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Colombia, restyling fiscale a tutto
tondo per aumentare il gettito

Il Congresso colombiano vara la Reforma tributaria per finanziare la spesa sociale

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Il Parlamento colombiano ha approvato una riforma tributaria che garantirà, dal 2023 e per almeno un decennio, 4 miliardi di dollari l’anno di extra gettito, pari all'1,2% del Pil in più. Le maggiori risorse saranno in maggioranza redistribuite tra i ceti sociali più poveri ed utilizzate per rinvigorire il welfare state del Paese sudamericano.

Le tre direttive della manovra
In sostanza, sono 3 le chiavi principali per leggere la portata della nuova Reforma tributaria. Il primo aspetto è l’aumento del peso del fisco sul ceto più ricco del Paese, all’incirca il 2% della popolazione, che di fatto sfruttando gli alti livelli di esenzione sulla tassazione del reddito previsti dalla normativa precedente ha tradizionalmente versato quote minime in termini d’imposte. Il secondo punto è un innalzamento delle imposte sui profitti delle grandi multinazionali che operano nel settore estrattivo e dei combustibili fossili, quindi petrolio, ma anche minerali e metalli preziosi. Il terzo pilastro della Reforma mira invece ad utilizzare il gettito disponibile per aiutare i più deboli e per condurre il Paese, tra i più ricchi del Continente latinoamericano in termini di risorse, tra i più avanzati in temi come l’ambiente, la digitalizzazione dei servizi e le politiche di transizione, ecologica e sociale. Un programma ambizioso. 

Più tasse per i ricchi
L’extra-tassa sui contribuenti facoltosi non è una novità. Il Paese ne ha avuto una, funzionante a intermittenza, per decenni. E inoltre, a prima vista, la nuova forma di tassazione dei patrimoni dei ricchi sembra assomigliare molto a strumenti simili già utilizzati in passato: ad esempio un'aliquota fiscale dello 0,5% su attività superiori a circa 600mila dollari che salirebbe a un'aliquota dell'1% su patrimoni superiori a 1,1 milioni di dollari. Tuttavia, una lettura più attenta della nuova forma impositiva rivela una differenza fondamentale rispetto al passato e che rende questa tassa marcatamente più penetrante e pesante, tanto che potrebbe generare un innalzamento delle tasse sui più ricchi di circa il 200%, secondo le stime governative. La nuova tassa spingerà i ricchi a dichiarare i loro beni (mobili e  immobili) al valore corrente, a differenza delle vecchie leggi, che consentivano loro di segnalare i valori dei patrimoni tassabili al loro prezzo di acquisto originale. Cosa comporterà l’introduzione della nuova imposta? L’esempio lo forniscono coloro che detengono patrimoni finanziari, acquistati al valore di 1milione dieci anni or sono e che ora però varrebbero decine di milioni. Lo stesso per i terreni, dal valore minimo prima dell’arrivo delle multinazionali estrattive e del petrolio, e che ora valgono centinaia di milioni di dollari se non miliardi. E così via.

Come cambiano le aliquote dell'imposta sul reddito delle società
L’aliquota Ires rimarrà inalterata (attualmente è del 35%). Tuttavia, ci sono alcune eccezioni. Iniziamo dalle istituzioni finanziarie, le compagnie di assicurazione, gli agenti di cambio, tra gli altri, che saranno ora tutti soggetti a una sovrattassa del 5%, che farà quindi salire il totale al 40%, fino al 2027, nella misura in cui i loro ricavi imponibili superino la soglia di circa 1 milione di dollari. Inoltre, le società la cui principale attività economica è la produzione di energia da risorse idriche e che ricevono un reddito imponibile superiore a circa 255mila dollari, incluso il reddito imponibile derivante da parti correlate, cioè imprese controllate, saranno soggette a una sovrattassa del 3%, con l’aliquota totale che salirà quindi al 38%, fino al 2026. Questa sovrattassa non si applicherà alle centrali elettriche private con una potenza installata inferiore a 1.000 Kw. Al contrario, l’imposta sarà ridotta al 15% sui ricavi di alcuni hotel e parchi tematici a difesa dell’ambiente sviluppati in determinati comuni e zone, per 10 anni. L'applicazione di questa agevolazione dovrebbe essere approvata dal Ministero del Commercio, dell'Industria e del Turismo. Anche per le case editrici l’aliquota è fissata al 15%.

Le misure sui proventi delle industrie estrattive e petrolifere
Le società che realizzano ricavi da attività estrattive di risorse non rinnovabili, petrolio e derivati fossili, e il cui imponibile è superiore a circa 424.000 dollari, incluso anche in questo caso il reddito imponibile di eventuali parti correlate, cioè società controllate, saranno soggette a una sovrattassa permanente sui profitti. La sovrattassa potrà arrivare fino al 15% per le società petrolifere, la cui aliquota totale varierà quindi dal 35% ordinario fino ad un massimo del 50%, e fino al 10% per le società di estrazione del carbone, la cui aliquota quindi transiterà entro la fascia dal 35% al 45%. L'aliquota della sovrattassa applicabile sarà determinata sulla base di un calcolo che prenderà in considerazione i prezzi medi delle risorse minerarie e petrolifere estratte nei 10 anni precedenti e il prezzo medio del prodotto nell'anno in cui viene effettuato il calcolo. I proventi derivanti dalla vendita di gas naturale non saranno soggetti alla sovrattassa. La sovrattassa, che considererà quindi anche gli extra-profitti del decennio passato, di fatto stabilisce un duplice sistema di tassazione per le imprese, a seconda del settore d’attività.

Aliquota fiscale minima del 15%
La legge di riforma fiscale stabilisce inoltre un'aliquota fiscale minima del 15% (indicata come aliquota fiscale rettificata - ATR). La Reforma stabilisce i fattori da considerare per il calcolo della base imponibile cui applicare l’imposta. In pratica, l’obiettivo è lo stesso della minimum tax Ocse, ma il metodo di calcolo non è allineato con le regole del modello del secondo pilastro dell'erosione della base imponibile e del trasferimento degli utili. Questa imposta non si applica, tra l'altro, alle entità estere, alle società costituite nell'ambito del regime speciale delle zone di sviluppo economico e sociale, alle società il cui domicilio principale e l'intera attività sono svolte in zone colpite da conflitti armati (ZOMAC), alle società impegnate esclusivamente in attività editoriali, e come già detto, ai servizi alberghieri soggetti ad un'aliquota fiscale del 15% e ad accordi di concessione.

Dividendi e plusvalenze
I dividendi pagati a entità non residenti a partire dagli utili soggetti a tassazione a livello societario saranno soggetti a un'aliquota di ritenuta alla fonte del 20% (attualmente del 10%). Le distribuzioni di dividendi tra entità colombiane saranno invece soggette a ritenuta alla fonte sui dividendi ad un'aliquota del 10% (attualmente si applica un’aliquota del 7,5%). E ancora, la riforma fiscale ha aumentato l'aliquota dell'imposta sulle plusvalenze dal 10% al 15% per le società e gli individui non residenti, nonché per i residenti colombiani.

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