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Dal mondo

Le entrate tributarie internazionali
segnano un maggio di continuità

Nei primi cinque mesi del 2019 si confermano gli andamenti registrati da inizio anno, con una crescita diffusa del gettito ad eccezione della Francia che segna una flessione del 16,7%

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Nei primi cinque mesi del 2019 le entrate tributarie europee, analizzate mese per mese dal Dipartimento delle Finanze, mantengono le rotte già tracciate nei mesi scorsi: secondo quanto emerge dal bollettino delle entrate tributarie internazionali relativo al mese di maggio, infatti, la Francia continua la sua flessione iniziata da diversi mesi, con un -16,7% del gettito rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno, mentre sono a segno positivo le entrate di Portogallo (+9,8%) Irlanda (+5,7%), Regno Unito (+4,7%), Germania (+1,9%), Italia (+1,3%) e Spagna (+0,4%). Il bollettino fornisce inoltre un’analisi comparata dei principali indicatori macroeconomici (tra cui Pil, tasso di inflazione, tasso di disoccupazione) degli stessi Paesi e un approfondimento sulla politica fiscale attuata dai Paesi Ue, questo mese dedicato alla tassazione delle rendite finanziarie in Francia.

Portogallo sempre in testa, seguito da Irlanda e Regno Unito
Il confronto tra i primi cinque mesi del 2019 e lo stesso periodo dell’anno scorso vede il Portogallo in testa come crescita più ingente delle entrate erariali, con un +9,8%  frutto dell’andamento positivo delle entrate sia dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+7,5%) sia dell’imposta sui redditi delle società (+10,9%). Positivo anche il trend del gettito Iva (+9,1%) e delle altre imposte indirette, in particolare l’imposta di bollo (+10,4%), le accise sui prodotti petroliferi ed energetici (+14%) e quelle sul tabacco (+34,5%). Al Portogallo segue l’Irlanda (+5,7%): l’andamento delle entrate irlandesi deriva dal segno positivo sia delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+7,8%) sia dell’Iva (+5,7%). Negativo, invece, il risultato dell'imposta sulle società (-13,2%). Segna un +4,7% il Regno Unito, a cui contribuiscono sia il gettito delle imposte dirette (+6,3%) sia delle imposte indirette (+3,1%). In particolare, si segnala un incremento del gettito Iva (+4,5%).

In coda Germania, Spagna e Francia
Nei primi cinque mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018 il gettito tributario della Germania presenta un lieve incremento (+1,9%). All’interno di questa tendenza si collocano l’andamento positivo dell’imposta sui salari (+5,7%) e quello dell’Iva (+3,6%). Negativo, invece, il risultato dell’imposta sulle società (-14,7%). Negativa anche la variazione del gettito derivante da altre imposte indirette come l’imposta sull’energia elettrica (-4,9%) e l’accisa sui prodotti alcolici (-3,2%). Variazione positiva più moderata per la Spagna (+0,4%), un incremento legato al risultato negativo delle imposte dirette (-0,7%) e a quello positivo delle imposte indirette (+1,3%). Sul fronte delle imposte dirette, si registra un incremento per l’imposta sulle persone fisiche (+3,7%), ma è di segno opposto l’andamento dell’imposta sulle società (-30,7%). Stabile il gettito Iva (+0,2%), mentre tra le altre imposte indirette, crescono le accise sulla birra (+4,3%), le imposte sugli idrocarburi(+8,6%) e le imposte speciali sul tabacco (+2,9%). Variazione negativa per il gettito delle imposte sui prodotti alcolici (-5,7%).
Infine, risulta in decrescita il gettito tributario della Francia (-16,7%), cui corrisponde una flessione in termini assoluti di 11,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno. Tra le cause di questo andamento negativo, il trend dell’imposta sui redditi da lavoro (-37,1%), delle imposte sulle società (-43,4%) e dell’Iva (-13,1%). Per quanto riguarda le imposte indirette, si registra il calo del gettito dell’accisa sui consumi dei prodotti energetici di circa 60 milioni di euro rispetto al medesimo periodo del 2018 (-1,3%).
 

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