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Dal mondo

Come contrastare l’elusione fiscale.
Il Regno Unito coinvolge i cittadini

Al via una campagna informativa congiunta dell’Agenzia delle Entrate britannica e l’Authority del mercato pubblicitario

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“Non farti intrappolare dall’elusione fiscale” questo il claim della campagna informativa lanciata congiuntamente qualche settimana fa per contrastare l’elusione fiscale dall’Hrmc, l’Agenzia delle entrate e delle dogane britannica, e dall’Advertising standards authority, l’autorità che vigila sul mercato pubblicitario d’oltremanica. 
L’obiettivo della campagna, in particolare, è da una parte smascherare le attività elusive, dall’altra fornire strumenti utili ai cittadini per riconoscere eventuali proposte dagli operatori del mercato che hanno come scopo quello di sottrarre redditi alla giusta tassazione. 

I punti chiave della campagna 
Fermati e prenditi il tuo tempo, verifica quanto ti è stato proposto e proteggi te stesso e gli altri. Queste le tre azioni richieste dall’Agenzia delle entrate ai cittadini per coinvolgerli attivamente nell’attività di contrasto all’elusione. In pratica, quando un contribuente si ritrova a firmare un contratto con un operatore economico, il Fisco consiglia di verificare prima i contenuti, prestando particolare attenzione quando il contratto appare poco chiaro, quando viene pubblicizzata la possibilità di guadagnare denaro in modo troppo semplice e quando viene promesso un bonus se si presenta un amico. Infine, in caso di attività sospette, la campagna invita i cittadini a segnalarle al Fisco, in modo da proteggere sé stessi e la comunità.
Per spiegare meglio i contenuti della campagna, il Fisco inglese usa la tecnica dello storytelling, raccontando sul proprio sito la storia della badante Tanya e del project manager, Duncan, caduti nella trappola di uno schema elusivo proposto da alcune cosiddette “società ombrello”, che in Gran Bretagna offrono servizi e consulenza per il lavoro, come la gestione delle buste paga. 
Le azioni previste dall’Hrmc e dall’Advertising standards authority includono anche l’obbligo per gli operatori economici di essere chiari sulle eventuali conseguenze degli schemi elusivi proposti dai propri messaggi pubblicitari e, in caso di violazione delle regole, sanzioni immediate come la rimozione dai motori di ricerca online

L’elusione fiscale in Gran Bretagna: i dati del fenomeno 
Contemporaneamente al lancio della campagna informativa, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il report Use of marketed tax avoidance schemes in the Uk che illustra l’uso di pratiche elusive nel biennio 2018-2019 e l’andamento del fenomeno negli ultimi sei anni. 
In particolare, nel periodo fiscale 2018-2019, a causa di pratiche elusive sono stati sottratti all’Erario circa 1,7 miliardi di sterline, metà dei quali riguardanti l’imposta sul reddito societario (900mila sterline); 600mila sterline sono state sottratte grazie a schemi elusivi relativi all’imposta sul reddito, al contributo nazionale assicurativo e all’imposta sui capital gain. Iva e altre imposte dirette incidono meno sull’ammanco, con circa 100mila sterline eluse. 
Il report analizza anche come sia cambiata l’elusione fiscale dal 2013 a oggi in Gran Bretagna. Sei anni fa circa gli schemi elusivi più diffusi erano quelli relativi alle retribuzioni lavorative falsate appositamente per pagare meno l’imposta sul reddito e il contributo nazionale assicurativo e alle perdite societarie create artificialmente per approfittare di indebite compensazioni fiscali. La maggior parte di queste pratiche riguardavano grossi investimenti e investitori ad alto reddito.
Oggi le pratiche elusive relative agli investimenti sono nettamente diminuite e la maggior parte dei casi di elusione riguarda il tentativo di sottrarre all’Erario la tassazione delle retribuzioni, ovvero le somme ricevute in seguito alla prestazione di attività lavorative. 

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