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Dal mondo

Entrate tributarie internazionali.
I risultati dei primi 10 mesi del 2019

Crescita confermata per Irlanda, Portogallo, Regno Unito, Germania e Spagna, mentre si mantiene negativo il trend delle entrate francesi

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Nuovo aggiornamento per l’analisi comparata delle entrate tributarie di alcuni Paesi europei effettuata mensilmente dal Dipartimento delle Finanze. L’ultimo bollettino delle entrate tributarie internazionali, pubblicato oggi, copre il periodo da gennaio a ottobre di quest’anno e conferma i trend riscontrati nei mesi scorsi. In comparazione con lo stesso periodo del 2018, cresce soprattutto il gettito fiscale dell’Irlanda (+6,7%), seguito da quello di Portogallo (+3,5%), Regno Unito (+3,2%), Germania (+3%), Italia (+1,5%) e Spagna (+0,8%). Nuovamente negativo il dato della Francia (-7,7%), anche se in misura più lieve rispetto all’ultima rilevazione, quella del periodo gennaio-settembre, in cui la percentuale di decrescita era -9,3%.

L’andamento dell’Imposta sul valore aggiunto
Nei primi dieci mesi del 2019 il gettito Iva dei Paesi oggetto di osservazione rispecchia gli andamenti riscontrati a livello generale. Si parte infatti con la crescita maggiore nuovamente riguardante l’Irlanda (+6,3%), a cui seguono Portogallo (+6,1%), Regno Unito (+4,1%), Germania (+3,5%), Italia (+2,8%) e Spagna (+1,9%). Si accentua, fino a più che raddoppiare rispetto al trend delle entrate complessive, la percentuale negativa del gettito Iva francese (-16,6%).

Focus Paese per Paese: Irlanda e Francia
Dal confronto con le entrate dei primi dieci mesi del 2018, emerge una differente tendenza, tra Irlanda e Francia, di oltre 14 punti percentuali. Per quanto riguarda l’Irlanda, nella crescita complessiva del +6,7% rispetto al 2018 confluiscono l’andamento positivo del gettito derivante dalle imposte sui redditi delle persone fisiche (+8,1%), dall’imposta sul reddito delle società (+2,2%) e dall’Imposta sul valore aggiunto (+6,3%). Positivi, tra le imposte indirette, anche i trend di accise (+10,8%) e imposta di bollo (+3,8%). Nel risultato francese, invece, influiscono i segni negativi riscontrati nell’andamento dell’imposta sui redditi da lavoro (-13%),  dell’IVA (-16,6%) e, tra le imposte indirette, dell’accisa sui consumi dei prodotti energetici (-7,7%). Positivo invece il dato dell’imposta sui redditi societari (+27,3%).

Focus Paese per Paese: le posizioni intermedie
Per quanto riguarda i Paesi collocati in posizioni intermedie, il Portogallo segna un incremento del 3,5% delle entrate complessive cui contribuiscono l’effetto positivo delle entrate dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+1,6%), Iva (+6,1%), imposta di bollo (+7,3%), accise sui prodotti petroliferi ed energetici (+7,8%) e sul tabacco (+7,5%). Di segno opposto il risultato dell’imposta sui redditi delle società (-2,6%), le accise sui prodotti alcolici (-3,1%) e l’imposta sui veicoli (-4,3%).
Nel Regno Unito, le entrate tributarie segnano un aumento rispetto a gennaio-ottobre 2018 (+3,2%), mostrando – rileva il bollettino - un’accelerazione della dinamica osservata negli ultimi anni. Positivi sia il gettito delle imposte dirette (+4,6%) sia quello delle imposte indirette (+2,2%).
In Germania si registra un incremento tendenziale delle entrate tributarie al netto delle imposte locali pari a un +3%, che riflette il trend dell’imposta sui salari (+5,7%) e dell’Iva (+3,5%). Negativo, invece, il risultato dell’imposta sulle società (-4,1%) e negativa anche la variazione del gettito derivante da alcune imposte indirette come l’imposta sull’energia elettrica (-4,4%) e l’accisa sui prodotti alcolici (-0,5%). Positivo il gettito dell’imposta speciale sul tabacco (+1,5%), dell’imposta sulle assicurazioni (+2,5%) e sui motoveicoli (+3,6%).
Per quanto riguarda la Spagna, infine, le entrate tributarie crescono dello 0,8%, legato al risultato negativo delle imposte dirette (-0,7%) e a quello positivo delle imposte indirette (+2,5%). Tra i dati evidenziati, l’incremento per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (+4,6%) e il decremento della corporate tax spagnola (-11,6%). Oltre all’aumento degli incassi Iva (+1,9%), vengono segnalati la crescita del gettito delle imposte sugli idrocarburi (+9,5%), delle imposte speciali sul tabacco (+0,6%) e delle accise sulla birra (+4,1%). Negativa, per finire, la variazione delle imposte sugli altri prodotti alcolici (-4,2%).

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