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Dal mondo

Corea del sud: il Fisco di Seoul
alla ricerca della domanda perduta

Gli investimenti sul territorio nazionale scarseggiano e il governo punta a rilanciarli attraverso interventi mirati

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Il governo di Seoul getta le carte sul tavolo. Per rilanciare l’economia, il ministero delle Finanze punta a stimolare i consumi con l’introduzione di una tassa sulle riserve di liquidità extra delle imprese. Obiettivo: spingerle a investire di più, a pagare più dividendi o ad aumentare i salari dei lavoratori. La misura sarà sottoposta all’Assemblea nazionale il 23 settembre. In caso di approvazione, finiranno nel mirino dell’Amministrazione finanziaria coreana le circa 4mila aziende con un capitale azionario superiore a 48,5 milioni di dollari.
 


La svolta - Secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione coreani, la presa di posizione dell’esecutivo arriva perché molte grandi aziende continuano a essere riluttanti a investire in Corea, nonostante la grande quantità di riserve accumulate nel corso degli anni (una crescita di risorse nella “cassaforte” delle grandi imprese, favorita anche dal taglio delle imposte sulle società deciso dal Governo del paese asiatico). Questa e altre misure fiscali si inseriscono in un quadro in cui la quarta potenza economica dell’Asia -  dopo Giappone, Cina e India  - presenta nel 2014 un prodotto interno lordo in crescita del 3,9%, ma ancora ben al di sotto del 6,2 di inizio decennio.
 
Premiate le imprese che aumentano i salari – Con l’introduzione della tassa sulle riserve di liquidità extra, il governo di Seoul punta così rilanciare la domanda interna. Il provvedimento si colloca all’interno di una complessiva revisione della normativa fiscale, che mira prima di tutto a fare crescere la capacità di consumo dei lavoratori del paese asiatico. “Vogliamo – sottolinea in una nota il ministero delle Finanze  - rilanciare l'economia , stimolando la domanda interna e rendere meno precaria  la vita delle persone, aumentando il reddito delle famiglie". In questo senso il governo della Corea del Sud progetta inoltre di concedere un credito d’imposta del 10% a quelle imprese che aumentano i salari al di sopra del loro tasso medio di crescita degli ultimi tre anni. La concessione del credito d’imposta (ridotto al 5% per le imprese più grandi) nei piani del governo è però relativo alla parte di incremento effettivo di salario. 
 
Lavoratori stranieri, aliquota al 17% per altri due anni – Per il rilancio dell’economia, il governo di Seoul non si limita a cercare il rilancio della domanda interna, ma apre le porte agli investimenti esteri. In programma, infatti, la proroga per due anni dell’aliquota speciale del 17% per i lavoratori stranieri (con l’obiettivo di attrarre imprese finanziate da investitori esteri).
 
Applicazione dell’Iva ai servizi finanziari e assicurativi – La riforma fiscale proposta dall’esecutivo della Corea del sud prevede inoltre di estendere l’applicazione dell’ imposta sul valore aggiunto anche ai servizi digitali e quelli assicurativi e finanziari a partire dal primo luglio dell’anno prossimo.
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