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Dal mondo

Entrate Ue: per la Spagna inizio
al top. Irlanda forte sull’Iva

Il dato confermato dai due bollettini di gennaio e febbraio diffusi dal Df che rompono in parte uno schema consolidato

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Il 2017 si apre all’insegna di un cambio al vertice delle entrate tributarie internazionali. Dopo 35 mesi dominati dall’Irlanda, in questo inizio d’anno è la Spagna a rubare, in parte, la scena alla ex tigre celtica. Infatti se è vero che su gennaio e febbraio l’andamento tendenziale rende onore agli iberici è anche vero che la ex tigre celtica, sia pur in quadro ridimensionato ma positivo, fa il pieno sul versante dell’Iva. Sono, in estrema sintesi, le novità che emergono dalla lettura dei due Rapporti 2017 del dipartimento delle Finanze sulle entrate internazionali relativi al periodo gennaio e febbraio.



Spagna in testa a gennaio
I primi tre posti della speciale classifica sono ad appannaggio di Spagna (+8%), Irlanda (+6%) e Regno Unito (+4,3%). Nel gruppo degli inseguitori brilla la Germania, a una spanna dal terzo classificato (+4%), seguita dall’Italia (+1,9%) ed entrambe protagoniste di una performance caratterizzata da un segno positivo. Di valenza opposta i risultati ottenuti dalla Francia che, penultima in ordine di classifica, inverte la dinamica del gettito tributario e fa registrare una flessione del 2,1% e dal Portogallo che chiude con un segno negativo (-11,1%) dopo un 2016 all’insegna della produttività.
 

Irlanda prima per gettito Iva
Nel segno dell’assoluta continuità è l’Irlanda che registra il tasso di variazione più elevato con un +10,2% seguita da Germania (5,5%) e Italia (4,5%). Al quarto e quinto posto di merito si portano il Regno Unito (3,7%) e il Portogallo (3,2%). A chiudere il gruppo, nella posizione di fanalino di coda, è invece la Francia che con un -0,8% registra la prima flessione tendenziale dal maggio del 2015.
 

Una manciata di decimali divide i Paesi su febbraio
In questo caso tre sono i Paesi divisi da una manciata di decimali. A fare l’andatura sul fronte delle entrate è sempre la Spagna con un +6,5% seguita a una spanna dalla Germania (+6,2%) e dalla Francia (6,1%). Al quarto posto di merito il Regno Unito non troppo distante con un 5,8%, seguito dall’Irlanda (4,1%) e dall’Italia (+3,1%). All’ultimo posto di merito si colloca il Portogallo che registra una nuova variazione negativa (-3,1%), ma più contenuta rispetto al risultato di gennaio.
 

Sul versante Iva, l’Irlanda sempre davanti
Ancora più sostenuta è la crescita registrata dall’Irlanda in febbraio che, con un 16,9%, è prima in assoluto davanti a tutti e supera di gran lunga il risultato positivo dello scorso anno. Al secondo posto di merito è sempre la Spagna con un 7,9% seguita al terzo posto dalla Germania (+6,3%). Completano il profilo della speciale classifica, in ordine di risultato, la Francia (+5,7%), l’Italia (+5,3%), il Regno Unito (+3,7%) e il Portogallo (+2,2%). Tutti i Paesi osservati hanno registrato risultati positivi e la forbice di variazione tra il valore più marcato e quello più contenuto è di 14,7 punti percentuali.

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