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Canada: nel 2012 al 2,3% del pil
il valore dell’economia sommersa

A indicarlo è il Rapporto pubblicato dall’Agenzia statistica di governo e che evidenzia le priorità di intervento

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Lo scorso 29 aprile Statistics Canada, l’Agenzia di statistica del Governo Canadese, ha pubblicato il nuovo rapporto sull’andamento dell’economia sommersa per il periodo 1999-2012.
Da tale studio emerge che nel 2012, l’economia sommersa è stimata in 42,4 miliardi di dollari, pari al 2,3% del prodotto interno lordo.
 
Il Rapporto commissionato dal Fisco
L’Agenzia delle Entrate commissiona regolarmente a Statistics Canada la stima della cd. underground economy, al fine di acquisire un patrimonio informativo tale da consentire un miglioramento delle proprie strategie di contrasto all’evasione fiscale. In tal senso, il Budget 2015 attribuisce all’Agenzia delle Entrate 118 milioni di dollari, in cinque anni, finalizzati a supportare gli sforzi nella lotta all’economia sommersa.
 
L’oggetto dello studio
Lo scopo di tale tipo di rapporto non è la stima del cd. tax gap, rappresentato dalla differenza tra l’ammontare delle imposte che l’Amministrazione fiscale dovrebbe raccogliere e quello che effettivamente raccoglie. Lo studio si limita a fornire informazioni sull’andamento dell’economia sommersa, rispetto alla dinamica del prodotto interno lordo del Paese e dei singoli ambiti territoriali.
L’underground economy viene definita come espressione del valore prodotto da quelle attività economiche rivolte al mercato, sia legali che illegali, le quali sfuggono ai sistemi di misurazione economica e di contabilità nazionale, in quanto nascoste o illegali. Nell’ambito di questo studio Statistic Canada non ha tenuto conto di alcune attività illegali, come il traffico di droga e la prostituzione.
 
L’analisi complessiva
Lo studio dimostra come nel periodo 1999-2012 l’economia sommersa sia cresciuta meno rispetto alla dinamica del PIL. In particolare, nel periodo 2007-2012, a fronte di una crescita del prodotto interno lordo del 17%, l’economia sommersa risulterebbe cresciuta del solo 14%. Focalizzando poi l’indagine sull’ultimo biennio, con una crescita del PIL del 3,5% è stata registrata una crescita della parte sommersa del solo 2,2%. 
Per il solo 2012, infine, l’underground economy risulta stimata in 42,4 miliardi di dollari, pari al 2,3% del prodotto interno lordo.
 
L’analisi settoriale
Lo studio dimostra anche che l’incidenza del sommerso è più marcata nei settori nei quali i pagamenti per contanti risultano essere più diffusi. In modo particolare, per il 2012, il settore delle costruzioni residenziali esprime il 28,3% di questa parte dell’economia canadese.
 
L’analisi territoriale
Con riferimento al 2012, in valore assoluto, emergerebbe una concentrazione dell’economia sommersa in quattro province densamente popolate: Ontario ($ 15,3 miliardi), Québec ($ 10,4 miliardi), British Columbia ($ 5,9 miliardi) e Alberta ($ 4,8 miliardi).
In relazione al prodotto interno lordo prodotto da ciascuna provincia o territorio del Canada, l’incidenza maggiore si registra in Prince Edward Island (3,3%), seguita da Québec e British Columbia. Tale dato risulta giustificato dal fatto che in Prince Edward Island è più alta l’incidenza del settore del commercio al dettaglio rispetto al prodotto interno lordo.
D’altro canto, l’economia sommersa risulta inferiore nel Territorio del Nanavut (0,7%) e nei Territori del Nord-Ovest (0,9%), in quanto si tratta di territori a minor densità abitativa, dove è maggiore l’incidenza sul PIL del settore pubblico e dell’estrazione mineraria e di petrolio e gas. In particolare, essendo il settore estrattivo altamente regolamentato e gestito da imprese di più grandi dimensioni, nella determinazione della stima, allo stesso risulta associato un rischio inferiore di infedeltà fiscale.   
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