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Eurojust, a l'Aja nuovo incontrosulla lotta Ue alle frodi Iva

L'incontro di fine marzo è stato organizzato per esaminare le implicazioni connesse alle attività di intelligence

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Come migliorare la cooperazione nella lotta transfrontaliera frodi alle Iva. Quale approccio comune adottare per rendere tale cooperazione più efficace. Quali sono i principali problemi che si incontrano nelle fasi di intelligence, indagine e individuazione dei casi di frode Iva. Quali potenziali soluzioni europee è possibile trovare. È su questi temi che si è focalizzata l'attenzione dell'ultimo meeting de l'Aja, organizzato da Eurojust in collaborazione con Europol. Nel corso dell'incontro, a cui hanno partecipato membri della Commissione europea, del Segretariato del Consiglio, rappresentanti dei sistemi giudiziari degli Stati membri, è stato esaminato l'attuale quadro giuridico e le possibili misure da adottare per prevenire e combattere il fenomeno anche alla luce della recente proposta comunitaria di trasformazione dell'Olaf.
A illustrare i temi dei lavori Aled Williams, presidente di Eurojust e membro nazionale per il Regno Unito, e Rob Wainwright, direttore di Europol. La riunione è stata presieduta da Ritva Sahavirta, membro nazionale per la Finlandia del team di Eurojust per la lotta alla criminalità economico-finanziaria, e specializzata in reati finanziari come la frode fiscale e il riciclaggio di denaro.

Scambio informazioni e assistenza giudiziaria
L'occasione dell'incontro si è rivelata propizia anche per fare il punto sullo stato del progetto strategico avviato nel 2009 da Eurojust in collaborazione con Europol. Un programma di interventi basato sul potenziamento dello scambio di informazioni e sull'assistenza giudiziaria reciproca tra gli Stati membri. Rob Wainwright, direttore di Europol, ha ricordato che il fenomeno delle frodi Iva è più grave di quanto si possa immaginare anche perchè al danno economico causato al bilancio dell'Unione si aggiunge la concorrenza sleale e l'alterazione delle regole di mercato. Non esistono le prove fisiche del crimine in quanto la strategia dei truffatori prevede la distruzione delle prove che permetterebbero di risalire a ogni singolo anello della catena fraudolenta. Con poco sforzo si riesce a creare una grande opportunità a scopo di lucro ma a tutto svantaggio dei contribuenti. In questo contesto, lo scambio di informazioni tra gli Stati membri è fondamentale per rendere più incisiva la cooperazione. Un fenomeno quello delle frodi Iva, ha rilevato Aled Williams, che, oltre a ledere gli interessi finanziari della Comunità, sottrae risorse alle attività istituzionali e, più in generale, all'economia dell'Unione che potrebbero essere invece utilizzate per costruire scuole e ospedali.

La collaborazione tra Eurojust ed Europol
Analizzare le difficoltà che si incontrano nel coordinamento transnazionale delle indagini sulle frodi Iva sulla base di relazioni esistenti, esperienze pratiche e informazioni disponibili; distribuire un questionario per trovare soluzioni a ostacoli e difficoltà già individuati; promuovere le tempestive segnalazioni di operazioni sospette; promuovere il sistema computerizzato di scambio d'informazioni sull'Iva (Vies) da parte delle autorità amministrative competenti per lo scambio di informazioni a livello nazionale tra autorità giudiziarie; agevolare la cooperazione tra autorità di polizia e giudiziarie degli Stati membri competenti nelle indagini e nelle azioni penali relative alle frodi Iva; definire i ruoli e le competenze di unità e organismi europei competenti nella lotta contro le frodi Iva. Sono gli obiettivi del progetto strategico sull'intensificazione dello scambio di informazioni e di assistenza tra le autorità giudiziarie degli Stati membri sulle frodi Iva che nel 2009 Eurojust ha avviato in collaborazione con Europol. Ritva Sahavirta, membro nazionale per la Finlandia del team di Eurojust per la lotta alla criminalità economico-finanziaria, a margine del convegno, ha sottolineato che, soltanto rafforzando la cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri, di Eurojust e Europol, il sistema Iva europeo può essere efficacemente difeso contro gli attacchi della criminalità organizzata.

L'aumento delle frodi: i casi segnalati dal 2004 al 2009
I casi presentati ad Eurojust hanno registrato un aumento costante dal 2004, arrivando a quota 214 nel 2009. È una delle principali indicazioni contenute nella Relazione annuale 2010 su dati 2009 dell'organismo dell'Unione europea incaricato di rafforzare la lotta contro le gravi forme di criminalità. In particolare nella categoria dei reati riguardanti le truffe e le frodi, figurano la frode fiscale, informatica, del pagamento anticipato, l'appropriazione indebita di capitale sociale e quelle Iva. Inoltre in sette casi sottoposti a Eurojust i reati sono stati commessi ai danni degli interessi finanziari dell'Unione europea.

