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Dal mondo

Colombia: produttività e crescita
sono la ricetta giusta per un plus

A fornire una indicazione precisa è l’Ocse nell’ultimo Rapporto in cui è decisivo il ruolo svolto dalla fiscalità

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L'economia colombiana ha resistito meglio di altri Paesi dell'America latina al recente calo dei prezzi delle materie prime e rimane tra le più forti di tutta la regione. Con l’ultima indagine sullo stato dell’economia in Colombia, però, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico pungola il Paese a fare di più per aumentare la produttività, migliorare l'ambiente imprenditoriale e rendere la crescita più inclusiva.

Il rapporto Ocse di quest’anno
Il rapporto “Economic Survey of Colombia 2017”, con il consueto carico di consigli e suggerimenti targati Parigi, è stato presentato a Bogotá alla fine di maggio da Alvaro Pereira, dirigente locale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, e dal ministro delle finanze colombiano, Maurizio Cardenas. Vediamo in dettaglio quale visione ci offre e da quale punto di vista.  

La fiscalità protagonista per dare slancio all'economia
L'indagine raccomanda alla classe dirigente del Paese l’attuazione di una serie di riforme volte a rafforzare l'inclusione, la mobilità sociale e gli standard relativi alla qualità della vita. Per l’Ocse insomma è necessaria un'ulteriore attività riformatrice in vari campi, in modo da garantire migliori opportunità di lavoro nelle regioni più povere. Altra raccomandazione quella di incrementare la quota di investimenti pubblici nelle infrastrutture del Paese, in modo da ridurre i costi sostenuti dagli operatori del settore del commercio. Inoltre, il rapporto auspica una maggiore concorrenza in alcuni settori - come le ferrovie e l'elettricità – in modo da favorire gli investimenti privati. Per Parigi, ridurre la quota dell’impegno statale in questi settori, insomma, sarebbe cosa buona e giusta.
A dirla tutta, l’Economic Survey si spinge oltre. L’Ocse infatti si dice convinta che l’attuazione della riforma fiscale del 2016 aiuterà l'economia del Paese ad adattarsi ai mutamenti dei prezzi del petrolio e a ridurre la dipendenza dai risultati del settore petrolifero. L’incremento delle entrate tributarie, suggeriscono i redattori del Rapporto, potrebbe essere utilizzato per combattere le disuguaglianze, allargando l'ambito delle politiche redistributive. Le premesse ci sono, si tratta di capire se in futuro la Colombia intenderà impegnarsi in questa direzione o se ne seguirà un’altra. 

Quali luci…
Le stime attuali su economia e stato sociale della Colombia sono indubbiamente confortanti. Sulla base dei dati elaborati dai suoi specialisti, l’Ocse prevede una crescita del Pil del Paese per un +2,2% nel 2017 e un +3% nel 2018.
Nel rapporto l’analisi va di pari passo con le previsioni congiunturali, partendo dal fatto che la crescita colombiana è stata tra le più forti dell’America Latina. Negli ultimi anni, infatti, il combinato disposto dell’andamento positivo dell’economia con l’attuazione dei programmi di welfare hanno ridotto notevolmente la povertà, è l’assunto numero uno. Ulteriori effetti positivi sono stati prodotti dalla riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e dal sistema vigente di tutele sanitarie universali. Infine, la produttività e le opportunità di lavoro hanno fatto grandi passi avanti grazie alle ultime riforme che hanno facilitato la nascita di nuove imprese e accentuato la semplificazione burocratica (sia in materia fiscale che in ambito di premessi rilasciati alle imprese costruttrici).
 
…e quali ombre
In Colombia la crescita media della produttività è rimasta bassa e il divario tra classi sociali benestanti e classi indigenti è tra i più alti dell’America Latina. L’economia informale poi non è ancora stata sconfitta, il gap relativo alle possibilità offerte a persone di genere diverso è ancora alto e la mobilità sociale è tristemente bassa. Un nodo irrisolto ancora più grave è quello relativo alla permanenza di differenze rilevanti tra cittadini abitanti nelle varie regioni del Paese, specie in relazione all'accesso ai servizi di base. Per l’Ocse le cause vanno ricercate nel lunghissimo periodo di conflitto armato con le Farc, nelle differenti normative locali e nelle distorsioni prodotte dal sistema fiscale.
 
Le raccomandazioni e la via da seguire per una crescita più inclusiva
Nel report sono identificate le aree prioritarie per il futuro della Colombia e vengono chieste riforme per rafforzare la qualità dell'istruzione, ridurre il lavoro nero e aumentare le opportunità di lavoro per le donne.
Presentando l’edizione 2017 dell’indagine, Alvaro Pereira ha dichiarato che per l’Ocse "la sfida è fornire redditi e benessere più elevati per tutti i colombiani. L'accordo di pace promuoverà certamente la crescita economica e la creazione di posti di lavoro”.
Tuttavia, ha continuato Pereira, “per rendere la crescita più inclusiva” la Colombia deve anche ottenere performance superiori a quelle attuali nel settore dell’istruzione, spingere sempre più persone a entrare o tornare nell'economia formale, investire in infrastrutture e ridurre gli ostacoli alla concorrenza.

Gli ultimi dati sullo stato dell’economia
Le cifre disponibili del resto parlano chiaro. Da un lato il Pil pro capite non ha smesso di crescere per più di 16 anni, dal 2000 a oggi. Dall’altro, però, la domanda interna si è enormemente contratta negli ultimi due anni, passando dal +6% del 2014 alla stagnazione del 2016, anche se nel corso di quest’anno dovrebbe tornare robusta (con un +1,8% stimato per il 2017 e un +3% per il 2018). Questi mutamenti, è il convincimento dell’Ocse, considerati congiuntamente al rallentamento della crescita del Prodotto interno lordo nazionale, dovrebbero spingere le istituzioni colombiane a fare di più per prevenire possibili crisi future. Allo stesso tempo, l’organizzazione internazionale riconosce allo Stato andino il merito di aver realizzato riforme politiche economiche tali da aiutare il Paese ad adattarsi meglio di prima (e meglio di altri) a eventuali shock esterni.

 

 
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