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Dal mondo

Emirati Arabi Uniti, grandi numeri
per la legge di bilancio del 2019

Le stime governative prevedono un aumento delle entrate tributarie del 21% rispetto all’anno precedente

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E’ una legge di bilancio senza precedenti, quella approvata per il 2019 dagli Emirati Arabi Uniti.  Gli stanziamenti previsti per il nuovo anno, infatti, ammontano a 60,3 miliardi di dirham, con un aumento del 17,3% rispetto a quelli del 2018.  In 47 anni,  il budget stanziato è aumentato di circa 300 volte, passando dai 200 milioni di dirham nel 1972, anno in cui fu varata la prima legge di bilancio della neonata Federazione degli Emirati Arabi Uniti, ai 60,3 miliardi nel 2019. 

Un bilancio per cinque anni
La legge fa parte del Piano quinquennale del bilancio federale che val 2017 al 2021, con un budget di 247, 3 miliardi di dirham per cinque anni. Gli Emirati sono stati il primo Paese dell’area araba a preparare un bilancio dello Stato per un periodo di tempo così lungo. Il piano è stato elaborato con l’obiettivo principale di migliorare l’efficienza del sistema finanziario e dei servizi offerti dall’amministrazione. Durante la sua preparazione, i tecnici del Ministero delle Finanze hanno consultato tutti gli stakeholder che in qualche modo potevano essere interessati (associazioni di categoria, ordini professionali, eccetera) e hanno preso come spunto anche numerose best practice esistenti  a livello internazionale.
 
Servizi sempre più digitali
Oltre 2 miliardi di dirham per finanziare progetti innovativi sul fronte digitale per le Pubbliche amministrazioni. Gli Emirati confermano così la loro posizione di leader tra i Paesi del mondo arabo per quanto riguarda la digitalizzazione. Il nuovo anno vede il debutto dell’app eDirham, ovvero la versione su smarthpone dell’omonimo servizio esistente sul web dal 2001, attraverso cui i cittadini possono effettuare pagamenti e altre operazioni online nei confronti delle Pubbliche amministrazioni.
                        
Segno più per le entrate
Le previsioni sulla composizione delle entrate per il nuovo anno indicano per i proventi da tasse e imposte circa 12,8 miliardi, pari al 25% del totale degli introiti statali. Il contributo delle tasse dovrebbe, quindi, aumentare rispetto a quello dell’anno precedente di circa il 21%. La crescita è determinata soprattutto dall’introduzione dell’Iva, in vigore con un’aliquota del 5% dal primo gennaio del 2018. A guidare l’aumento anche le accise e i dazi doganali. A rimpinguare le casse dell’Erario però saranno soprattutto le entrate extra tributarie che costituiscono il 64% del totale con 32,6 miliardi. Per quanto riguarda il versante delle spese, a fare la parte del leone sono gli investimenti nei confronti dei programmi di sviluppo e inclusione sociale (25,5 miliardi) che rappresentano il 42,3% del budget complessivo, il 17% delle spese sarà destinato a interventi per lo sviluppo dell’educazione e il 7,3% per garantire servizi per la salute. Circa 9 miliardi saranno destinati alle infrastrutture.
 
Il fronte internazionale
Si intensificano i rapporti tra gli Emirati Arabi Uniti e le organizzazioni internazionali. Di recente, il ministro delle Finanze ha incontrato una delegazione del Global Forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni fiscali dell’Ocse.  La visita della delegazione Ocse rientra nella seconda fase del processo di revisione a cui il Paese è sottoposto per verificare lo stato di adesione alle regole internazionali sulla trasparenza. Il monitoraggio da parte del Global Forum è cominciato nel settembre scorso dopo la compilazione del questionario Ocse, in base al quale gli Emirati Arabi sono stati valutati in linea con gli standard internazionali. Il Governo di Abu Dhabi ha fatto notevoli passi avanti in quest’ambito: ha firmato 115 convenzioni contro le doppie imposizioni secondo gli standard Ocse, 8 accordi nell’ambito del Multilaterale framework Agreement (Mac) e 14 Memorandum di intesa sullo scambio di informazioni fiscali con le più importanti Amministrazioni nazionali. Dopo la visita, l’esito definitivo della valutazione sarà annunciato in occasione della riunione del Peer review Group del Global forum sulla Trasparenza e lo scambio di informazioni che si terrà nel prossimo mese di settembre.
 

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