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Dal mondo

Cuba: una riforma fiscale
che non lascia nulla al caso (2)

Oltre agli aspetti tecnico-normativi, la legge di riforma si occupa anche della gestione tributaria

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Il regolamento governativo attuativo (decreto no. 308, Reglamento de las normas generales y de los procedimientos tributarios), a firma Raul Castro (Presidente del Consiglio dei Ministri) è stato pubblicato in calce alla legge 113, sempre il 21 novembre scorso, ed è strutturato in tredici capitoli (per 203 articoli complessivi, con disposizioni transitorie (1) e finali (4) varie).
 
Le caratteristiche del provvedimento
Il provvedimento ora ricordato da un lato disciplina specificamente l’Amministrazione Tributaria (“Oficina Nacional de Administraciòn Tributaria”, in acronimo “ONAT”) quale importante parte dell’Amministrazione Finanziaria cubana, dall’altro lato dettaglia le procedure dichiarative, ispettive, accertative, riscossive e giurisdizionali già introdotte dalla citata legge no. 113. Anche per questa fonte normativa il confronto con la previgente disciplina (Decreto-Ley no. 192 dell’8 aprile 1999, “Ley de la Administraciòn Financiera”, per complessivi 68 articoli e poche disposizioni di completamento, unitamente altresì al decreto ley no. 169 del 1994, “Las normas y los procedimientos tributarios”, entrambi a firma Fidel Castro Ruz) evidenzia una maggiore diffusività e cura di dettaglio, anche – e significativamente - a tutela delle ragioni dei Contribuenti (“los Contribuyentes”).
 
L’Amministrazione fiscale: profilo e funzioni
La ONAT risulta essere l’equivalente delle Agenzie fiscali dei principali paesi Ocse, vero e proprio ausilio tecnico-operativo del ministro delle Finanze cubano (Ministerio de Finanzas y Precios). All’ente, con propria personalità giuridica e autonomia nel settore delle risorse umane, finanziarie e materiali, è attribuita la gestione ed il controllo del fenomeno fiscale cubano in senso ampio, ivi compresi altresì i settori del territorio, delle dogane, della contribuzione sociale e della riscossione: volendo operare un raffronto domestico, una “super” Agenzia delle Entrate, insomma. La ONAT è stata istituita  nel 1995 (con Resoluciòn no. 135-95 del ministero delle Finanze) a seguito di un complesso processo preparatorio istituzionale risalente all’anno precedente ed, in ultima analisi, alla progressiva attuazione della ricordata antecedente legge no. 73 del 1994. La Mission dell’ente è, parimenti ad altre realtà istituzionali nel mondo, “Brindar un servicio de calidad a la sociedad para el cumplimineto de los responsabilidads tributarias, conforme a la ley”.
La ONAT è strutturata su tre livelli organizzativi: centrale (Oficina central), articolato per materia in varie “Direciòn” e con sede nella capitale L’Avana; provinciale (Oficina Provincial), alle volte suddiviso altresì in “Subdirecciòn”, con sede nei singoli capoluoghi dell’isola; e periferico (Oficina municipal), corrente nelle Municipalità e anch’esso ulteriormente ripartito nelle aree cittadine più estese. La struttura di primo livello, unica, svolge prevalentemente funzioni normative e di coordinamento. Le 14 Oficinas Provinciales, secondo livello, esercitano perlopiù compiti di direzione e controllo. Le 169 Oficinas Municipales, terzo livello, hanno integralmente compiti esecutivi.
Il personale della ONAT di grado medio-alto, dove è rinvenibile una non indifferente parità di genere (ad esempio, l’attuale Direttore dell’Ente è donna) risulta fortemente ideologicizzato (con fiduciarietà politica di nomina), tecnicamente esperto (con significativi trascorsi di studio, nelle principali università cubane ed internazionali, ed esperienziali, interni all’Ente e nel settore pubblico) ed è retribuito in misura lievemente superiore alla media dell’impiego ministeriale direttivo dell’isola. Il personale di grado intermedio ed inferiore non si discosta significativamente dal pubblico impiego in genere.

Le collaborazioni nazionali e internazionali
L’Ente, anche per tramite del ministero delle Finanze, collabora con le principali facoltà universitarie economiche e giuridiche dell’isola e partecipa attivamente ai lavori tecnico-tributari ed organizzativo-gestionali del CIAT, “Centro Interamericano delle Amministrazioni Tributarie”, con sede nella città di Panama. A tale proposito, facendo tesoro delle esperienze CIAT di Venezuela, Brasile, Haiti e Repubblica Dominicana e fruendo inoltre dell’assistenza dell’Amministrazione canadese, nel 1997 l’ONAT ha adottato la tecnologia ICT denominata “Sistema Integrado Cubano de Administraciòn Tributaria” (con acronimo “SICAT”), creando una banca dati informativa e programmi di lavorazione interna multilivello, per certi versi assimilabili agli italici A.T., Serpico e Fiscoweb. Sono allo ancora allo studio ed alla prova strumenti informatici aperti al Contribuente (per intendersi, in Italia, i canali Fiscoonline ed Entratel, ad esempio). 
L’ONAT, insieme al ministero delle Finanze e a quello degli Esteri, è il principale attore pubblico in materia di preparazione, stipulazione ed attuazione delle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, con riferimento alle quali, ad esempio, risulta aperto un negoziato anche con l’Italia.
 
L’isola caraibica e i tributi: un po’ di storia
La storia dell’isola caraibica, a ben vedere, è stata ampiamente caratterizzata dal fenomeno tributario, che ha costituito, in ogni frangente di crisi, la causa e l’effetto dei cambiamenti, non soltanto politico-istituzionali ma anche economico-sociali. Il governo coloniale spagnolo, sin dal XVI secolo, previde l’applicazione insulare della legislazione tributaria della madrepatria, attribuendo l’estrazione fiscale delle risorse alle municipalità (los Cabildos o Consejos Municipales) e stabilendo altresì speciali tributi correlati alle produzioni locali. Fra questi ultimi, il primo tributo istituito fu “El Quinto del Oro”, pari al 20% del minerale ottenuto in ogni  comunità locale abitata da minatori. In seguito si affiancarono tributi particolari sul grano, sul tabacco e sullo zucchero.
Nel 1847 fu stabilito un ulteriore tributo, diretto e personale, che aggravò significativamente il peso fiscale isolano e concorse fortemente alla genesi della guerra di indipendenza del 1868, cui seguì, sino alla rivoluzione castrista, un periodo di progressiva restaurazione ed appiattimento, con casi di notoria corruzione e malversazione, sulle principali colture ed attività manifatturiere cubane, unitamente allo sfruttamento di proventi derivanti ancora da restituiti pesanti tributi personali diretti e dai giochi, specie d’azzardo.
Nel luglio 1959 la riforma tributaria socialista prevista dalla ley no. 437 abrogò 104 tasse e imposte, sostituendole soltanto con 9 tributi e fu istituita la Direzione generale delle Imposte (Direciòn General de Impuestos Internos), all’interno del ministero dell’Economia (Ministerio de Hacienda), con un processo di complessiva razionalizzazione e centralizzazione della macchina amministrativa tributaria.
Dopo il quarto congresso del partito, nel 1994, venne disposta, con la ley no. 73, la prima organica riforma normativa e organizzativa della fiscalità cubana, in seguito completata dal regolamento attuativo in materia di norme e procedimenti (no. 169 del 1994, las normas y los procedimientos tributarios) e dall’istituzione, nel 1995, dell’ente amministrativo appositamente dedicato alla gestione del fenomeno tributario cubano.
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