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Dal mondo

Colombia: la lotta al contrabbando
più forte grazie alla cooperazione

Il lavoro con altri Paesi ha consentito di assestare un duro colpo a uno dei fenomeni che più danneggia l’economia

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Bilancio positivo per il contrasto al contrabbando in Colombia, dove, dal luglio del 2015 a oggi sono state sgominate 34 organizzazioni criminali e arrestate 303 persone. Un dato significativo se si tiene conto che si parla di movimentazioni per 2.1 trilioni di peso colombiani, circa 620 milioni di euro e di confische di beni per 34 mld di pesos. Tutto è partito con l’introduzione in Colombia della legge 1762 del 2015 che ha varato numerose strategie per contrastare il contrabbando nel Paese sudamericano, che vanno dal lavoro di intelligence svolto dalle strutture statali fino alla cooperazione internazionale. Grazie alle misure introdotte dalla legge “Anticontrabbando”, la DIAN, la Dirección de Impuestos y Aduanas Nacionales, ha conseguito importanti passi avanti nel controllo dei prodotti più soggetti a contrabbando, come le calzature, l’abbigliamento e i tessili.
 
Più legalità nei mercati colombiani grazie alla cooperazione internazionale – LA DIAN, l’Agenzia che si occupa del controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali, doganali e valutari, nel quadro della legge anticontrabbando, sta svolgendo un importante lavoro di intelligence con l’appoggio di diverse agenzie statunitensi, come l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) e la CBP (Customs and Border Protection) riuscendo, soltanto negli ultimi otto mesi, a intercettare e porre sotto sequestro 47 container contenenti calzature, tessili, abbigliamento e liquori, che provenivano da Panama e dalla Cina. Inoltre, la DIAN ha formato funzionari esperti nei controlli internazionali in materia di origine, consentendo così di accelerare le verifiche sull’origine attraverso sopralluoghi e questionari in Paesi con cui la Colombia ha accordi, come, per esempio, Stati Uniti, Messico, Honduras, Guatemala e Salvador.
 
Abbigliamento maglia nera del contrabbando - Tornando ai risultati conseguiti in questi ultimi anni, sul fronte del contrasto al contrabbando nel settore tessile e dell’abbigliamento sono stati effettuati oltre 22mila sequestri di beni per un valore di quasi 146 mld di peso colombiani. Per contrastare il contrabbando e le frodi doganali, la DIAN ha messo in campo una strategia di limitazione delle importazioni di quelle calzature che entravano nel mercato colombiano a un prezzo troppo basso. Si è passati, infatti, dai 14 mln di paia importati in passato alle 900mila paia attuali. Mentre, per quanto riguarda l’abbigliamento, le importazioni sono vertiginosamente scese da 4 milioni di chilogrammi di peso lordo a 279mila chilogrammi. Si tratta di un’operazione complessa che ha portato in questi due anni, soltanto nel settore dell’abbigliamento, a 268 denunce per reati di contrabbando e favoreggiamento del contrabbando per un valore di 160 mld di pesos colombiani. In questi ultimi anni sono state create 21 squadre di ispettori che svolgono, con modalità non intrusive, un’intensa attività di controllo delle merci che entrano nel territorio nazionale, nei porti di Buenaventura, Cartagena, Santa Marta, Barranquilla e San Andres.
 
Il ruolo della Dian nel panorama amministrativo colombiano - La DIAN è un’amministrazione con numerose funzioni alla quale è assegnato il compito istituzionale di garantire la sicurezza fiscale dello Stato colombiano e proteggere l’ordine pubblico economico nazionale attraverso la gestione e il controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali, doganali e valutari. Inoltre, lavora per agevolare le operazioni di commercio estero e garantire che vengano svolte in condizioni di equità, trasparenza e legalità.
 
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