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Dal mondo

Contraffazione: tra Ue e Gdf
collaborazione a tutto campo

Al centro dell’incontro tra la Commissione europea e la Guardia di finanza i risultati ottenuti e le strategie future

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Aumentare la consapevolezza dei consumatori sui rischi dei prodotti contraffatti, rafforzare la collaborazione tra Commissione europea, autorità nazionali e associazioni di settore per fermare la produzione e la circolazione di merce contraffatta.
Sono questi, in sintesi, gli argomenti che sono stati al centro dell’incontro tra il Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, Antonio Tajani, e il Comandante Generale della Guardia di finanza, Saverio Capolupo.



Un impegno comune anche sul fronte internazionale
Il meeting, che si è svolto ieri a Roma presso la sede del Comando Generale del Corpo, ha offerto all’esecutivo Ue anche l’opportunità di evidenziare risultati ottenuti dalla guardia di Finanza, in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella lotta alla contraffazione di prodotti industriali dell'Ue e l’impegno fornito a favore della campagna promossa dalla Commissione. Il sequestro del 90% di prodotti contraffatti nel 2011 sono la dimostrazione di un impegno costante a tutela degli interessi economici dell'Unione europea. Un risultato che, ha ricordato Tajani, testimonia il livello operativo e organizzativo del Corpo e il grado di collaborazione fattiva con i partner degli altri Stati membri dell'Unione.
 
Il mercato mondiale ed europeo della contraffazione
Le cifre parlano chiaro ed evidenziano quali sono i rischi che si nascondono dietro il mercato della contraffazione in grado di ledere gli interessi delle industrie e dei lavoratori. A oggi si stima che, a livello mondiale, il mercato della contraffazione valga 450 miliardi di euro con una possibilità di raddoppiare entro il 2015. Secondo le cifre fornite dalle Dogane europee, nel 2011, i casi di contraffazione rilevati hanno registrato un incremento valutato nell’ordine del 15% seguito dall’11% delle confische di articoli contraffatti e il loro valore, alla vendita al dettaglio, del 14%. A farne le spese da un lato sono le imprese che subiscono perdite nelle vendite e nei profitti, a loro volta causa di diminuzione di posti di lavoro e dall'altro anche le finanze pubbliche, danneggiate dai contraffattori che non pagano tasse o dazi.
 
Le ricadute del fenomeno in Italia e strategie
Ammonta invece a 7 miliardi di euro il mercato della contraffazione. Una cifra significativa che si traduce in minori entrate fiscali per 1,7 miliardi e una perdita secca di unità lavoro pari a 110 mila posti. Tra i settori più colpiti l'abbigliamento e l'accessorio (2,5 miliardi di euro), dei cd, dvd e del software (1,8 miliardi) e l'agroalimentare (1,1 miliardi). Il 73% dei beni sequestrati è di provenienza cinese. Per contrastare gli effetti negativi del fenomeno, nel 2009, è stata approvata una normativa ad hoc, la legge n. 99 (cosiddetta legge sviluppo). Tra le misure messe a punto quelle sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale e dei prodotti made in Italy e l’istituzione, presso il ministero dello Sviluppo economico, del Consiglio nazionale anticontraffazione. Un organo con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento di tutte le Amministrazioni centrali e periferiche che si occupano di lotta alla contraffazione.  
 
Il nuovo regolamento comunitario
Rafforzare i controlli sui prodotti nel mercato interno, ritirare immediatamente dal commercio i prodotti non conformi alla legge e pericolosi. Sono questi gli obiettivi che si prefigge di raggiungere la normativa che la Commissione presenterà il 13 febbraio. Un regolamento comunitario che potrà essere direttamente applicato in tutti gli Stati membri. Uno strumento in grado di tutelare le aziende, che creano i prodotti originali e investono in ricerca e innovazione, e i lavoratori, che subiscono gli effetti deleteri del fenomeno della contraffazione in termini di impieghi occupazionali. E questo a fronte della campagna europea anticontraffazione, promossa dall'esecutivo Ue in collaborazione con la Guardia di finanza e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e presentata il 20 dicembre scorso nella sede romana della Commissione europea di Via IV Novembre. 
 
 

 
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