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Dal mondo

Cina: una Via della Seta del fisco
verso dialogo e cooperazione

All’interno della Belt and Road Iniziative, è stata definita un’intesa per favorire la collaborazione e lo scambio di buone pratiche tra Paesi in ambito tributario

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La nuova Via della Seta rafforza la sua infrastruttura gettando le fondamenta nella costruzione di una rete di cooperazione fiscale internazionale sempre più stretta fra i Paesi che, a diverso titolo, aderiscono al nuovo progetto economico nato su iniziativa della Repubblica Popolare Cinese. La prima conferenza della Belt and Road Iniziative Tax Administration Cooperation Forum si è svolta in Cina lo scorso aprile e ha registrato la partecipazione di 85 giurisdizioni nazionali, di 16 organizzazioni internazionali e di oltre 350 delegati. L’incontro ha approvato due importanti documenti per il futuro del progetto: la Dichiarazione di Wuzhen, dal nome dell’antica cittadina che ha ospitato l’evento, e un Piano d’azione per il triennio 2019-2021.

La dichiarazione di Wuzhen
Secondo i documenti ufficiali  diffusi dal Fisco cinese, al momento della firma della dichiarazione sono state 34 le amministrazioni fiscali che hanno deciso di divenire membri effettivi del Meccanismo di cooperazione fiscale della Belt and Road Iniziative (Britacom), mentre sono 22 le amministrazioni finanziarie nazionali che hanno scelto di aderire come osservatori. A supporto della struttura di cooperazione è stato costituito anche un Advisory Board, di cui fanno parte 11 esperti fiscali, tra cui il direttore del Center for Tax Policy dell’Ocse Pascal Saint-Amans. La prima conferenza della Belt and and Road Iniziative Tax Administration si è conclusa con l’approvazione di una dichiarazione che traccia le linee generali della collaborazione fiscale in ambito Bri. In particolare, i Paesi aderenti al Britacom si impegnano a supportare e a rafforzare gli standard fiscali internazionali come, per esempio, “ le linee guida dell’Ocse sul Transfer Princing”. “La discussione – si può leggere nel documento – si è focalizzata su come costruire un ambiente economico favorevole alla crescita e che allo stesso garantisca il corretto flusso delle entrate”. “La crescita economica – sottolinea la dichiarazione – dipende in parte dalla crescita internazionale del commercio e degli investimenti, che richiede un alto livello di certezza fiscale”.

Il Piano di azione 2019-2021
All’obiettivo di “Costruire un ambiente fiscale favorevole alla crescita” è infatti è dedicato il primo piano triennale approvato dal Forum delle amministrazioni fiscali Belt and Road. Il Forum, inteso come “piattaforma di dialogo fra le amministrazioni fiscali” si riunirà ogni anno e –  si legge al punto 1 del documento – “consentirà la diffusione di buone pratiche, l’identificazione di questioni emergenti che richiedono azioni congiunte e la ricerca di soluzioni innovative attraverso la cooperazione fra amministrazioni fiscali”. I 34 paesi aderenti al nucleo, ristretto ma non troppo, del meccanismo di cooperazione fiscale attiveranno presto un sito Internet ufficiale, inteso come piattaforma per la “condivisione della conoscenza” e per “informare gli investitori in merito all’applicazione delle leggi tributarie”. Il piano riserva, quindi, grande attenzione ai potenziali investitori nell’area geopolitica attraversata dalla Nuova Via della Seta.

Cinque rotte per una nuova Via della Seta
L’idea di lanciare una Nuova Via della Seta per promuovere l’economia e il commercio internazionale è stata lanciata nel 2013. Ora si stima che siano circa 130 i Paesi che, a diverso titolo, prendono parte alle molteplici iniziative di cooperazione della Belt and Road Iniziative che si diramano lungo cinque rotte: due marittime e tre terrestri. Nell’arco di un anno anche la cooperazione fiscale in ambito Bri – lanciata nel 2018 nella conferenza di Astana, Kazakistan – procede spedita, con Pechino che non intende in nessun modo rallentare il passo del cammino lungo le nuove rotte economiche.

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