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Dal mondo

Entrate Ue: I quadrimestre 2018.
Quasi tutti i Paesi con segno +

La Francia registra invece una flessione (-1,5%). Focus sul cuneo fiscale sul lavoro dipendente nella Comunità

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Dal report del dipartimento delle Finanze dedicato all’analisi delle entrate tributarie internazionali e pubblicato oggi, emerge una significativa variabilità tra i Paesi nei primi quattro mesi del 2018, come già osservato nel corso del 2017. Le entrate fiscali di Portogallo, Irlanda, Regno Unito, Italia, Spagna e Germania continuano a registrare un andamento positivo, con l’eccezione della Francia che presenta una flessione tendenziale. Anche a livello di gettito Iva, i dati mostrano un incremento in tutti i Paesi.
 
La Spagna guida la classifica
Il Paese della penisola iberica mostra la migliore performance tra i Paesi analizzati con un incremento tendenziale complessivo delle entrate fiscali pari al 4,6%, dovuto alla crescita del gettito sia delle imposte dirette (+4,6%) sia delle indirette (+3,5%). In particolare, tra le altre imposte indirette si registra un incremento del gettito delle imposte sugli idrocarburi (+3,3%) e delle accise sulla birra (+7,9%).
Segue l’Irlanda che ottiene un 4,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, la Germania un +4%, l’Italia un +2,8% e il Regno Unito che registra un rallentamento della crescita del gettito con un +1,9% così come il Portogallo con un + 1,4 per cento.
In Francia, invece, le entrate tributarie segnano una flessione di circa 1,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-1,5%), nonostante le principali imposte, come quella sui redditi da lavoro (+2,2%), quella sulle società (+11,6%) e l’Iva (+0,1%), registrino risultati positivi. Tra le imposte indirette aumenta il gettito dell’accisa sui consumi dei prodotti energetici di circa 90 milioni di euro rispetto al dato osservato nel medesimo periodo del 2017 (+2,8%).
 
L’andamento del gettito Iva
Si osservano forti disomogeneità tra i vari Paesi anche in relazione al gettito Iva: la forbice tra il lieve incremento registrato in Francia (+0,1%) e la forte crescita registrata in Portogallo (+6,5%) si attesta a 6,4 punti percentuali. In particolare, il Portogallo (+6,5%) mostra il tasso di crescita maggiore, consolidando la dinamica già positiva registrata nel 2017. In aumento anche le entrate Iva in Germania (+1,9%), in Italia (+1,2%), in Irlanda (+1,6%) e in Francia (+0,1%), con tassi di crescita più contenuti rispetto alla media dello scorso anno.
 
Lavoro dipendente: focus sul cuneo fiscale
Il rapporto del Df propone un focus dedicato all’analisi della dinamica del carico fiscale sul lavoro dipendente sulla base del rapporto pubblicato ad aprile scorso dall’Ocse, “Taxing Wages 2018”.
Il cuneo fiscale medio dei paesi Ocse nel 2017 è stato pari al 35,9% del costo totale del lavoro. Nel confronto tra i Paesi esaminati si osservano differenze significative sia in termini di livello sia in termini di composizione del cuneo fiscale. Infatti, a esclusione dell’Irlanda (27,2%) e del Regno Unito (30,9%), tutti i Paesi mostrano un tax wedge superiore alla media Ocse. In particolare, si segnalano valori più alti per la Germania (49,7%), l’Italia (47,7%) e la Francia (47,6%). Seguono il Portogallo (41,4%) e la Spagna (39,3%).
 
Dal rapporto emerge una tendenza generale in relazione al peso maggiore dei contributi sociali rispetto all’imposta sul reddito, con l’eccezione dell’Irlanda. Inoltre, si evidenzia la prevalenza dei contributi sociali a carico del datore di lavoro rispetto a quelli a carico del lavoratore, con l’eccezione della Germania.
Dall’analisi emerge inoltre, che, in tutti i Paesi considerati, i contribuenti con figli hanno aliquote medie personali nette più basse (definite come la somma dell’imposta sul reddito personale e dei contributi pagati dal lavoratore, al netto delle prestazioni in denaro, in percentuale della retribuzione lorda) rispetto ai contribuenti senza figli.
In particolare, considerando la media Ocse, la coppia di coniugi, che ha una retribuzione media, con 2 figli è soggetta a un’aliquota fiscale media personale del 19,3% rispetto al 23,8% riferita alla coppia con lo stesso livello di reddito senza figli.
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