Brasilia nei primi giorni di novembre proprio per presentare i due studi, alla presenza del ministro delle Finanze della federazione brasiliana, Joaquim Levy, e del ministro dell'Ambiente, Izabella Teixeira. La visita di Gurria, inoltre, è stata l’occasione per tenere a battesimo anche il nuovo programma di lavoro coordinato tra Brasile e Ocse, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la cooperazione interistituzionale nei vari settori delle politiche pubbliche.

I risultati dell’Economic Survey – A voler essere cauti, le conclusioni dell'indagine economica esprimono quantomeno preoccupazione sul presente. Il Brasile infatti si trova in un momento fortemente critico, dovuto all’attuale congiuntura fiscale, all’alta inflazione e alla graduale scomparsa dei benefici provenienti dall’andamento dei prezzi delle materie prime, visto che questi sono ormai in costante diminuzione. L’insieme di questi fattori sta esercitando una pericolosa pressione su tutti i settori dell'economia.
L’Ocse prevede una contrazione del 3,1% del Pil per l'anno in corso e un segno meno anche per il 2016 (-1,2%). Per questo raccomanda al Brasile di andare avanti con l'aggiustamento di bilancio previsto, fondamentale per rafforzare le finanze pubbliche, ripristinare la fiducia dei mercati e assicurarsi un sistema in grado di far fronte al prossimo forte invecchiamento della popolazione. Anche l’auspicata riforma del sistema pensionistico va in questa direzione.
Il Brasile dovrà tenere sotto controllo anche la spesa pubblica, in particolare rendendola più efficiente e cercando di utilizzare al meglio le risorse disponibili per ridurre le disuguaglianze esistenti.
In passato "la stabilità macroeconomica è stata un fattore cruciale dietro il successo del Brasile", ha affermato Gurria, pur lanciando un grido d’allarme: “sono urgentemente necessarie riforme strutturali ambiziose per colmare il gap di produttività con le altre principali economie emergenti”. In particolare, il segretario dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha posto l’accento sul settore industriale, che a suo parere possiede ancora un notevole potenziale non sfruttato.

Luci e ombre della performance ambientale – Ancora oggi gli ecosistemi brasiliani restano a rischio per via del modello di sviluppo industriale basato sullo sfruttamento delle risorse naturali. Eppure i progressi compiuti dal Paese nel ridurre la deforestazione e le emissioni di gas a effetto serra dal 2000 a oggi sono stati significativi, se si esaminano i dati elaborati dall’Ocse. Contemporaneamente, però, la crescita economica e i processi di urbanizzazione invece di allentare la pressione sull'ambiente, l’hanno aumentata. Esempio paradigmatico di questa situazione è quello del sud-est, dove restano inadeguati i servizi di trattamento delle acque reflue e la qualità dell’aria risente drammaticamente dell'inquinamento atmosferico. Insomma, per l’Ocse non appare più prorogabile la riduzione dell’impatto nocivo che lo sviluppo economico continua ad esercitare sui fragili ecosistemi della gigantesca Repubblica federale. 
"Il Brasile ha fatto enormi progressi in termini di prestazioni ambientali”, ha affermato Gurria, ricordando però che l'attuazione delle decisioni politiche rimane tuttora di fondamentale importanza e non può essere sottovalutata.
Last but not least, intraprendere il percorso per rendere ecosostenibile l’economia aprirebbe la strada a esaltanti opportunità sociali. Secondo le stime dell’Ocse, infatti, lo sviluppo delle energie rinnovabili e di tutta la green economy porterebbe a una crescita del prodotto interno lordo addirittura del 7%. Anche se fosse solo per un calcolo utilitaristico, lasciarsi sfuggire un’occasione simile con la recessione alle porte non sarebbe molto saggio.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/brasile-locse-tutti-nodi-adesso-sono-giunti-al-pettine