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Dal mondo

Cayman, Palau, Panama e Seychelles
non conformi agli standard fiscali Ue

Nuovi ingressi nella lista europea dei Paesi non cooperativi ai fini fiscali istituita nel 2017

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Cresce la lista delle giurisdizioni estere che l’Unione europea considera non cooperative dal punto di vista fiscale. Nella seduta di oggi, il Consiglio Economia e Finanza dell’Ue, che riunisce i ministri dell’economia degli Stati membri, ha approvato l’ingresso nell’elenco di Isole Cayman, di Palau, Panama e Seychelles. La contabilità della lista, istituita nel dicembre del 2017 e periodicamente oggetto di revisione, si aggiorna a 12 Paesi non collaborativi: oltre alle quattro new entry, permangono infatti Samoa americane, Figi, Guam, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini degli Stati Uniti e Vanuatu. Modifiche anche alla lista dei Paesi che si sono impegnati con l’Ue per emendare alcuni aspetti della propria disciplina fiscale e a cui l’Ue ha concesso il tempo per l’adozione delle relative riforme legislative. Sotto monitoraggio restano attualmente 13 giurisdizioni.

Dopo lo step di verifica del 31 dicembre 2019, diversi cambiamenti
Tutte e quattro le new entry di oggi erano iscritte in precedenza nell’allegato II delle conclusioni del Consiglio sui Paesi fiscalmente non collaborativi. Si tratta della cosiddetta “lista grigia”, ovvero l’elenco delle giurisdizioni fiscali che hanno sottoscritto impegni con l’Ue per rimuovere specifici aspetti della propria legislazione fiscale non conformi agli standard europei e a cui è stato accordato il tempo per adottare le novità normative utili. Superato il termine del 31 dicembre 2019, data in cui per molti Paesi scadeva il periodo concesso per l’implementazione dei correttivi, gli esperti Ue hanno rilevato per Isole Cayman, Palau, Panama e Seychelles il mancato rispetto degli impegni, proponendone l’inserimento nella “lista nera”. Sedici giurisdizioni, invece, hanno attuato le riforme previste e sono quindi fuoriuscite dalla lista: si tratta di Antigua e Barbuda, Armenia, Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Capo Verde, Isole Cook, Curaçao, Isole Marshall, Montenegro, Nauru, Niue, Saint Kitts e Nevis e Vietnam.
Allo stato attuale, la lista dei Paesi sotto monitoraggio comprende 13 giurisdizioni: Anguilla, Australia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Eswatini (ex Swaziland), Giordania, Maldive, Marocco, Mongolia, Namibia, Santa Lucia, Tailandia, Turchia.

Gli altri temi fiscali all’ordine del giorno
Nel corso della sessione, inoltre, il Consiglio ha adottato un ulteriore aggiornamento delle normative già avallate lo scorso novembre in materia di contrasto alle frodi transfrontaliere nel commercio elettronico e in materia di armonizzazione dei regimi semplificati Iva previsti dagli Stati membri. Per quanto riguarda il primo aspetto, si tratta dell’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2024, di nuovi obblighi in capo agli intermediari dei servizi di pagamento, che saranno tenuti a raccogliere e a fornire alle autorità degli Stati membri i dati relativi ai pagamenti realizzati nell’ambito delle vendite transfrontaliere (vedi articolo Ue, raccolta dei dati sui pagamenti per scoprire le frodi nell’e-commerce). Questi dati, oltre ad essere oggetto di scambio tra i Paesi nell’ambito della cooperazione amministrativa europea, confluiranno anche in una nuova banca dati (denominata “sistema elettronico centrale di informazioni” – Cesop) che verrà utilizzata dagli esperti di Eurofisc nell’attività di contrasto alle frodi Iva transfrontaliere. L’altra normativa discussa riguarda invece i regimi di semplificazione Iva per le piccole imprese (vedi articolo Regimi Iva per le piccole imprese. Dall’Ue regole più semplici). Due le novità previste a partire dal 2025: l’istituzione di un unico limite massimo di volume d’affari per l’accesso ad un regime semplificato Iva in qualsiasi Paese Ue, pari a 85mila euro, e la possibilità di accedere al regime di esenzione di uno Stato membro anche per le piccole imprese stabilite in un altro Paese Ue, purché il loro volume d’affari non superi complessivamente il tetto di 100mila euro.

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