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Entrate Ue: per l’Irlanda 23 mesi
in testa e di nuovo al vertice

La notizia confermata dagli ultimi dati che sono stati pubblicati oggi sul sito del Def e relativi al primo bimestre

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Uno scenario che si ripete e un risultato che trova conferma. Sono, in estrema sintesi, le novità che emergono dalla lettura del secondo bollettino 2015, pubblicato sul sito del dipartimento delle Finanze, relativo al periodo gennaio-febbraio. Ancora una volta l’Irlanda è in testa alla speciale classifica per dati di gettito. Il trend positivo prosegue da ben 23 mesi e vede la ex tigre celtica di nuovo davanti a tutti e, in particolare anche per il bimestre gennaio-febbraio 2016, a Regno Unito e Germania. Sul fronte Iva, invece, è l’Italia a fare l’andatura seguita a ruota, ma a netta distanza, sempre dalla coppia germanica e britannica.


Irlanda: un successo che dura da 23 mesi consecutivi 
Nel segno dell’assoluta continuità, l’Irlanda registra il tasso di variazione più elevato a livello cumulato rispetto allo stesso periodo del 2015 (+7,1%). A garantire la prestazione è stato l’aumento dell’imposta sulle persone fisiche (8,7%) e sulle società (3,7%). Negativo appare invece l’andamento dell’Iva (-21,9%).  Da notare che il successo dell'Irlanda, secondo quanto indicato dal Rapporto del Def, dura da 23 mesi consecutivi e la nota curiosa è che proprio il 23 sia indicato dagli antichi cabalisti come un numero portatore di successo. Non è quindi da escludere che la serie di risultati positivi continui anche per quest'anno.

A seguire Regno Unito e Germania
Il Regno Unito conquista il secondo posto di merito (+4,9) con un tasso di variazione inferiore al risultato osservato lo scorso anno. A garantire la seconda performance di merito è l’andamento positivo delle imposte sul reddito e sul patrimonio (+4,4%) e dell’imposta sul valore aggiunto (+3,7%). La Germania conquista la medaglia di bronzo con una crescita tendenziale delle entrate del 4,3% che risulta inferiore al risultato dello scorso anno (+5%). In febbraio positivo è l’andamento dell’imposta sui salari (+3,5%) e dell’Iva (+2,1%). Straordinario e fortemente positivo l’andamento dell’imposta sui redditi delle società con un +102,5%.

Chiudono il gruppo Francia, Portogallo e Spagna
Le entrate tributarie della Francia (-0,2%) sono in linea con i risultati dello scorso anno dopo l’incremento osservato a gennaio (+2,9%). Sul risultato pesa l’andamento negativo dell’imposta sui redditi da lavoro (-1,4%) e delle imposte sulle società. Dopo dodici mesi di crescita costante, il Portogallo presenta un saldo negativo (-1,1%) a causa dell’aumento del gettito delle imposte dirette (+2,6%) e la variazione negativa delle imposte indirette (-3,6%). A chiudere il gruppo degli “inseguitori” è la Spagna che inverte il trend positivo (-1,4%) dopo due anni di crescita costante e che, secondo il Rapporto DEF, riduce su base cumulata il differenziale negativo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno dal -10,4 di gennaio al -1,4 di febbraio.

Italia prima davanti a tutti per gettito Iva
Sul fronte Iva non è l’Irlanda a fare l’andatura ma l’Italia che conquista il primo posto di merito con la crescita maggiore (+14%) e che supera il risultato già positivo osservato nel 2015. I dati sul fronte del gettito Iva evidenziano, per tutti i Paesi oggetto di rilevazione, tassi di variazione tendenziali positivi ad eccezione del Portogallo (-8,2%). Alle spalle dell’Italia si classifica, al secondo posto, la Germania (+5,2%) mentre il terzo posto se lo aggiudica il Regno Unito (+3,7%). Seguono, in ordine di risultato, l’Irlanda (+1,8%), la Spagna (+1,4%) e la Francia (+0,4%). Fanalino di coda è il Portogallo che chiude con un -8,2% e che, insieme a Irlanda, Spagna e Francia, mostra tassi di variazione al di sotto della media degli ultimi mesi del 2015.
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