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Dal mondo

Entrate tributarie internazionali.
Segno più da gennaio a settembre

Cresce il gettito fiscale in molti Paesi europei come effetto dell’inflazione

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Da gennaio a settembre le entrate tributarie sono cresciute in tutti i Paesi europei monitorati mensilmente dal Dipartimento delle Finanze. L’ultimo bollettino dedicato alle entrate tributarie internazionali, pubblicato oggi, riporta infatti un tasso di crescita compreso tra il 9,7% e il 26,2% nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021, in conseguenza, spiega il report, dell’inflazione crescente riscontrata dall’economia europea negli ultimi mesi. L’incremento maggiore del gettito tributario è stato in Irlanda (+26,2%), più staccato il Portogallo (+20,9%), stabilmente oltre la media di crescita dei Paesi analizzati. Crescita anche nelle casse erariali di Spagna (+18,1%), Francia (+16,9%), Regno Unito (+13,8%), Italia (10,9%) e Germania (+9,7%).
Stessa tendenza di crescita diffusa anche per quanto riguarda l’andamento del gettito Iva: nuovamente il trend più positivo è per l’Irlanda (+22,9%), seguita da Portogallo (+20,7%), Spagna (+19,6%), Italia (+18%), Germania (+16,8%), Regno Unito (+16,1%) e Francia (+11,3%). L’altro elemento messo in luce dal report per quanto riguarda l’andamento del gettito Iva è una certa omogeneità tra i Paesi, visto che la forbice tra la crescita più bassa osservata in Francia (+11,3%) e quella più alta dell’Irlanda (+22,9%) è di soli 11,6 punti percentuali.

Gli approfondimenti dedicati a Francia, Germania e Irlanda
Rispetto alle entrate tributarie dei primi nove mesi del 2021, da gennaio a settembre di quest’anno sono affluiti nelle casse erariali della Francia circa 33 miliardi di euro in più (da circa 195 miliardi a 228 miliardi), al netto dei rimborsi e degli sgravi fiscali. Nel dettaglio, tra le imposte dirette è positiva sia la dinamica dell’imposta sui redditi da lavoro (+9%), sia soprattutto quella dell’imposta sulle società (+84,2%). Tra le imposte indirette si registra la crescita del gettito dell’Iva già evidenziato (+11,3%), mentre decresce l’imposta sui prodotti energetici (-4,3%).
Per quanto riguarda la Germania, all’aumento registrato nelle entrate tributarie al netto delle imposte locali, pari al 9,7%, hanno contribuito le maggiori entrate dell’imposta sui salari (+2,9%) e dell’imposta sulle società (+14,6%). Oltre all’Iva (+16,8%), è in crescita anche il gettito dell’accisa sui prodotti alcolici (+10,3%), dell’imposta sull’energia elettrica (+3,1%) e dell’imposta sulle assicurazioni (+4,6%), mentre, riporta il bollettino, sono negativi gli andamenti del gettito dell’imposta speciale sul tabacco (-5%) e dell’imposta sui motoveicoli (-0,9%).
La crescita più rilevante in termini percentuali, come già evidenziato, si è verificata in Irlanda, con un +26,2% rispetto al periodo gennaio-settembre 2021 derivante, in particolare, dall’andamento positivo del gettito delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+15,9%), dell'imposta sulle società (+71,7%) e dell’Iva (+22,9%). In crescita anche l’entrata da imposta di bollo (+17,7%), mentre decresce il gettito delle accise (-2,1%).

Le entrate tributarie di Portogallo, Regno Unito e Spagna nel dettaglio
Sull’incremento del 20,9% delle entrate tributarie in Portogallo, il bollettino del Dipartimento delle Finanze evidenzia l’andamento positivo sia dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+13,8%) sia di quello dell’imposta sui redditi delle società. Relativamente alle imposte indirette crescono l’Iva (+20,7%), l’imposta sui prodotti alcolici (+27,7%), l’imposta di bollo (+7,2%) e l’imposta sui veicoli (+3,2%), mentre decrescono le accise sui prodotti petroliferi ed energetici (-10,4%) e le accise sul tabacco (- 0,2%).
Nel Regno Unito le entrate tributarie hanno segnato un incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 del 13,8%, a cui ha contribuito la crescita del gettito delle imposte dirette (+12,4%) e imposte indirette (+16%). Tra quest’ultime, il bollettino riporta solo il dato dell’Iva (+16,1%).
Infine, anche per quanto riguarda la Spagna, l’incremento riscontrato delle entrate tributarie nel periodo gennaio – settembre 2022 (pari al 18,1%), deriva dal risultato positivo sia delle imposte dirette (+20%) sia delle imposte indirette (+16,5%). In particolare, tra le imposte dirette la crescita riguarda sia l’imposta sulle persone fisiche (+16,4%) sia l’imposta sulle società (+52,1%). Positivi anche, oltre al risultato dell’Iva (19,6%), il gettito delle imposte sugli idrocarburi (+7,9%), delle imposte speciali sul tabacco (+7,4%), delle accise sui prodotti alcolici (+43,6%) e delle accise sulla birra (+13,6%). Si riduce infine l’imposta sull’energia elettrica (-83,3%).

Un rapporto periodico ricco di dati
Il bollettino delle entrate tributarie internazionali riporta mensilmente l’analisi comparata dell’andamento delle entrate tributarie in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. La fonte delle informazioni è la serie di bollettini mensili pubblicati sui siti istituzionali delle Amministrazioni competenti. Insieme alle informazioni riguardanti l’andamento del gettito nel periodo gennaio-settembre 2022, per i Paesi considerati viene riportato anche l’andamento tendenziale di alcune variabili macroeconomiche, tra cui il Pil, il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione, il livello dei consumi finali e della spesa pubblica, l’andamento della produzione industriale e la variazione dello stock di debito pubblico in rapporto al PIL. I dati sono aggiornati con frequenza mensile o trimestrale sulla base dell’ultima release disponibile sul database di Eurostat.
 

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