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EU TIN: un nome in codice
a prova di identificazione...fiscale

Acronimo di European Taxpayer Identification Number, è la sigla che individua il codice unico a livello comunitario

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Si chiama EU TIN, acronimo di European Taxpayer Identification Number, e si legge codice di identificazione fiscale (unico a livello comunitario). Potrebbe vedere la luce tra poco meno di 365 giorni ma il percorso per giungere a tale risultato (concettualmente semplice) non è dei più facili.
L’obiettivo principale, riferisce il commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, Algirdas Semeta, è migliorare l’efficacia della lotta contro i fenomeni della frode, dell’evasione e dell’elusione fiscale nell’Unione europea. Ogni anno, infatti, per queste cause nell’area dei 27 Stati membri si perdono fino a 1.000 miliardi di euro. In termini di prodotto interno lordo, il “nero” rappresenta 1/5 del Pil comunitario mentre svariati miliardi di euro emigrano nei paradisi fiscali invece di confluire nelle casse degli Stati membri.
 
Un piano strategico articolato
La Commissione europea, per arginare i fenomeni della frode, dell’evasione e dell’elusione fiscale ha, quindi, posto sul tavolo comunitario, un molteplice piano strategico. Si punta, intanto, a una lotta serrata contro i (vicini quanto lontani) paradisi fiscali che dovrebbero essere inseriti nelle liste nere nazionali (ndr. Svizzera, Andorra, Monaco, Liechtenstein, San Marino, Isola di Jersey, Isole Cayman, Singapore). La Commissione pensa a un meccanismo sanzionatorio per i paradisi che praticano una concorrenza fiscale scorretta ed un sistema premiale per quelli che smettono tale pratica. In merito ai conti fiduciari, Bruxelles vorrebbe poter negoziare le intese a nome di tutti i 27 membri in luogo dell’ ordinario procedimento con singoli accordi bilaterali. Sul piano dell’elusione fiscale, l’Esecutivo riterebbe opportuno prevedere l’adozione comune di una normativa antiabuso.
Non manca, infine, sul piano pratico, l’ipotesi di includere, nel piano d’azione, un codice dei contribuenti europei e un codice di identificazione fiscale comunitario.
 
Sostitutivo o integrativo?
Per quest’ultimo progetto, nel mese di marzo 2013 sarà avviata una consultazione tesa a supportare una proposta di legge in tal senso. Occorre decidere, inoltre, se il nuovo codice fiscale (che potrebbe partire verosimilmente nel 2014) andrà a sostituire ovvero ad integrare quelli esistenti dei 27 Paesi membri.
 
Il codice sul portale Europa
In ogni caso, sul portare europa.eu è possibile verificare on-line e in tempo reale il codice di identificazione fiscale nazionale. Tale strumento telematico tuttavia, non consente, al momento, di convalidare l’identità di una persona o confermare se il codice fiscale inserito è esistente o, ancora, se è stato attribuito a qualche contribuente.
 
Lo scambio di informazioni
Sempre sul portale europeo, peraltro, è attiva anche la verifica del numero di partita Iva. Il sistema VIES (VAT Information Exchange System – sistema di scambio di informazioni relative all’Iva) è uno strumento elettronico per la trasmissione di informazioni relative alla identificazione Iva (ossia alla validità del numero di partita Iva) delle imprese registrate ai fini Iva nell’Unione europea. Grazie al predetto sistema, peraltro, sono trasmesse informazioni relative alle forniture intracomunitarie (esenti da Iva) tra le Amministrazioni degli Stati membri.
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