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Dal mondo

Entrate di gennaio-febbraio.
Crescita diffusa, lieve calo in Francia

Focus sul primo bimestre dell’anno nel report del Dipartimento delle Finanze pubblicato oggi

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È online  il bollettino delle entrate tributarie internazionali relativo al primo bimestre 2022. Mettendo il grandangolo, l’andamento del gettito fiscale nei Paesi sotto il monitoraggio periodico del Dipartimento delle Finanze presenta un generalizzato incremento dei tassi di variazione rispetto al primo bimestre 2021, con la sola eccezione della Francia, che registra un lieve calo del 2%.
In particolare, il tasso di maggior crescita si è registrato in Portogallo (+23,4%), ma il trend delle entrate è positivo anche in Spagna (+21,4%), Irlanda (+20,4%, su cui il report sottolinea la continuità rispetto all’andamento globale del 2021 del 19,7%), Germania (+18,8%), Italia (+16,8%) e Regno Unito (+11,3%).
Il consueto zoom sul solo gettito Iva registra una situazione similare: un incremento del gettito si registra infatti in Portogallo (+40,1%), Germania (+37,8%), Italia (+29%), Irlanda (+26,8%), Spagna (+20,5%) e Regno Unito (+18,4%), mentre in Francia si registra una flessione, in misura più pronunciata rispetto al piano complessivo (-21,3%).

Focus Paese per Paese, partendo dalla Francia
Come per ogni bollettino, il report del secondo bimestre 2022 presenta informazioni di dettaglio per ogni singolo Paese sotto osservazione. Per quanto riguarda la Francia, il rapporto rileva che le entrate tributarie di gennaio-febbraio, al netto dei rimborsi e degli sgravi fiscali, mostrano una riduzione di 0,8 miliardi di euro rispetto all’analogo periodo del 2021 (-2%). Tra le imposte dirette sono positive sia la dinamica dell’imposta sui redditi da lavoro (+15,4%), sia la dinamica dell’imposta sulle società, mentre tra le imposte indirette, oltre all’andamento negativo dell’Iva, si riporta la crescita dell’imposta sui prodotti energetici (+1,8%).

La situazione per Germania e Irlanda
In Germania all’aumento delle entrate tributarie (al netto delle imposte locali) del +18,8% ha contribuito il maggior afflusso dell’imposta sui salari (+9,5%), mentre sono risultate in diminuzione le entrate dell’imposta sulle società (-31,4%). Oltre al +37,8% dell'Iva, tra le altre imposte indirette il report segnala la crescita dell’accisa sui prodotti alcolici (+46,2%), dell’imposta sull’energia elettrica (+13,6%) e dell’imposta sulle assicurazioni (+4,7%), mentre è negativo l’andamento del gettito dell’imposta sui motoveicoli (-1,5%) e quello dell’imposta speciale sul tabacco (-12,1%).
Le entrate tributarie in Irlanda sono cresciute del 20,4% rispetto all’analogo periodo del 2021, per effetto dell’andamento positivo del gettito delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+16,8%), mentre sono in diminuzione le entrate dell'imposta sulle società (-14%). Tra le imposte indirette crescono, oltre l’Iva (+26,8%), l’imposta di bollo (+23,2%) e le accise (4,9%).

La crescita per Portogallo, Regno Unito e Spagna
L’incremento del 23,4% registrato dal gettito tributario del Portogallo deriva dall’andamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+6,6%) e di quello dell’imposta sui redditi delle società. Crescono inoltre l'Iva (+40,1%), l'imposta sui prodotti alcolici (+37,1%), l’imposta di bollo (+21,4%), le accise sui prodotti petroliferi ed energetici (+16,7%), le accise sul tabacco (+9,4%) e l’imposta sui veicoli (+7,4%).
Per quanto riguarda il Regno Unito, il +11,3% delle entrate nei primi due mesi del 2022 riflette l’andamento positivo sia del gettito delle imposte dirette (+7,2%) sia del gettito delle imposte indirette (+18,9%). Chiude la carrellata del report la Spagna, in cui le entrate tributarie hanno mostrato una crescita del 21,4%, grazie al risultato positivo delle imposte dirette (+23,8%) e delle imposte indirette (+20%). In particolare, si registra un incremento per l’imposta sulle persone fisiche (+9,4%) e per l’imposta sulle società (+39,9%). Positivo anche il risultato dell’Iva (20,5%) e, tra le altre imposte indirette, delle imposte sugli idrocarburi (+20,2%), delle imposte speciali sul tabacco (+4,1%), delle accise sui prodotti alcolici (+53,4%) e delle accise sulla birra (+22,7%). Si riduce infine l’imposta sull’energia elettrica (-84,4%).

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