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Dal mondo

Entrate tributarie internazionali.
Da gennaio a ottobre il trend è positivo

La forbice riscontrata nei primi 10 mesi dell’anno va dal +19,6% registrato in Irlanda al +4,5% del Portogallo

dati primi 5 mesi2020

È online sul sito del Dipartimento delle Finanze il “Bollettino delle Entrate Tributarie Internazionali” dedicato al periodo gennaio-ottobre 2021. Il report fotografa l’andamento del gettito in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna, sulla base dei bollettini mensili pubblicati dalle Amministrazioni fiscali coinvolte. Il primo dato che emerge dalla lettura del rapporto è relativo alla crescita generalizzata avvenuta nei primi dieci mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2020.
 
Come crescono le entrate oltre la Manica
In Irlanda il gettito tributario è aumentato del +19,6%, registrando la miglior performance del gruppo di Stati rispetto allo stesso periodo del 2020. La crescita complessiva è legata all’andamento positivo del gettito delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+21,5%), dell'imposta sulle società (+24,6%) e dell’imposta sul valore aggiunto (+24,3%). Nel Regno Unito il gettito generale segna un incremento tendenziale pari al +13,1%, confermando una crescita che va avanti dal mese di luglio 2021. Anche Londra aveva dalla sua l’andamento positivo del gettito sia nell’ambito delle imposte dirette (+16,3%) che in quello delle imposte indirette (+10,8%).

Alcune cause della ripresa nell’Europa continentale
Nel report si legge che il tasso di crescita registrato in Francia (+10,5%) è legato a filo doppio alle numerose misure di riforma fiscale collegate al programma di transizione energetica (quasi la metà delle maggiori entrate, infatti, è attribuibile alla crescita della taxe intérieure de consommation sur les produits énergétiques). Per la Germania la crescita è stata graduale e costante (+9,8%). Da gennaio, infatti, la ripresa tedesca non ha mai rallentato. Questo risultato è stato prodotto dall’andamento positivo dell’imposta sulle società (+76,2%) e da quello dell’imposta sui salari (+3,9%).

I due Stati della penisola iberica
A Madrid le entrate tributarie hanno mostrato un incremento del +16,3%, in seguito al risultato positivo delle imposte dirette (+18,7%) e delle imposte indirette (+13,2%). In particolare, in Spagna si è registrato un incremento sia per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (+8,8%) sia per l’imposta sul reddito delle società. Positivo il risultato dell’Iva spagnola (14,1%), delle imposte sugli idrocarburi (+10,6%), dell’imposta sull’energia elettrica (+1,6%), delle accise sui prodotti alcolici (+4,1%), e delle imposte speciali sul tabacco (+1,0%). In coda al gruppo si piazza il Portogallo, che evidenzia il peggior trend di crescita del periodo (+4,5%). La crescita è stata ridotta anche causa della flessione registrata dall’imposta sui redditi delle società (-5,5%), dalle accise sul tabacco (-2,7%) e dall’imposta sui veicoli (-3,3%). Sono cresciute invece l’Iva (+6,4%), l’imposta di bollo (+9,6%) e le accise sui prodotti petroliferi ed energetici (+5,9%). In Italia, infine, il gettito tributario ha mostrato una crescita del +12,0% rispetto allo stesso periodo del 2020. 

Focus sull’Iva
Nei primi dieci mesi del 2021 il gettito Iva non è stato omogeneo nei 7 Paesi considerati. Infatti i dati relativi a questo tributo hanno fatto registrare una flessione per la Francia (-15,1%) e un incremento per gli altri Paesi. Nel dettaglio, la crescita maggiore si è registrata in Irlanda (+24,3%), Italia (+22,3%), Spagna (+14,1%). A seguire gli andamenti di Germania (+11,9%), Regno Unito (+10,2%) e Portogallo (+6,4%). Per l’Irlanda la crescita (più accentuata rispetto agli altri Paesi, +24,3%) è in qualche misura legata alla decrescita dello scorso anno (-17,8%). Diversa la situazione dell’Italia, dove la forte crescita (+22,3%) non proveniva da una altrettanto forte flessione del 2020 (il trend era infatti pari al -5,3%). In generale si nota che la Spagna (+14,1%), la Germania (+11,9%) e il Regno Unito (+10,2%) hanno registrato risultati notevolmente.   migliori rispetto ai primi dieci mesi del 2020, specie se paragonati alla timida crescita delle entrate Iva del Portogallo (+6,4%). Unico tra i Paesi europei presi in esame a mostrare una variazione tendenziale negativa è la Francia (-15,1%), che ottiene un risultato in peggioramento rispetto ai dati raccolti fino alla primavera del 2021, sembrerebbe a causa dei trasferimenti agli enti locali compensativi di altre imposte abolite.

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