La collaborazione tra Eurojust e Olaf
L'attività di Eurojust, condotta fin dal 2002 (l'unità è nata in seguito alla decisione del Consiglio del 28 febbraio 2002 che istituisce l'Eurojust per rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità ( GU L 63 del 6.3.2002)) in sinergia con quella svolta dall'Olaf (l'Ufficio europeo per la lotta antifrode) ha consentito promuovere e migliorare il coordinamento tra le autorità nazionali sia in ambito investigativo che relativamente ai procedimenti giudiziari fra gli Stati membri, nella loro azione contro le forme gravi di criminalità organizzata e transfrontaliera.  

La composizione e le competenze
Eurojust assolve ai propri compiti mediante i 27 membri nazionali (uno per ciascuno degli Stati che compongono l'Unione europea) o, collegialmente, attraverso richieste alle autorità nazionali competenti a svolgere un'indagine o perseguire determinati atti, coordinando le autorità competenti e fornendo tutte le informazioni necessarie per realizzare la migliore cooperazione possibile. I membri nazionali sono giudici inquirenti, magistrati e funzionari di polizia di alto grado ed esperienza e con pari prerogative e sono assegnati all'organismo in conformità dei rispettivi ordinamenti nazionali e dispongono di un seggio permanente a l'Aja. Eurojust collabora anche con la rete giudiziaria europea, Europol e l'Olaf offrendo un supporto logistico anche mediante l'organizzazione di riunioni di coordinamento fra le autorità giudiziarie e di polizia dei diversi Paesi che si rivelano particolarmente utili nella risoluzione di eventuali problemi giuridici e pratici.

Azione informativa e interessi finanziari dell'Ue
La delicatezza e la capillarità di tali azioni, da sempre oggetto di grande interesse da parte del legislatore comunitario, hanno di recente ricevuto nuova considerazione nella proposta avanzata dal Parlamento europeo e dal consiglio dell'Unione. L'obiettivo è la modifica del regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (Olaf) che abroga il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 e diretta alla istituzionalizzazione di accordi amministrativi tra le due agenzie. Gli eccellenti risultati conseguiti incoraggiano, infatti, il rafforzamento dei vincoli cooperativi tra Eurojust e le autorità competenti degli Stati membri rispetto a fatti passibili di indagini penali sollecitando una più stringente azione informativa da parte dell'Olaf soprattutto in merito ai casi che lasciano supporre un'attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione e che rientrano tra le gravi forme di criminalità.

La cooperazione tra Olaf, Eurojust ed Europol
Per incoraggiare ulteriormente la cooperazione anche nell'ottica dell'eventuale conferimento di ulteriori responsabilità, con le autorità competenti di Paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, si è affermata la soluzione di inserire l'articolo 10 bis nella proposta modificativa del regolamento.
La nuova disposizione ribadisce il ruolo cooperativo della triade Olaf, Eurojust ed Europol e le organizzazioni internazionali nel campo della lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione imponendo, in particolare, che l'ufficio antifrode, in presenza di  informazioni che lascino supporre l'esistenza di una frode, di un atto di corruzione o di ogni altra attività illecita che rientrino tra le forme gravi di criminalità, trasmetta a Eurojust le informazioni pertinenti.
In queste ipotesi l'Olaf può convenire, in analogia con quanto accade con  i servizi competenti di Paesi terzi e organizzazioni internazionali, con Eurojust ed Europol accordi amministrativi necessari per rafforzare tale collaborazione che potrebbero riguardare lo scambio di informazioni operative, strategiche o tecniche, compresi dati personali e informazioni segretate.

L'ultimo incontro tra Olaf ed Eurojust: la corruzione parlamentare
Di diverso tenore l'incontro che si è svolto l'11 aprile scorso su invito dell'Olaf e che ha coinvolto le autorità giudiziarie di Belgio, Austria, Slovenia e Romania. Al centro del meeting, organizzato in collaborazione con Eurojust, le indagini amministrative avviate in questo caso dall'Olaf su presunti casi di corruzione che avrebbero coinvolto alcuni membri del Parlamento europeo. L'inchiesta, riporta una nota, prende le mosse da notizie di stampa secondo cui alcuni eurodeputati potrebbero avere accettato di ricevere denaro in cambio della presentazione di emendamenti legislativi. "Con indagini parallele in corso, è della massima importanza che tutte le autorità coinvolte a livello europeo e degli Stati membri lavorino insieme nel miglior modo possibile", ha dichiarato il direttore generale dell'Olaf, l'italiano Giovanni Kessler. 


Fonti (per alcuni dati)
Eurojust - Relazione annuale 2009

 

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