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Dal mondo

Brasile: per il transfer pricing,
cambio di passo sui metodi

La normativa si arricchisce di novità e, pur ispirandosi alle direttive Ocse, presenta specifiche peculiarità

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Il Brasile ha introdotto, nella normativa tributaria, propri metodi di determinazione dei prezzi di trasferimento, applicabili alle importazioni o alle esportazioni rispettivamente da o verso imprese associate all’estero, che, anche se ispirati alle direttive dell’OCSE sui prezzi di trasferimento, se ne discostano in numerosi aspetti, primo tra tutti, l’obbligo di applicazione, per diverse fattispecie, di margini fissi a prescindere dai fatti e dalle circostanze del caso concreto.
 
Le precedenti istruzioni
Nel 2012, prima con la legge 12.715 e successivamente con la legge 12.766, sono state introdotte rilevanti modifiche alla disciplina transfer pricing oggetto di chiarimenti della successiva istruzione normativa 1312/2012.In particolare le novità più significative del 2012 hanno riguardato il metodo del confronto di prezzo “interno”, i finanziamenti infragruppo transnazionali e l’introduzione del confronto di prezzo “esterno” per le commodity.
 
Le nuove istruzioni normative
La recente istruzione normativa 1,395/2013 fornisce chiarimenti interpretativi proprio sui metodi di recente implementazione: il Método do Preço sob Cotação na Importação (PCI) ed il Método do Preço sob Cotação na Exportação (PECEX) rispettivamente utilizzati per la determinazione del prezzo di trasferimento delle importazioni e delle esportazioni di commodity.
 
I metodi per le commodity
Dal 2012, per la determinazione del prezzo di trasferimento delle commodity sono ammessi due nuovi metodi: il Método do Preço sob Cotação na Importação (PCI) per le importazioni ed il Método do Preço sob Cotação na Exportação (PECEX) per le esportazioni. Questi due metodi sono riconducibili  al metodo che, nella prassi internazionale, viene definito come confronto di prezzo “esterno”.
L’istruzione normativa 1312/2012 stabiliva che le commodity soggette all'applicazione dei metodi PCI e PECEX dovevano essere quelle elencate all'allegato I del documento e i prodotti commercializzati nelle borse merci, anche mediante contratti futures, elencate nell'allegato II. Inoltre il provvedimento in questione forniva la possibilità di effettuare aggiustamenti sui prezzi per tener conto di eventuali differenze di qualità, caratteristiche dei prodotti e del loro contenuto.
 
Il ruolo del prezzo medio giornaliero
Per la determinazione del prezzo di libera concorrenza della transazione controllata è stato stabilito di utilizzare il prezzo medio giornaliero di quotazione della commodity alla data della transazione in esame ed in assenza di quotazione nel giorno esaminato quella del giorno più recente in cui essa è disponibile. Nel caso non fosse stato possibile determinare la data dell'operazione, l’istruzione normativa del 2012 indicava di utilizzare  la data  di importazione o la data di spedizione del prodotto per l'esportazione. Infine in assenza di quotazione della merce nelle borse merci elencate nell’allegato II, il prezzo di mercato dei beni  importati ed esportati doveva essere ricercato tra quelli forniti da istituti di ricerca riconosciuti a livello internazionale elencati nell’allegato III.
 
Le novità del 2013
L’istruzione normativa 1395 del 2013 chiarisce, rispetto al precedente documento di prassi del 2012, che un prodotto deve essere considerato una commodity, ai fini della applicazione della disciplina dei prezzi di trasferimento, quando si osserva una delle due seguenti condizioni:
  • i prodotti elencati nell'allegato I sono anche quotati nelle borse merci elencate nell'allegato II della istruzione normativa del 2012 o possono essere reperiti tra i prezzi pubblici pubblicati dagli istituti di ricerca riconosciuti a livello internazionale elencati nell’allegato III,
  • i prodotti sono quotati presso le borse merci elencate nell'allegato II della istruzione normativa 1312/2012.
Quindi un prodotto che non è elencato nell'allegato I o II, ma si ritrova in una pubblicazione di un istituto di ricerca presente nell’allegato III così come un prodotto elencato nell’allegato I ma non negoziato in una borsa merci di cui all’allegato II non deve essere considerato una commodity ai fini del transfer pricing, non risultando di conseguenza  applicabili i metodi  PCI e PECEX, ma uno degli altri metodi legali di determinazione dei prezzi di trasferimento.
 
Gli ulteriori interventi
Nella istruzione normativa di nuova emanazione è stato inoltre stabilito che i prezzi, per l’applicazione dei metodi in questione, possono essere aggiustati esclusivamente per: differenze nei termini di pagamento e di volume,  influenza del clima sulle caratteristiche dei beni  importati, differenze nei costi di intermediazione sulle operazioni di vendita e di acquisto effettuate tra parti non correlate, differenze nel packaging e per costi di nolo ed assicurazione (cd. freight and insurance)
Infine per il metodo PECEX (applicabile per le commodity esportate), quando si riscontrano diverse quotazioni in differenti borse merci è stabilito che l'esportatore è obbligato ad utilizzare la quotazione nel mercato di destinazione, mentre può utilizzare il  prezzo di un bene ceduto ad un parte non correlata che non sia residente in paradiso fiscale, in assenza di una quotazione in una borsa merci o di una quotazione effettuata da  istituti di ricerca o, anche se una quotazione è disponibile, quando tuttavia il prodotto è significativamente differente rispetto al bene quotato nel mercato di destinazione. In altre parole, alle condizioni illustrate, è ammesso per le commodity, l’utilizzo di prezzi comparabili interni, purché sia comunque rispettata la regola generale per cui  l’ammontare minimo delle transazioni con parti indipendenti deve corrispondere ad almeno il 5% del valore delle esportazioni infragruppo.
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