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Dal mondo

Entrate tributarie internazionali.
Gennaio-agosto, flessione diffusa

L’effetto pandemia continua a riflettersi sull’andamento del gettito fiscale dei Paesi europei osservati

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“La fase di recessione provocata dalla pandemia in Europa impatta inevitabilmente sulle entrate di ogni Paese”. È la considerazione generale contenuta nel bollettino n. 139 delle Entrate tributarie internazionali a cura del Dipartimento delle Finanze, che ricalca le conclusioni già presenti nella rilevazione del mese scorso. In questo numero, la valutazione riguarda i primi otto mesi del 2020 in rapporto allo stesso periodo del 2019 e si basa, come di consueto, sull’analisi dei trend del gettito fiscale incassato da Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. La fotografia restituisce percentuali negative per tutti i Paesi considerati, anche se va tenuto conto che per alleggerire l’impatto sulle fasce produttive più penalizzate, come sottolinea il report, in questi mesi diversi governi hanno riconosciuto sospensioni d’imposta. Passando ai trend, si va dalla diminuzione più contenuta dell’Irlanda (-2,3%) alla peggiore variazione tendenziale (-10,3%) per la Spagna. All’interno della forbice si posizionano tutti gli altri Paesi: Germania (-7,3%) e Portogallo (-7,8%) presentano una ripresa rispetto al mese precedente, in particolare il Portogallo, grazie alla ripresa del mese di agosto (+33%). Negativi anche Francia (-9,7%) e Regno Unito (-10,1%).

Il quadro Iva
Flessione per tutti i Paesi considerati anche analizzando il solo gettito Iva. Da gennaio ad agosto 2020 la Germania registra la riduzione minore (-8,6%), seguono Portogallo (-11,2%), Regno Unito (- 14,9%), Spagna (-15,1%), Francia (-15,2%), Italia (-15,6%) e Irlanda (-21,3%). Anche per l’Iva la riflessione di fondo è comune per tutti e riguarda l’effetto pandemia: “la riduzione generalizzata dei consumi registrata in particolare nei mesi primaverili del 2020 – specifica il bollettino - ha avuto riflessi sui tassi di variazione tendenziale del gettito dell’Iva”. Le variazioni tra i Paesi analizzati risultano essere più omogenee rispetto al passato, con il punto massimo di 12,7 punti percentuali tra la flessione registrata in Irlanda (-21,3%) e quella osservata in Germania (-8,6%). Negativo il tendenziale della Francia (-15,2%), che però era negativo anche nel 2019, mentre a fine 2019 gli altri Paesi registravano per l’Iva tassi di crescita positivi.

La flessione più leggera dell’Irlanda
In Irlanda le entrate tributarie nel periodo gennaio-agosto 2020 sono diminuite con una percentuale inferiore rispetto agli altri Paesi considerati. Il risultato del -2,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 deriva dall’andamento negativo delle imposte sui redditi delle persone fisiche (-1,4%) e soprattutto dell’Iva (-21,3%) e delle accise (-14,8%). Sono risultate in crescita, invece, l’imposta sulle società (+31,5%) e l’imposta di bollo (+1%).

Il segno meno di Francia e Germania
Come di consueto, la Documentation budgétaire fornita dal Ministère de l'Action et des Comptes publics fornisce anche la misura in termini assoluti dell’andamento delle entrate tributarie francesi, che da gennaio ad agosto hanno mostrato una contrazione, al netto dei rimborsi e degli sgravi fiscali, di circa 16,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-9,7%). Si tratta dell’effetto dell’andamento negativo del gettito Iva (-15,2%) e delle imposte sui redditi (-8%). L’imposta sulle società, invece, è più che raddoppiata rispetto ad agosto 2019. Tra le imposte indirette è diminuito l’incasso per l’accisa sui consumi dei prodotti energetici di circa 2,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2019 (-30,8%). Per quanto riguarda la Germania, si registra una flessione delle entrate tributarie (al netto delle imposte locali) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del -7,3%. Al suo interno confluiscono l’andamento negativo dell’Iva (-8,6%), dell’imposta sulle società (-38,8%) e dell’imposta sui salari (-7,3%). Tra le imposte indirette si registra la variazione positiva del gettito dell’imposta sulle assicurazioni (+2,7%), dell’imposta speciale sul tabacco (+3,4%) e dell’imposta sui motoveicoli (+0,1%); in diminuzione, invece, il gettito dell’imposta sull’energia elettrica (-1,4%) e l ’accisa sui prodotti alcolici (-5%).

I trend di Spagna, Portogallo e Regno Unito
Le entrate tributarie spagnole, il trend più negativo tra quelli analizzati dal report, mostrano un decremento tendenziale del 10,3%, dovuto alla contrazione sia del gettito delle imposte dirette (-6%) sia di quello delle imposte indirette (-14,3%). In particolare si registra una decrescita per l’imposta sulle persone fisiche (-0,5%), per l’Iva (-15,1%) e per l’imposta sulle società. Tra le altre imposte indirette, il bollettino riporta la riduzione del gettito delle imposte sugli idrocarburi (-17,8%), delle imposte sugli altri prodotti alcolici (-18,6%), delle accise sulla birra (- 11,1%) e delle imposte speciali sul tabacco (-0,7%). In Portogallo il gettito tributario ha segnato una decrescita del 7,8%, per effetto dell’andamento negativo dell’imposta sui redditi delle società (-18,8%) e dell’Iva (- 11,2%), mentre in lieve crescita è risultato il gettito dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+2,2%). Tra le imposte indirette in diminuzione le accise sui prodotti petroliferi ed energetici (-17,6%), l’imposta sui veicoli (-44,5%), le imposte sui prodotti alcolici (-10,6%) e l’imposta di bollo (-3,3%). Segno più, invece, le accise sul tabacco (+2,8%). Infine, sulla tendenza registrata dal Regno Unito (-10,1%) si evidenzia l’andamento negativo sia del gettito delle imposte dirette (-7,6%) che di quello delle imposte indirette (-12,8%). In particolare si segnala una contrazione del gettito Iva (-14,9%).

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