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Edimburgo: dalle Entrate un piano
scozzese per la lingua dei segni

Disponibili online le linee guida per il 2018-2024. Obiettivi: garantire l’informazione e l’accesso paritario ai servizi

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Le esigenze e i bisogni dei contribuenti che non sentono sono al centro dell'attenzione dell'Agenzia delle Entrate della Scozia. Revenue Scotland ha, infatti, pubblicato recentemente il piano 2018-2024 per l'utilizzo del linguaggio dei segni. Una programmazione che ha l'obiettivo di garantire ai contribuenti non udenti l’accesso ai servizi fiscali e a tutte le informazioni sul processo di devoluzione fiscale da Londra a Edimburgo, attualmente in corso. Il testo curato dall'Amministrazione finanziaria può essere considerato come la declinazione fiscale del programma approvato dal Governo scozzese.
 
L'impegno di Revenue Scotland
Secondo Elaine Lorimer, Direttore generale delle Entrate scozzesi, il piano per l'introduzione della lingua dei segni britannica (Bsl), "si caratterizza per l’impegno a garantire che gli utenti di Bsl possano accedere facilmente ai nostri servizi. Il nostro piano è una componente chiave di un programma di lavoro più ampio per assicurare l'uguaglianza dei contribuenti nella fruizione dei servizi e la trasparenza nell’accesso alle comunicazioni”.
 
Le esigenze dei contribuenti
La predisposizione di un progetto ad hoc per le Entrate scozzesi è il risultato della consultazione con i rappresentanti delle associazioni dei non udenti e dell'applicazione del piano nazionale scozzese per l'utilizzo del British Sign Language - una lingua vera e propria, dotata di grammatica, di sintassi, di vocabolario e persino di dialetti e varianti linguistiche - nell'amministrazione scozzese intesa nel suo complesso. Il piano per l'utilizzo della lingua dei segni britannica coinvolge tutti i ministeri gestiti da Edimburgo. Una visione di sistema composta da 70 azioni concrete, che partono dall'esigenza di migliorare l'accesso a un'ampia gamma di informazioni e servizi pubblici in Bls: dal fisco ai trasporti, dall'amministrazione della giustizia all'istruzione, dall'informazione alla partecipazione politica. Nel 2020 sarà pubblicato un Report che farà il punto sui progressi effettuati. Un ulteriore set di azioni sarà definito e pubblicato nel 2023.
 
Bsl per illustrare il decentramento fiscale
L'impegno delle Entrate della Scozia per l'utilizzo del British Sign Language non riguarda quindi esclusivamente i servizi al contribuente, ma anche la diffusione di tutte le informazioni in merito al processo di decentramento fiscale da Londra a Edimburgo, con la conquista scozzese di crescenti spazi di "sovranità fiscale". Aree di autonomia che hanno consentito finora a Edimburgo di introdurre alcuni tributi propri e di ridisegnare in senso progressivo la mappa delle aliquote della Income Tax. Al decentramento corrisponde, tuttavia, un taglio graduale del trasferimento di risorse da Londra, stimato in 2,6 miliardi di sterline nel decennio 2010-2020.
 
Lingua dei segni? Non solo Scozia
Nel panorama internazionale, l'amministrazione fiscale scozzese non è l'unica a introdurre l'utilizzo della lingua dei segni. Senza prendere in esame in questa sede l'impegno dell'Agenzia delle Entrate italiana, si può citare, come esempio, l'Inland Revenue Service degli Stati Uniti, che mette a disposizione dei contribuenti una lunga serie di video in American Sign Language, aggiornati e pubblicati sul canale YouTube dedicato IRSvideosASL.
Negli stessi States, dove il bisogno dei non udenti di informazione e servizi nella lingua dei segni per la gestione autonoma dei rapporti con Fisco non è completamente soddisfatto dai servizi pubblici, cominciano anche a proporsi sul mercato imprese che forniscono servizi di assistenza fiscale a pagamento nel linguaggio dei segni.
 

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