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Cina, come battere gli Usa? Giù le tasse dai golf club

Più di 500 circoli, frequentati per lo più da donne, beneficeranno di una riduzione del 30% dell'aliquota

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La competizione tra Stati Uniti e Cina è oramai ufficiale e sembra aver raggiunto l'apice. Proprio in questi giorni, infatti, il dipartimento dello Sport di Pechino, ovvero il ministero responsabile delle attività sportive, ha accelerato il piano di revisione dell'intero schema di tassazione, piuttosto pesante, che grava su chi pratica il golf. Gioco questo considerato ascrivibile, per prassi e per definizione, alla categoria degli hobby praticati esclusivamente dai contribuenti facoltosi e quindi, per effetto d'una dinamica tributaria votata alla ripartizione dei redditi, assoggettato a un alto livello di prelievo a fini fiscali.

Le mani del Fisco sul golf made in China
Per indagare la relazione insolita che lega il gioco del golf al Fisco cinese l'elemento decisivo che ne riassume il significato, non soltanto nei numeri, deriva dallo studio complesso della contabilità dei golf club e dalle ragioni sociali e politiche del loro moltiplicarsi nel corso del quinquennio passato nonostante la speciale attenzione riservata dall'Amministrazione finanziaria ai titolari degli impianti e delle relative licenze. Innanzitutto, essendo considerato un intrattenimento, al golf, e ai gestori dei club, è applicata un'imposta pari al 22 per cento sui ricavi connessi alle semplici iscrizioni. A questo prelievo s'aggiunge la tassa speciale sulla proprietà dei terreni e sul loro sfruttamento, in media l'8 per cento. A conti fatti, quindi, la misura dell'imposizione che grava sui bilanci dei golf club è pari al 30%, ben al di sopra del livello medio di tassazione esteso ai semplici profitti derivanti da diverse attività commerciali.

Il boom del golf cinese, spinto dalle donne, guardando agli Usa
Insomma, l'incombenza del fisco sul golf in Cina dovrebbe scoraggiarne la pratica. I gestori dei club, infatti, per rivalersi delle imposte e delle tasse che versano all'erario di Pechino offrono tessere e servizi, incluse le iscrizioni, a prezzi elevati difficilmente sostenibili dai contribuenti cinesi, anche da coloro che, rapidamente, si fanno strada nella gerarchia dei redditi transitando dal livello medio-basso, un tempo la fascia dominante, alla categoria medio-alta, oggi in decisa estensione dopo decenni di stasi. Il trend attuale, invece, ha rivelato una dinamica del tutto inattesa. Il boom recente dei golf club, oltre 500, ha messo in luce un cambiamento strutturale della società cinese, in cui lo spirito di emulazione dei tratti peculiari di quella statunitense sembra oramai non conoscere più limiti. Il risultato è che gli spazi riservati a chi pratica il golf, nonostante i prezzi irraggiungibili, sono sempre più affollati, soprattutto da donne. Scorrendo infatti le liste degli iscritti, dei praticanti e degli atleti soltanto l'1% sono uomini, mentre il 99% sono donne.

Parola d'ordine "battere gli Usa"
La strategia di fondo che sta condizionando la revisione al ribasso delle imposte e delle tasse che si applicano ai golf club e ai circoli sportivi s'ispira principalmente all'idea di poter non soltanto emulare ma superare gli Usa, in tempi brevi, in un settore, come quello del golf, simbolo di relax e, nel contempo, di benessere e successo. I responsabili cinesi hanno quindi predisposto una sostanziale riduzione del fisco sui bilanci dei gestori dei club per ampliare la platea dei praticanti così da far in modo, entro il 2016, di porre le basi che consentano alla Cina di competere con gli Usa non soltanto sui mercati internazionali ma anche sui campi da golf. In pratica, una celebrazione dei primati raggiunti da Pechino.

Il 2016, l'anno del sorpasso
A questo riguardo, il 2016 posto in agenda non è un anno scelto casualmente. L'appuntamento è con i giochi olimpici che si terranno in Brasile, per la prima volta in un Paese del Sud-America. In quell'occasione, le autorità cinesi ambiscono ad esibire, tramite iniziative fiscali mirate oltre che tecnico-sportive, una squadra di golf capace di confrontarsi e competere con i campioni statunitensi o, comunque, con i Paesi ricchi che da sempre hanno mantenuto la supremazia sul gioco del golf. Il Fisco, con gli sconti già avviati in alcune Province, tra le quali, per esempio, quelle di Guangdong e Liaoning, dovrebbe fornire il motore principale per accelerare la diffusione di questo sport nel Paese, sì da aumentarne la pratica e la formazione di nuovi campioni in erba.  

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