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Dal mondo

Entrate tributarie, da gennaio a luglio
miglior crescita per Irlanda e Portogallo

La repubblica irlandese segna un aumento del gettito pari al 7,6%, mentre lo Stato lusitano si attesta a un +6,3%

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Nel periodo da gennaio a luglio 2019 le entrate tributarie tra i Paesi europei hanno mantenuto la consueta variabilità, distribuendosi una scala che va dal segno negativo del gettito della Francia (-14%) a quello positivo delle entrate in Irlanda (+7,6%) rispetto allo stesso periodo del 2018. I dati sono contenuti nell’ultimo Bollettino delle entrate tributarie internazionali, pubblicazione a cura del Dipartimento delle Finanze che ogni mese effettua l’analisi comparata del gettito fiscale di alcuni Paesi europei. A parte l’andamento negativo della Francia, nel periodo preso in considerazione questo mese, da gennaio a luglio 2019, risultano in crescita le entrate di tutti gli altri Paesi analizzati, Portogallo (+6,3%), Regno Unito (+3,7%), Germania (+2,3%), Spagna (+2,1%) e Italia (+0,5%). Il bollettino contiene inoltre un approfondimento sulla tassazione delle rendite finanziarie nel Regno Unito e il confronto  dell’andamento tendenziale di alcune variabili macroeconomiche (tra cui Pil, tasso di inflazione, livello dei consumi finali) degli stessi Paesi.

I trend migliori: Irlanda e Portogallo
Il segno positivo del +7,6% delle entrate irlandesi riflette i trend rilevati per le imposte sui redditi delle persone fisiche (+6,7%) l'imposta sulle società (+10,2%) e l’Imposta sul valore aggiunto (+6,1%). Tra le imposte indirette, un incremento tendenziale per le accise (+14,3%), mentre è negativo l’andamento dell’imposta di bollo (-2%). Positivo anche il gettito tributario del Portogallo, che segna una crescita del 6,3%, in cui confluiscono la crescita dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+0,5%), dell’imposta sui redditi delle società (+7,4%) e dell’Iva (+8,9%). Crescono le altre imposte indirette, mentre sono in flessione le accise sui prodotti alcolici (-0,7%) e l’imposta sui veicoli (-2,2%).

L’andamento del gettito negli altri Paesi
Per quanto riguarda il Regno Unito, al +3,7% riscontrato nei primi sette mesi dell’anno hanno contribuito il gettito delle imposte dirette (+5,2%), delle imposte indirette (+2,5%) e anche dell’Imposta sul valore aggiunto (+4,1%).
In Germania, l’incremento delle entrate tributarie (al netto delle imposte locali) riscontrato rispetto ai primi sette mesi dello scorso anno (+2,3%) deriva in particolare dall’andamento positivo dell’imposta sui salari (+5,7%) e dell’Imposta sul valore aggiunto (+3,1%). Negativi invece il trend dell’Imposta sulle società (-5,3%) e di alcune imposte indirette, come l’imposta sull’energia elettrica (-5,3).
In Spagna, la variazione delle entrate tributarie è stata positiva  (+2,1%), grazie al risultato positivo sia delle imposte dirette (+1,5%) e delle imposte indirette (+2,6%). Per quanto riguarda le imposte dirette, in particolare, si registra l’incremento dell’imposta sulle persone fisiche (+4,6%) e un decremento dell’imposta sulle società (-13,9%).
La Francia, infine, presenta anche questo mese un trend negativo, al netto dei rimborsi e degli sgravi fiscali, per circa 24,3 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-14%). In particolare, variazione negativa per l’imposta sui redditi da lavoro (-32,7%) e l’Iva (-15,7%), mentre è in crescita il gettito dell’imposta sulle società (+5,2%). Tra le imposte indirette, si registra la flessione del gettito dell’accisa sui consumi dei prodotti energetici, pari a circa 130 milioni di euro rispetto ai primi sette mesi del 2018 (-2%).

Focus sul gettito Iva
Analogamente a quanto già riscontrato nell’andamento delle entrate erariali complessive, anche il gettito Iva del periodo gennaio-luglio 2019 al confronto con l’anno scorso appare in crescita in quasi tutti i Paesi europei analizzati, con l’unica flessione per la Francia (-15,7%). Si riscontra infatti un incremento per Portogallo (+8,9%), Irlanda (+6,1%), Regno Unito(+4,1%), Germania (+3,1%), Italia (+3,1%) e Spagna (+1,9%).

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