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Dal mondo

Entrate Ue: la marcata variabilità
è il tratto distintivo del semestre

Pubblicato sul sito del Df il Rapporto sull’andamento del gettito tributario con risultati a confronto

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Se la "semestrale" sui dati di gettito dello scorso anno si era tinta di due colori, quello a tre bande verticali, verde, bianco e arancione dell’Irlanda, prima sul fronte delle entrate tributarie, e quello sempre a tre bande verticali ma di colore verde, bianco e rosso dell’Italia, prima sul fronte Iva, per il 2017 la principale caratteristica della rilevazione contenuta nel tradizionale bollettino pubblicato sul sito del Df è la marcata variabilità tra i Paesi. Un elemento che si riverbera anche sul 2017 e che, per la verità, ha rappresentato una costante delle rilevazioni statistiche degli ultimi anni.
 
La Spagna prima davanti a Regno Unito e Irlanda
Per quest’anno ad aggiudicarsi il palmares del miglior risultato di periodo, con una variazione positiva da inizio anno del 9%, è la Spagna. Una performance di tutto rispetto ottenuta grazie all’aumento delle imposte dirette (+12,2%) e indirette (+7%). Al secondo posto di merito si colloca il Regno Unito con un gettito tributario che registra una crescita costante (+5,3%) simile a quella media osservata nel 2016 e sulla quale hanno pesato gli effetti positivi esercitati dall’andamento delle imposte sul reddito e sul patrimonio (+7,4%) e dell’Iva (+3,4%). Medaglia di bronzo per l’Irlanda che, rispetto al 2016, si deve accontentare di un terzo posto di merito e di un incremento valutato nell’ordine del 4%. Per la ex tigre celtica più che positivo l’andamento dell’imposta sulle persone fisiche (+6,4%) e sulle società (+22,8%).
 
Chiudono il gruppo Francia, Germania e Portogallo
La Francia con un 3,9% si colloca immediatamente a ridosso delle prime tre posizioni di testa e conferma l’andamento positivo (+3,9%) registrato da febbraio di quest’anno grazie ai positivi risultati ottenuti sul fronte della tassazione societaria (+19,4%) e dell’Iva (+5,25) mentre non manifesta segni di ripresa l’andamento della tassazione sui redditi da lavoro (-1,9%). La Germania, al netto delle imposte locali, registra invece una dinamica simile a quella del Regno Unito e il +3% ottenuto nel periodo di rilevazione appare inferiore al tasso di crescita medio dello scorso anno che era stato del +4,7%. Positivi gli effetti esercitati a giugno dall’andamento dell’occupazione e dall’aumento degli stipendi legati al rinnovo dei contratti collettivi. Fanalino di coda il Portogallo che chiude con una flessione dell'1,2%.
 
La classifica per dati di gettito Iva
Anche per il 2016 la nota generale positiva è che tutti gli Stati, oggetto di osservazione, fanno registrare, per la prima delle risorse proprie del bilancio Ue, tassi di variazione tendenziali positivi. La forbice di variazione tra il più elevato risultato di merito, dell’Irlanda, e quello più contenuto, del Portogallo, è di 7,6 punti percentuali. Davanti a tutti spicca il risultato della ex tigre celtica, prima in classifica con un +11%, seguita dalla Spagna (+8,3%) e dall’Italia al terzo posto con un +4,6%. Completano il profilo del gettito Iva, la Germania (+4,3%), la Francia (+5,2%), il Regno Unito e il Portogallo idem ex aequo (+3,4%).
 
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