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Dal mondo

Entrate 2012: per Irlanda un plus,
segno meno per Spagna e Portogallo

In rete il tradizionale Report del Df che illustra, nel dettaglio, l'andamento del gettito dei principali Paesi Ue

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L'Irlanda continua a crescere a ritmi sostenuti mentre Germania e Francia seguono ma ad andamento moderato. Sostanzialmente stabile il Regno Unito mentre Spagna e Portogallo continuano ad esibire tassi di variazione negativi anche se proprio la Spagna presenta evidenti segnali di recupero. É la fotografia dell'ultima istantanea scattata sulle entrate tributarie di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Gli ultimi dati sono stati pubblicati oggi nel bollettino delle entrate tributarie internazionali sul sito del Dipartimento delle Finanze e relativi al primi cinque mesi del 2012.


Il tendenziale delle entrate tributarie
In termini di entrate tributarie la forbice di variazione che divide la Spagna, il Paese con la minore crescita (-4,9%), e quello con la crescita più elevata (Irlanda, +12,5%) ha toccato la quota di diciassette punti percentuali. L'Irlanda, come nel precedente bollettino relativo al trimestre, mantiene salda la posizione di testa facendo registrare un +12,5% seguita dal +3,6% della Germania e dal +2% della Francia. La Spagna, pur avendo registrato il tasso di variazione tendenziale più basso (-4,9%) evidenzia, però, rispetto al dato registrato in gennaio (-12,9%) un tendenziale recupero. Negativo rimane il Portogallo con un -3,5%. L'Irlanda, tra i Paesi oggetto di rilevazione, presenta il tasso di crescita più elevato e, anche se in calo rispetto al dato di gennaio (-4,5%), il valore è in lieve crescita rispetto al valore di aprile (+0.1%). Le misure introdotte con leggi di bilancio 2012, rileva il bollettino, hanno esercitato positivi effetti sull'andamento del gettito della maggior parte dei Paesi osservati. Su Spagna e Portogallo, invece, l'indebolimento della domanda interna e della produzione industriale ha contribuito a limitare l'effetto esercitato dalle singole manovre economiche.

Il gettito dell'Iva
A livello generale il bollettino evidenzia la forte oscillazione del tasso di variazione dell'Iva, che passa dal -10,1% della Spagna al +3,8 della Germania con una forbice di 13,9 punti percentuali. Nel periodo preso in considerazione, la Germania presenta un tasso di crescita del gettito Iva valutato nell'ordine del 3,8% seguito dal + 3% del Regno Unito, dal +2,3% dell'Irlanda e dall'1,3% della Francia. Tassi di variazione negativi si registrano invece per Spagna (-10,1%) e Portogallo (-2,8%). Rispetto ad aprile poi i tassi di crescita sono in calo in tutti i Paesi esaminati con la sola eccezione del Portogallo e Regno Unito. Nel primo caso, rispetto al mese scorso, il recupero è di 0,7 punti percentuali e, nel secondo caso, di 0,4.

Irlanda: imposte sul reddito, società e Iva tra i protagonisti
Un incremento di 1,6 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011, pari al +12,5%, è il dato che emerge dall'analisi del gettito tributario del periodo gennaio-maggio che ha raggiunto la quota di 14,4 miliardi di euro. Il differenziale tra gettito effettivo e gettito previsto è di 0,4 miliardi di euro (+2,8%) a cui hanno contribuito le imposte sul reddito (+182 milioni di euro, +3,1%), l'imposta sui redditi societari (+166 milioni di euro, +17,8%), il gettito da Iva (34 milioni di euro, +0,7%) mentre il gettito delle accise è in flessione rispetto alle previsioni.

Previsioni al ribasso in Francia
Nel periodo di riferimento le entrate tributarie, al netto di rimborsi e sgravi, hanno raggiunto la quota di 105,7 miliardi di euro contro i 103,6 del 2011. Le previsioni dell'imposta sulle società e dell'Iva hanno subito una revisione al ribasso, pari a 2,4 e 1,4 miliardi di euro, in base a quanto indicato nel disegno di legge di bilancio suppletivo del 4 luglio.

