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Dal mondo

Entrate Ue: Irlanda chiude in testa
e riparte, ma con affanno, nel 2016

È, in estrema sintesi, il dato che emerge dagli ultimi due bollettini delle entrate tributarie internazionali del Df

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Ancora una volta, come avvenuto per il 2014 e il primo mese del 2015, l’Irlanda “bissa” il risultato in modo sbalorditivo. E lo fa sempre a modo suo, con un balzo da tigre celtica per usare un termine che spesso identifica le sue prestazioni economiche. A caratterizzare lo slancio fiscal-finanziario sono il segno positivo a due cifre con cui chiude il 2015 sul versante del gettito tributario e un più contenuto segno positivo, ma a una sola cifra, con cui apre il 2016. Sono le novità di rilievo, anche se appaiono più come una conferma, che emergono dalla lettura dei bollettini del dipartimento delle Finanze sulle entrate tributarie internazionali, disponibili sul sito del Df. Il primo è il Rapporto riepilogativo 2015 relativo al periodo gennaio-dicembre e il secondo è il primo Rapporto 2016 relativo a gennaio.
 

Irlanda sempre in testa nel 2015
L’Irlanda mantiene la posizione di testa con il tasso di crescita più elevato e una variazione sostenuta dall’inizio dell’anno del 10,5%. Un risultato opposto a quello del Rapporto 2013 che aveva visto il Portogallo in cima alla speciale classifica con l’Irlanda nella posizione di coda. A dicembre rileva l’aumento delle entrate tributarie (+16,1%) connesso all’aumento dell’imposta sulle persone fisiche (28,8%) e sulle società (18,9%). Il gettito Iva, invece, registra una flessione del 43,2% cosi come l’imposta di bollo (24,8%) mentre in crescita è il gettito delle accise (6%).
 

Portogallo e Germania al secondo e terzo posto
Un differenziale di cinque e più punti percentuali dividono poi la posizione di testa dal secondo e terzo posto. Con un +5% il Portogallo, primo dietro l’Irlanda, fa registrare un tasso inferiore rispetto alla media dello scorso anno che riflette l’aumento del gettito delle imposte dirette (4%) e di quelle indirette (5,9%). La Germania, terza dietro il Portogallo, con un 4,6%, si colloca al di sopra della media dello scorso anno con un gettito in aumento di 27,2 mld di euro. Nel solo mese di dicembre rileva la crescita dell’1,8% delle entrate tributarie al netto delle imposte locali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
 

Chiudono la speciale classifica Regno Unito e Francia
Il gettito tributario del Regno Unito con un +4,3% evidenzia tassi di variazione superiori alla media osservata nel 2014. A fare il risultato è l’andamento positivo delle imposte sul reddito e sul patrimonio (+5,8) e dell’Iva (+3,3%). A chiudere la classifica è la Francia che con un +2,1% conferma il dato positivo dell’ultimo trimestre grazie all’andamento positivo dell’Iva e dell’imposta sui redditi da lavoro in linea con il risultato del 2014 mentre negativo è il risultato delle entrate dalle imposte sulle società (-5%).
 

Il gettito Iva e l’andamento tendenziale
La forbice di variazione che divide il Paese con la crescita più elevata (7,4%) e quello con la crescita più bassa (2,5%) è di 4,9 punti percentuali a testimonianza delle forti oscillazioni che dividono i vari Paesi. A fare l’andatura questa volta è il Portogallo (+7,4%) seguita a una spanna dalla immancabile Irlanda (+7,1%) e dalla Germania (+3,4%). Chiudono il Regno Unito (+3,3%) e la Francia (+2,5%).
 

Il 2016 sorride ancora una volta all’Irlanda
L’Irlanda a gennaio mantiene, già dal primo mese del 2016, saldamente la posizione di testa con un +7%. Positivo sin dal primo mese dell’anno è l’andamento del gettito dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (+8,6%), dell’Iva (+6,6%), ma appare negativo, dopo un trend positivo durato diciassette mesi, l’andamento dell’imposta sulle società (-51%). Il secondo posto di merito, anche a se a distanza, lo conquista la Germania (+3,7%) che continua a registrare una dinamica favorevole ma con un ritmo di crescita inferiore rispetto al 2015. Al terzo posto si porta il Regno Unito che fa registrare un incremento (+3,7%) comunque al di sotto della media del 2015. Chiudono la Francia, che con un +2,9% inverte la dinamica negativa del gettito e il Portogallo (+1,5%) che, dopo un 2015 caratterizzato da una crescita costante, evidenzia una marcata flessione delle imposte indirette (-6,7%).
 

L’andamento del gettito Iva
Tra i Paesi oggetto di rilevazione la Germania è in testa con un +9,3% seguita dalla Francia (+7,9%), Irlanda (+6,6%) e Regno Unito (+2,7%). A chiudere la classifica è il Portogallo che, con un –15,1%, mostra la prima flessione tendenziale da settembre 2013. Anche per il 2016 la forbice di variazione che divide il Paese con la crescita più elevata e quello con la crescita meno accentuata testimonia le forti oscillazioni che dividono i vari Paesi.

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