La Germania: riflettori su imposta sui salari, redditi d'impresa e Iva
In termini mensili le entrate tributarie di maggio registrano una flessione valutata nell'ordine del 4,3% se rapportata allo stesso periodo dello scorso anno. Un segno negativo che fa il paio con quello del luglio 2010 (-0,9%). Sul calo del gettito, ricordano i tecnici, ha influito l'introduzione di una nuova procedura di riscossione delle imposte sui dividendi. Quanto poi alla variazione di periodo si passa dal 5,7% del periodo gennaio-aprile al +3,6% di gennaio-maggio. Tra i protagonisti spiccano: l'imposta sui salari che cresce del 5% rispetto allo stesso periodo del 2011 anche se in attenuazione se rapportata alla variazione registrata nei primi cinque mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010 (+9,5%); l'imposta sui redditi d'impresa che raggiunge quota 76 milioni di euro contro i 12 milioni "raggranellati" nel maggio 2011. Ammontano a 5,2 miliardi di euro le entrate nei primi cinque mesi dell'anno contro gli 1.5 registrati nello spesso periodo del 2011. Cresce in maggio l'Iva rispetto allo stesso mese dello scorso anno (2,9%) per due motivi: andamento del prelievo sugli scambi interni (+0,7%) e prelievo sulle importazioni (+13,5%).

Il Portogallo tra aumento per imposte dirette e nuova flessione delle indirette
Diminuiscono del 3,5% le entrate tributarie nel periodo di riferimento rispetto allo stesso periodo del 2011. Un aumento è stato registrato nel settore delle imposte dirette (+0,3%) anche se in calo di 3 punti percentuali rispetto ad aprile mentre risulta ancora marcata la flessione di quelle indirette (5,9%). Nel dettaglio l'imposta sui redditi delle persone (IRS) ha registrato una crescita del 12,3% rispetto allo stesso periodo del 2011; l'imposta sui redditi delle società (IRC) diminuisce del 15,5% in termini tendenziali e appare in lieve recupero (0,1%) rispetto al valore fatto registrare in aprile
(-15,6%). Segnano poi il passo le imposte indirette che registrano una contrazione del 5,9% a causa dell'andamento Iva (-2,8%) che recupera 0,7 punti percentuali rispetto ad aprile (-3,5%). In diminuzione il gettito dell'imposta sui veicoli (-47,7%) e sui prodotti petroliferi (-8,4%).

La Spagna: in flessione le entrate Iva
Nuova flessione nel periodo gennaio-maggio del 4,9% che significa, rispetto al dato di aprile (-3,3%) una contrazione ulteriore di 1,6 punti percentuali. Le motivazioni connesse a due fattori di rilievo: le minori entrate derivanti dalle ritenute sugli interessi dei titoli di Stato; l'aumento dei rimborsi (+14,2%) in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto ad aprile (+11,5%). L'imposta personale sui redditi segna un lieve aumento (+0,8%) mentre l'andamento dell'imposta sulle imprese torna a essere negativo (-7,8%) con una flessione rispetto al periodo precedente (+2,6%) e dovuta, secondo le rilevazioni, all'effetto transitorio delle minori entrate delle ritenute sugli interessi dei titoli di Stato. In flessione nei primi cinque messi dell'anno (-10,1%) le entrate Iva in caduta ulteriore rispetto ad aprile (-8,2%). Un andamento provocato dall'aumento dei rimborsi nei primi cinque mesi dell'anno e dalla contrazione dell'Iva lorda. La flessione dell'Iva lorda nei cinque mesi dell'anno considerati, rispetto allo stesso periodo del 2011, è da attribuire alla riduzione dell'imposta versata dalle Pmi (-9,2%) e dalle grandi imprese (-6%).
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